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La più grande collezione di cultura popolare al mondo: questo pare che sia il Museo Agostinelli di Dragona, almeno a sentire l'autorevole opinione della direttrice del Museo delle Tradizioni Popolari all'EUR, dott.sa Petrucci .
Cinquecentomila oggetti e quaranta anni di grande passione del proprietario, Domenico Agostinelli, hanno contribuito a questo grande risultato: oggi il Museo della Cultura Popolare e dell'Artigianato Scomparso è diventato un'istituzione del nostro territorio, anche se non ancora valorizzata come dovrebbe.
Molte guide alla Roma scomparsa, agli itinerari nascosti e alle curiosità della capitale consigliano una gita fino a Dragona per venire ad ammirare questa sorprendente collezione; e mentre si moltiplicano le attenzioni dei mass media, essa continua a ingrandirsi sotto la spinta di donazioni spesso dettate da fiducia e ammirazione per ciò che il signor Agostinelli ha saputo costruire.
Questo non è solo il Museo dell'artigianato scomparso, ma la raccolta dello strano e dell'insolito, del vecchio e dell'inutile, dell'effimero e del superfluo.
Qualche esempio preso dal catalogo 1996: 3500 accendini, 60 apriscatole, 300 armi, 40 arnesi per lavare i panni, 80 arricciacapelli... e ci siamo limitati alla lettera 'A'.
Ma la cosa che più colpisce il visitatore è senza dubbio un'altra: il disordine.
Un caos pittoresco che lascia senza fiato e dà le vertigini: poco più di 2400 mq. dove si ammassano oggetti di tutte le epoche e di tutti i paesi, esposti nei luoghi più impensati e negli abbinamenti più originali: scale a pioli usate come ganci al soffitto, botole vetrate che prolungano lo spazio espositivo sotto il pavimento, nicchie illuminate che aumentano le superfici utili alle pareti.
La bizzarria delle collezioni, l'anticonformismo della loro esposizione e l'originalità degli accostamenti rendono più simile questa raccolta a un palazzo incantato che a un museo tradizionale.
Perché la grande paura di Domenico Agostinelli è proprio questa: che una volta trovata una sistemazione adeguata il suo museo perda gran parte dell'attuale vitalità.
Andate a vederlo subito dunque, se possibile con la guida preziosa del suo fondatore: vi accorgerete presto che il signor Agostinelli è il suo museo, di cui conosce a perfezione ogni centimetro quadrato e su cui non lesinerà spiegazioni a chi dia mostra di saperne apprezzare il contenuto. Ma non chiedete quali siano le chicche e le curiosità, perché qui ogni cosa, a suo modo, lo è; né mancano testimonianze storiche importanti ed oggetti di valore, la cui visione, però, non è aperta a tutti.
L'aspetto esterno è abbastanza anonimo (una palazzina sita in via D. Bartolomeo 48, di fronte al celebre negozio di cornici Agostinelli): non lasciatevi ingannare, perché la visita alla più grande collezione mondiale di cultura popolare potrebbe rivelarsi un'esperienza indimenticabile, in grado di farvi tornare bambini curiosi e pieni di meraviglia: né stupitevi se a un certo punto avrete voglia di toccare tutti quegli oggetti appartenuti ai nonni e ai nonni dei nostri nonni; cosa che non solo il loro proprietario fa, ma vi invita anche a imitarlo.
Inoltre all'interno dell'edificio esiste una scuola - laboratorio di restauro che è possibile frequentare gratis, e l'ingresso stesso al museo è gratuito (con orario dalle 8,30 alle 13,00 e dalle 15,30 alle 19,00; chiuso sabato pomeriggio e domenica): i motivi per fare un salto a Dragona davvero non mancano.
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