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Che bella la commedia napoletana, i suoi guitti da tre soldi, le sue battute semplici, il suo sapore dolce e leggero come il migliore dei prodotti da pasticceria.
Il medico dei pazzi è un classico del teatro partenopeo, come Filumena Marturano e tutti quelli che ognuno ricorda perché li ha visti alla TV o al cinema interpretati da Totò, Eduardo, Titina, Nino Taranto.
La trama lineare, tale e quale ai maglioni di mammà, prevede un nipote goffo e truffatore dello zio, personaggi femminili a esaltare tutte le particolarità solari e mediterranee della donna: il giocare e il bisticciare, l'ammiccare e il ridere a volontà.
Un contorno di personaggi ognuno con uno sfogo, ognuno con un senso.
Gianni Pontillo, nell'allestimento, rispetta perfettamente il testo classico di Scarpetta e lo esalta lasciando molto spazio agli attori, che non si lasciano certo sfuggire l'occasione di diventare tutti protagonisti.
Il pubblico ride, si diverte, ed è importante in questa prima domenica di dicembre '98.
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