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Stati Uniti d'America, terra di eccessi e contrasti, di enormi ricchezze e di migliaia di senzatetto. Una nazione che offre enormi possibilità, soprattutto ai più meritevoli, e che ha raggiunto invidiabili primati economici grazie a pochi, semplici princìpi: libera concorrenza, massimo rispetto del consumatore (lì lo chiamano marketing), privatizzazioni e flessibilità del lavoro.
Oddio, non tutto è perfetto. Sei povero? Affari tuoi! Mai come negli U.S.A. quando c'è la salute c'è tutto: provate ad ammalarvi a Miami e... prenderete un aereo per Cuba, vi costerà senz'altro di meno farvi curare nel regno di Fidel Castro (viaggio aereo incluso).
Se invece godete di ottima salute gli U.S.A. rivelano piacevoli sorprese: la disoccupazione sembra quasi non esistere; c'è un presidente che rischia di perdere il posto perché ha mentito alla nazione e non perché ha fatto quello che, al posto suo, avrebbero fatto tutti o quasi; il capo dell'opposizione non possiede metà dell'informazione del Paese e non è imputato in svariati processi; la burocrazia è un concetto che esiste solo nei vocabolari perché negli uffici pubblici si usano i computers, il cui uso viene insegnato addirittura a scuola; se commetti qualche cri-mine in galera ci vai sul serio e non "virtualmente"; chi ricicla i rifiuti non ne paga lo smaltimento. Ci sono addirittura città ben amministrate.
Un esempio da imitare, allora? Sì, ma a modo nostro: il mito americano, da Alberto Sordi in poi, qui sembra funzionare al contrario e preferiamo importare Mc Donald's, il rap e Beautiful.
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