Un caso per il nostro commissario
di Simone Navarra


Caro commissario Lucio,
ho incontrato nella mia lunga carriera di ricercatore criminale molti casi particolari, che hanno fatto trasalire la mia povera moglie e che spesse volte ho risolto per pura fortuna.
Questo che le vado a illustrare è uno dei più intricati che ho mai avuto il dovere di indagare.
Lui - Michael Douglas - è un uomo d'affari come se ne incontrano pochi nella vita, di quelli che ne leggi le gesta sui giornali, che sono ammirati da tutti, uomini e donne.
Lei è un gioiellino di ragazza e anche se ha un nome impronunciabile - Gnwieth Paltrow - ha classe da vendere, sorrisi che stendono a cinquanta metri di distanza e un posteriore tanto bello che vien voglia di morderlo.
L'altro - Viggo Mortensen - è un lavorante come lo siamo tutti, che il colpo della sua vita l'ha fatto nascendo con una bella faccia e guardano di traverso la moglie del padrone.
Come nell'Amante di Lady Chatterley è il sottoposto che dà inizio all'intrigo, al doppio e triplo gioco che toglie il fiato.
La storia è tutta in questa confusione continua di ruoli, tra buoni e cattivi, belli e brutti, giusti e malvagi.
Il coraggio in questo caso non sembra una virtù ma un accidenti che capita a chi non ha l'accortezza di lasciare chiusa una porta, di dimenticare che la propria consorte ogni tanto durante la settimana sparisce.
Ricorderò sempre, caro commissario, i minuti finali con tutte quelle rivelazioni che quasi non ci capivo nulla.
L'atmosfera alla Basic Instinct, non trasgressiva ma hitchcockiana al punto giusto, rende omaggio a un classico del cinema da cui è liberamente ripreso.
Gli accusati sono stati tutti degli ottimi attori, ma questo non sò quanto deponga a loro favore visto che agivano su uno sfondo che poco imponeva.
Il contorno, insomma, era mancante come in un pranzo a poco prezzo.
Con osservanza,
                                                                        Tenente Colombo

Le Recensioni

Somm. Nov. '98 - N° 24

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