Ostia, porto turistico di Roma
di Stefano Lesti

L'area dell'idroscalo rappresenta indubbiamente il simbolo assoluto del degrado di cui il Lido di Ostia è stato vittima dopo la fine degli anni '60.
Complice la cementificazione selvaggia che ha trasformato la perla del tirreno in "pattumiera" di Roma, la zona di Ostia ponente venne ridotta a borgata, e tuttora rappresenta la tangibile testimonianza di un epoca nefasta.
Ma da quando sono scesi in campo gli imprenditori residenti nel Lido, i comitati di quartiere e i media nazionali, che hanno iniziato ad occuparsi del "fenomeno" Ostia, la voglia di riscatto è aumentata, e si affacciano finalmente concrete prospettive di rilancio per tutta la XIII.
Tra i progetti che rappresentano l'attuale fermento imprenditoriale, spicca l'approdo turistico che dall'idroscalo - memore delle audaci imprese di Italo Balbo -, traghetterà il litorale in Europa.
Le banchine, che potranno ospitare 800 posti barca, e che verranno realizzate sul mare, faranno parte di un grande progetto urbanistico che comprenderà un centro direzionale, una caserma dei Carabinieri, un distaccamento della capitaneria di Porto, un centro commerciale che ospiterà negozi di "griffe", ristoranti, bar e parcheggi multipiano interni ed esterni che resusciteranno dal torpore la foce sinistra del Tevere.
Attraverso l'applicazione dell'articolo 2 della legge 167, verranno poi ristrutturate le abitazioni preesistenti, e saranno allestiti nella zona parchi e giardini fioriti, mentre la stele a ricordo di Pier Paolo Pasolini, attualmente sommersa tra le sterpaglie, verrà inglobata nel parco compreso nel Centro Habitat Mediterraneo del WWF, da poco approvato e presentato ai media nazionali, che terminerà tutta l'operazione di riassetto dell'idroscalo.
L'imprenditore Mauro Balini, tra i titolari dell'Ati, la società privata presentatrice del progetto dell'approdo turistico, si è sempre dimostrato sensibile alla riqualificazione della città: "Ostia è la città in cui vivo da quando sono nato, e ho sempre sognato di poterle dimostrare l'amore e la riconoscenza per ciò che ha dato alla mia famiglia.

Vedere poi l'idroscalo, cui sono legato da un grande affetto, abbandonato nel degrado più totale, è stato sempre il mio grande cruccio.
Il senso di tristezza e di dolore che provavo quando da bambino andavo a pescare godendo dell'ombra all'interno delle capanne abbandonate mi pervadeva, e ciò che sentivo allora, i suscitò il forte desiderio di impiegare le mie forze per cercare di migliorare la zona".
Il vostro progetto rappresenta quindi il coronamento di un sogno?
"Credo proprio di si, un sogno lungo una vita".
Ma lei è un imprenditore, quindi, bando ai sentimentalismi e andiamo al concreto: cosa risponde a chi vi accusa di voler fare solamente una speculazione edilizia che danneggerebbe l'ambiente?
"Senza dubbio che non conosce il progetto... Infatti la salvaguardia e il recupero ambientale dell'idroscalo è alla base degli studi effettuati nei tecnici che lo hanno redatto: chi approderebbe ad Ostia se il suo assetto urbanistico non fosse prima di tutto migliorato?
Quindi, abbiamo riunito specialisti nel settore degli approdi turistici da diporto, che, dopo aver lavorato per governi, ministeri e società multinazionali operanti soprattutto negli Stati Uniti, dove le leggi in materia ambientale sono molto restrittive, hanno messo a frutto per l'Ati tutta la loro esperienza.
Il loro apporto nella redazione del progetto ha rappresentato certamente la nostra miglior garanzia...a tal punto che non un sono ente giudicante ha potuto rilevare incongruenze in merito al rispetto delle normative vigenti".
L'approdo turistico avrà dunque un basso impatto sull'ambiente...
"Senza alcun dubbio! E per averne conferma chiunque si può rivolgere all'Ati".
Dunque polemiche ingiuste?
"No, non credo nella malafede del prossimo, specialmente di fronte ad un tema attuale ed importante quale la salvaguardia dell'ambiente.
Anche noi, del resto, eravamo preoccupati e consapevoli delle ripercussioni conseguenti la realizzazione della nostra opera.
Le realizzazioni marittime possono produrre veri e propri squilibri, che, senza i dovuti studi e le necessarie verifiche, possono ledere l'equilibrio attuale e futuro del litorale lidense.
Quindi abbiamo proceduto facendo studi approfonditi per più di un anno, basandoci sul materiale d'archivio dei ministeri e sui dati che ci sono stati forniti dalla Capitaneria di Porto di Fiumicino.
Addirittura le banchine dei moli, progettate per essere allestite 'a mare', sono state perfezionate in modo che le correnti marine dominanti (che provengono da ponente N.d.R.), creeranno una risacca che consentirà il ripascimento naturale degli arenili di Ostia Levante"
Da parte dei lidensi c'è ovviamente molto entusiasmo per l'iniziativa, ma come sono i vostri rapporti con il Nuovo Consorzio Idroscalo, considerando che i trecento associati sono impegnati nel recupero socio-urbanistico del territorio nel quale vivono?
"Sono costruttivi poiché i consorziati si sono resi conto che il nuovo approdo garantisce quello che stanno faticosamente tentando di ottenere da anni: la riqualificazione ambientale e il riassetto urbanistico dell'idroscalo.
Credo che il loro pubblico assenso sia stata tra le vittorie più significative".

Il mare di Ostia
Somm. Dicembre '98 - N° 25

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