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41.000 persone, un esercito. Chi sono?
I disoccupati iscritti presso l'ufficio di collocamento di Acilia.
16.858 i minori di 25 anni, 10.348 i giovani di età compresa tra i 25 e i 29 anni e 14.000 superano i trent'anni.
Sul fronte donne si contano 4.000 iscritte più degli uomini (che disparità!); 26.000 sono in cerca di prima occupazione mentre 12.500 hanno già avuto un precedente rapporto di lavoro.
Un bollettino stilato ai primi di aprile di quest'anno, uno spaccato della sola XIII circoscrizione.
Trovare una occupazione! Tarlo assillante di tutti, giovani e non, che rimangono senza lavoro o sono in cerca dopo la scuola di una prima occupazione.
Sta diventando un sogno che tanti tentano di esorcizzare e indomiti inviano curricula alle maggiori aziende (Telecom e derivate come Albacom, Infostrada, Tiscali ) mentre alle Poste e agli Aeroporti di Roma ormai non si contano più le continue richieste a fronte di pochissimi posti offerti.
Complice il vicino Fiumicino-aeroporto si rivolgono in tanti sperando in una brillante carriera verso Alitalia e altre compagnie aeree; senza pensare che dopo l'apertura dell'aeroporto di Malpensa il lavoro anche a Fiumicino risente dell'effetto Milano (si prevedono tagli di personale al catering).
Dunque i giovani vogliono il posto fisso che garantisca un futuro e non hanno volontà verso altre tipologie lavorative come il commercio , il terziario, l'artigianato?
A tale proposito abbiamo rivolto la domanda ad un diretto interessato, un artigiano con un'azienda di legnami - Flessiporta di Acilia.
"I giovani non hanno voglia di sporcarsi con un lavoro manuale - ci ha dichiarato il proprietario Flavio Mazzetta - ma non riceviamo aiuto nemmeno dalle istituzioni: tra contributi e tasse varie, un apprendista viene pagato come un operaio.
Quindi per anni devo tenere un ragazzo che non produce lavoro, che non ha voglia di imparare e che magari mi abbandona. Sono ormai mesi che cerco un ragazzo volenteroso, anche straniero, che non mi pianti in asso".
Senza commento, lo salutiamo augurandogli buona ricerca.
Parafrasando Marzullo ci chiediamo: il lavoro è un sogno per gli italiani?
Scandito a gran voce dal popolo napoletano, scoraggiamento dei coltivatori del nord, amara presa di coscienza degli abitanti "burocratizzati" del centro; il lavoro o il posto fisso è ambitissimo da quei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 24 anni che hanno sognato dietro il concorso dell'Ama; in questi giorni tantissime richieste hanno intasato il collocamento di via Francesco Ingoli 82.
Aspettiamo la chiamata dall'Ama, come i militari, ma i termini ristretti del bando hanno lasciato fuori tantissimi giovani.
Altra storie che Zeus ha seguito, di un ragazzo perito elettronico che ce l'ha fatta: dopo tante ricerche ha inserito l'annuncio su Zeus e, dopo alcuni mesi, è stato chiamato da un ingrosso di forniture elettriche .
Un altro ragazzo pakistano ha messo un annuncio su Zeus e ora rimette a nuovo tappeti di ogni genere e tipo dai lussuosi iraniani, ai persiani e altri…
Anche loro sono sognatori? Possono comunque guardare al futuro con più ottimismo.
Certo non è la soluzione per tutti, ma a loro vantaggio possiamo dire che non hanno aspirato solo al posto pubblico.
Il lavoro non lo hanno aspettato ma inseguito, con determinazione e non disdegnando il lavoro prettamente manuale.
Piccole storie di Zeus, il quotidiano nel nostro entroterra.
Ecco che si ripropone l'idea al giovane che vuole iniziare una nuova attività: chiedi alla legge ex 44 per i giovani.
E per le donne?
Rivolgersi alla 215 - è la risposta delle istituzioni.
C'è un ma: per avere un contributo devi prima iniziare a fare l'imprenditore e poi chiedere i fondi(!).
E le offerte delle aziende sui quotidiani? Una chimera.
Solo chi ha 24 anni, una laurea e più di due anni di specializzazione per accedere al mondo del lavoro.
Domanda: come fai ad avere esperienza a soli 24 anni e per di più con un curriculum scolastico universitario?
Provate a chiedere a "Lavorare" che monitorizza settimanalmente l'offerta e la domanda di lavoro - ma che distribuisce copie (poche a detta degli edicolanti di zona) che vanno regolarmente a ruba.
Che dire di quelle 5.000 domande arrivate a valanga al Mc Donald di Ostia?
Non è un sintomo del malessere generale giovanile? Quando le istituzioni prenderanno coscienza della gravità del problema?
In fondo i giovani cosa chiedono?
Un lavoro di commesso, ma è così facile vendere?
Mai viste tante richieste ai supermercati.
Eppure l'entroterra si distingue per le piccole e medie imprese in massima parte artigiane che potrebbero dare un contributo prezioso togliendo dall'angoscia tante famiglie (leggi sopra).
Infine gli extracomunitari e la sanatoria: ma lì lavorano tutti!
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