Comitato di Quartiere Acilia 2000

Via di Macchia Saponara
di Edoardo Foti


Ovvero tutto ciò che non bisogna fare se si amministra la cosa pubblica a beneficio dei cittadini.
Potrebbe essere soggetto di studio universitario per studenti di architettura in materia di urbanistica e viabilità.
Gli studenti potrebbero rendersi conto degli orrori ed errori effettuati in questo territorio negli ultimi anni.
Il tratto di strada che va da Casal Palocco al Kristal è diventato un incubo per pedoni, ciclisti, automobilisti e cittadini le cui abitazioni si affacciano su questa sorta di collo di bottiglia.
Ho sottomano una lettera di protesta di un cittadino che ha avuto la disavventura di acquistare una casa che si affaccia proprio su via di Macchia di Saponara.
La lettera, inviata alla ASL (settore ambiente), VV.UU., Codacons, Presidente della XIII^ Circoscrizione e al nostro comitato di quartiere, fa il punto della situazione attuale in un modo puntuale e realistico.
Non ci sono regole che adeguano la tipologia di traffico ad una strada molto stretta, senza marciapiedi, con abitazioni che delimitano il manto stradale.
È facile constatare, pertanto, la massiccia presenza, oltre al traffico normale, sia di mezzi pesanti sia di autobus vuoti in arrivo e partenza dal deposito Acotral di Dragona, senza limiti di orario.
La mancanza di alcun tipo di controllo che limiti: velocità, degrado ambientale ed acustico, accentua sempre più il malessere degli abitanti.
A ciò si aggiunge il continuo rilascio di licenze di costruzione (vedi il palazzone nuovo davanti la chiesa di San Carlo da Sezze) che poi si traduce in ulteriore traffico.
È venuto in mente a qualcuno di fare un monitoraggio delle condizioni ambientali?
Ma quando mai?
È chiaro che, se fatto, il monitoraggio porterebbe a drastici provvedimenti.
E qui ci troviamo davanti al solito dilemma: interessi contro salute pubblica.
Lo scrivente della lettera fa presente un caso emblematico di come vanno le cose oggi a lui accaduto.
Si è rivolto al Cotral chiedendo di trovare percorsi alternativi per il rientro al deposito dei mezzi a fine turno (la sera fino alle 2 di notte, la mattina dalle cinque in poi).
La risposta è stata molto chiara e forte: la scelta del percorso da parte dell'Azienda è dettato da criteri di economicità, punto.
Ora, siccome la salute pubblica non è quantificabile in un rapporto costi-ricavi, il menefreghismo va a ruota libera.
Se si pagassero meno ICI e IRPEF per curarsi anche il cittadino potrebbe appellarsi al rapporto costi-ricavi.
Una volta l'esasperazione dei contadini, della gente comune, si ostentava attraverso i forconi, zappe, bastoni e sonore pedate nel sedere.
Ora, invece, l'esasperazione deve necessariamente esternarsi in un modo civile, ricevendo in cambio, più delle volte, insensibilità e arroganza.
È proprio vero: democrazia e civiltà sono un lusso per paesi evoluti.
Un saluto da ACILIA 2000

C. di Q. Acilia 2000
Via di Macchia Saponara
Somm. Nov. '98 - N° 24
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