Viabilità, nodo cruciale
di Carlo Barretta


In queste ultime settimane, nel nostro territorio, si è fatto un gran parlare di viabilità, sia interna che esterna.
L'argomento tende, via via che il numero degli abitanti dell'entroterra aumenta, a diventare il nodo principale da sciogliere sia da parte degli amministratori, che dei tecnici.
La composizione stessa dell'entroterra, che vede una ventina di agglomerati urbani dislocati sul territorio, e per di più in rapida crescita, dal punto di vista demografico, rende ineludibile la necessità di collegamenti rapidi e funzionali.
Oggi i collegamenti interni vivacchiano con le difficoltà che giornalmente tutti constatiamo, su di una serie di vecchie strade interpoderali, insufficienti a smaltire un traffico cresciuto, negli ultimi 10 anni, in modo smisurato, frutto di un aumento di popolazione di circa 80.000 abitanti.
Tanto che la popolazione dell'entroterra supera quella del litorale e la differenza tenderà in futuro ad accentuarsi.
Già da queste poche considerazioni si evince facilmente quanto importante sia porre mano ad un piano della viabilità nel futuro più immediato.
Interventi parziali sulle due grandi direttrici per Roma, sono già in corso di realizzazione, tuttavia potranno solo marginalmente risolvere il problema, se non saranno affiancati da interventi radicali sia sulla linea ferroviaria Roma-Lido, i cui lavori procedono in modo estremamente lento, sia sugli imbocchi della Colombo e della Via del Mare.
Le peripezie e le lungaggini che hanno interessato i lavori di quest'ultima sono sotto gli occhi di tutti e sono state denunciate nel dibattito organizzato recentemente dalla sezione D.S. di Acilia.
Tuttavia, in attesa di una più capillare progettazione mediante il piano della viabilità, rimandato sempre in attesa della realizzazione degli art. 11, un qualcosa, a mio modesto avviso, potrebbe essere fatto.
Già 4 anni fa il Coordinamento dei Comitati di Quartiere presentò un suo progetto di viabilità interna, basato sulla realizzazione di una terza direttrice che collegasse la Colombo con la Via del Mare.
L'idea, semplicissima, riteneva che si potesse sfruttare la strada in terra battuta che affianca il Canale Palocco.
È una strada già esistente, larga circa 10 metri e con un solo incrocio. Essa consentirebbe di raggiungere tre importanti risultati: 1) collegherebbe la Via del Mare con la Colombo 2) ridurrebbe il traffico sia di Via di Macchia Saponara che di Via di Acilia 3) consentirebbe in un prossimo futuro, agli abitanti di Casalpalocco, di raggiungere in pochi minuti la futura stazione di Acilia Sud, risolvendo probabilmente il problema dei trasporti per quella vasta area del territorio.
Quella nostra proposta, ad onor del vero, è stata recepita dall'Amministrazione Capitolina ed immediatamente inserita fra i progetti previsti dagli art. 11.
Una tale decisione, credo però non sia da condividere.
L'urgenza di una soluzione per il problema traffico, non può marciare con la lentezza burocratica degli art. 11.
La necessità della nuova strada, meriterebbe un iter più veloce, attingendo possibilmente a fondi regionali o europei.
In considerazione anche del forte sviluppo industriale che avrà quella parte del territorio, interessata da un lato dai Patti Territoriali per Ostia Antica, e dall'altro per il decollo della zona industriale di Dragona, la quale finalmente si sta svegliando da un lungo letargo, come sta a dimostrare il protocollo d'intesa siglato dalle organizzazioni sindacali, dall'Unione degli industriali del Lazio e dalla XIII Circoscrizione.
Dall'analisi di queste considerazioni, ne discende che è necessario creare un forte movimento di opinione pubblica supportato dalla Circoscrizione, in modo di addivenire in breve ad una soluzione soddisfacente per i cittadini ormai giustamente esasperati.

Carlo Barretta - consigliere PDS in XIII.

Maggioranza..... e Opposizione
La viabilità in XIII
Somm. Nov. '98 - N° 24

1