Quasi unanime il "Sì" per un nuovo referendum sull'istituzione del comune di Ostia-Acilia
di Stefano Lesti

Gli amministratori locali stanno pensando nuovamente di preparare un referendum per chiedere ai cittadini di esprimersi sulla proposta di dare luogo al comune di Ostia.
L'inadeguatezza delle normative vigenti per l'amministrazione della XIII ha raggiunto negli ultimi anni picchi di esasperazione, e la lentezza con cui la Regione Lazio e il Campidoglio stanno procedendo al decentramento dei poteri, fortemente richiesta dai 25 consiglieri di via Claudio, non consente attualmente una corretta gestione del territorio, che possa comprendere una programmazione incisiva di interventi a sostegno dell'occupazione e dello sviluppo del turismo, forza trainante della città.
Infatti la legge 281 del 1990, nata allo scopo di istituire le "aree metropolitane" e che doveva attribuire alle circoscrizioni ampi poteri di gestione sul patrimonio, sulle spiagge, le aree verdi, i piani territoriali ecc., non è stata ancora attuata completamente, e forse non lo sarà mai per vizi di forma che la rendono praticamente "zoppa".
Problemi burocratici e interessi contrastanti di governi centrali allungano poi di fatto ogni decisione di modifica.
Da queste constatazioni è nata allora la proposta di chiamare nuovamente alle urne tutti i residenti della XIII, che ufficializzata nel corso di un convegno organizzato nel palazzo di vetro dell'Ascom lo scorso luglio, ha aperto un dibattito nella classe politica locale, con viva soddisfazione da parte degli organizzatori: Marcello Patricolo, Roberto Franciotti e Andrea Tosi.
Per avere un quadro generale della situazione abbiamo ascoltato il parere di due autorevoli esponenti della circoscrizione: Silvio Ricci, consigliere dei Democratici di Sinistra e presidente della commissione "Decentramento", da sempre sostenitore della necessità di istituire il comune di Ostia, e Pier Paolo Zaccai, consigliere di Alleanza Nazionale.
Silvio Ricci, pur convinto delle buone intenzioni del Campidoglio, lamenta una totale incertezza nei tempi di attuazione della legge 281: "Allo stato attuale delle cose non sappiamo la data in cui il consiglio comunale discuterà la nostra proposta di decentramento, ma credo che se tutti i gruppi politici ci sosterranno, potremo tra non molto gestire la XIII nel modo migliore...
Il referendum sarà eventualmente l'ultima carta da giocare, ma se fosse l'unica possibilità di decentramento dei poteri, ne sarei un sostenitore accanito".
Tuttaltro che dubbioso è invece Pier Paolo Zaccai che polemicamente tuona: "Alle promesse di Rutelli non sono seguiti i fatti!
Sono circa cinque anni che aspettiamo un segnale positivo sulla richiesta di autogoverno del nostro territorio, ma ancora non è cambiato nulla, anzi, le proposte finora arrivate, sono state semplicemente una presa in giro, sia per noi che per i cittadini che attendono risposte e non slogan.
Sarei favorevole al referendum ma certamente andrebbe preparato da noi, e non dai palazzi della politica, che mirano a confondere gli elettori per gestire i fili della nostra città, così ricca di potenzialità da far gola a tutti"
.

Il decentramento
Somm. Dicembre '98 - N° 25

1