Le architetture di Casalpalocco e dintorni
di Daniele Pietrini

A Casal Palocco non mancano le architetture di pregio, riportate nelle guide d'architettura contemporanea di Roma e, in qualche caso, d'Italia.
Case, ville, centri commerciali e concezioni urbanistiche vengono spesso indicati come esemplari meritevoli d'attenzione dai maggiori esperti e critici dell'architettura nazionale.
Certo, manca il capolavoro internazionale, ma nel complesso la qualità estetica del quartiere viene ritenuta più che soddisfacente.
Alla progettazione urbanistica del comprensorio contribuirono negli anni '50 le migliori firme del panorama architettonico romano: Luccichenti, Paniconi, Pediconi, Vaccaro e Libera (quest'ultimo da molti considerato il miglior architetto italiano della prima metà del secolo).
E proprio a questi anni risalgono le prime opere di un certo rilievo, come per esempio la vaccheria del 1958 (nel settore nord del quartiere), all'epoca tra le più importanti del Lazio, o il gigantesco schermo del Drive in dell'Axa, il maggiore d'Europa, che mostra la mano di un allievo diretto del grande Pierluigi Nervi, l'allora giovane Eugenio Galdieri.
Allo stesso gruppo di ingegneri e urbanisti degli anni '50 risalgono alcune ville e villini verso la Cristoforo Colombo, non di rado costruiti secondo criteri 'hollywoodiani', cioè con ampi giardini dotati di palme, copertura a tetti di paglia (almeno in origine, come in quattro ville di via di Casal Palocco) e spazi interni vari e articolati; edifici che oggi sono per lo più invisibili dietro muri e siepi.
Anche la chiesa di S. Timoteo, della quale vedete una vecchia foto, completata nel 1969 su progetto di L. Vagnetti, con la sua crociera neogotica e il particolare tetto zebrato, oggi purtroppo sparito, ha l'onore di una menzione nel classico "Guida di Roma moderna" di Irene de Guttry, una bibbia per tutti gli studenti romani di architettura (appena 5 le altre chiese citate).
Spostandoci più in qua nel tempo, è d'obbligo ricordare la villa (anch'essa praticamente invisibile dietro un muro di recinzione) all'angolo tra via Erodoto e viale Alessandro Magno, opera del 1976 dello studio Transit Design, celebri e apprezzati progettisti di ville e uffici in tutto il mondo.
Si tratta, per intenderci, degli stessi autori di Cinecittà Due e delle nuove stazioni della metropolitana 'A' e 'B'.
I volumi nitidi, le forme pure e la ricchezza degli spazi interni fanno di questa villa forse la più bella del nostro quartiere.
Gli stessi progettisti sono anche gli autori di due scuole all'AXA e all'Infernetto, caratterizzate dall'inconfondibile stile 'metrò' (le si paragoni per esempio alle stazioni Laurentina o Magliana).
Le Terrazze sono il cuore sociale, commerciale e funzionale del quartiere.
Concepite secondo un modello derivato dai più noti esempi delle città nord - europee, ma anche, per certi aspetti, dagli shopping centers nord americani, la loro impostazione rigidamente razionalista è evidente nell'integrazione delle funzioni commerciali, abitative, ricreative e terziarie, studiata per mantenere viva l'area anche dopo la chiusura dei negozi, nella posizione baricentrica facilmente raggiungibile da ogni punto del quartiere, e nella distinzione dei percorsi pedonali e carrabili.
Nonostante ciò, il complesso ha evidenziato qualche problema, come il mancato utilizzo di buona parte del livello superiore e della totalità di quello sotterraneo, la scarsa cura architettonica di alcuni particolari ecc.
Nel resto del quartiere si nota per lo più la progettazione corretta e dignitosa della Società Generale Immobiliare, in qualche caso forse inficiata da un'esecuzione frettolosa ed economica, che non basta però a scalfire la fama di 'isola felice' di cui questo quartiere gode all'interno della periferia romana.

Zeus e... dintorni
Somm. Dic.'98 - N° 25
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