Ryan è vivo
di Simone Navarra

Molti film raccontano delle storie, questo film vuole raccontare la storia che si è letta mille volte, che si è già vista in televisione negli speciali sulla seconda guerra mondiale, e sui conseguenti approfondimenti densi di immagini in bianco e nero.
Salvate il soldato Ryan è al contempo uguale e diverso da tutto quello che si è visto al cinema.
È uguale per la porzione di riferimenti tipici della filmografia di genere, con i suoi eroi dalla faccia sporca di fango e la loro saggezza e purezza militare, le armi efficienti dei buoni e quelle solo cattive dei cattivi, il ponte che si deve difendere a costo di quella vita che la mamma t'ha dato.
È diverso per la forza dilaniante delle immagini che passano, è vero, attraverso il solo senso della vista ma riesce a coinvolgerli tutti, per le lacrime, gli spasmi e i lamenti tanto veri da far sembrare il film un reportage e i protagonisti dei testimoni reali.
I venti minuti iniziali sono stati venduti come qualcosa di indipendente, come un gadget a cui poter rinunciare se non si ha lo stomaco adatto, ma non è così.
La guerra, la morte e forse la vita sono fatte esattamente come quelle sequenze più rubate che filmate, ci si entra e ci si esce senza accorgersene, senza sapere di essere in debito con qualcuno. Andando al cinema, guardando quest'opera maestra, si capisce quanto è importante guardare con attenzione quel che succede poco lontano dalle nostre frontiere, a poche ore di volo dalle nostre accoglienti città.
Gli Stati Uniti d'America sono un Paese che spesse volte se lo ricorda e lo fa ricordare ai suoi figli, alle sue madri.
Togliendo gli uni alle altre, per qualche diavolo da sconfiggere, da bruciare al rogo. A volte fanno bene e tutti li applaudono, a volte fanno male e tutti gli sputano addosso.
È il destino dei militari o dei poliziotti che sono pagati e previsti per stare sempre in assetto da guerra, anche in periodo di pace.
Ci si dovrebbe ricordare anche di loro. Senza alcuna retorica.
Steven Spielberg l'ha fatto, firmando quest'opera che sa tanto delle foto scattate durante e dopo le battaglie da un secolo a questo parte.
Da vedere ad ogni età, anche contraffacendo i documenti.

Le Recensioni
Somm. Dic. '98 - N° 25

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