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Giubilati dal Giubileo appare ormai una frase ad effetto, salvo poi scoprire che gli effetti in essa contenuti sono reali, tangibili.
Le periferie delle grandi città sono state da sempre "giubilate" ed il futuro si presenta sempre più incerto.
Le periferie rappresentano la mammella economica (ICI, IRPEF) per migliorare il centro delle città.
Come cittadino di questa circoscrizione e, in particolare, di Acilia, sento profondamente di esprimere un giudizio negativo riferito ai servizi che si danno o si tentano di erogare alla popolazione di questo territorio in restituzione di quanto onerosamente pagato.
Intendo tutti quei servizi legati alla qualità della vita: trasporti, viabilità, scuole, arredo urbano, segnaletica, controllo del territorio, inquinamento ambientale ed acustico. Nei Comitati di quartiere sono anni che si discute di questi problemi. Sono anni perché le soluzioni tardano a tramutarsi in fatti. Prendiamo i trasporti: da quanti anni si promette di sistemare la ferrovia Roma-Ostia?
È possibile che i pendolari della XIII circoscrizione, dopo anni di promesse, debbono ancora servizi di un mezzo così vecchio, insufficiente, lontano anni-luce dallo standard che offre la linea A? Stendiamo un velo pietoso, poi, per quanto riguarda il servizio su gomma.
La viabilità è un nervo scoperto da circa 20 anni. L'urbanizzazione è più che raddoppiata e la viabilità è rimasta tale e quale.
È come tentare di mettere un piede 45 dentro una scarpa 40.
Ma qui non è che si tenta, si fa proprio, anzi... si continua a costruire.
Da molto tempo viene denunciato lo squilibrio tra popolazione e territorio e le risorse dedicate ai servizi. Gli addetti ai mezzi del Servizio Giardini della XIII non sono adeguati al territorio.
Quelli che ci sono fanno i miracoli.
La segnaletica orizzontale è praticamente inesistente e si tratta di incolumità dei cittadini, non di fioriere a Piazza di Spagna. C'è qualcuno che si occupa delle aree abbandonate che, quasi sempre, si trasformano in discariche e, d'estate, in improvvisi incendi? In certi casi sono vicine alle abitazioni e ai negozi. Se non si costruisce in tempi urbani ed europei il distretto sanitario di Via Bocchi, c'è speranza che qualcuno intervenga a risanare l'area? Forse non è chiaro! Stiamo parlando di area destinata ad erogare un servizio sanitario.
Gli interrogativi sono tanti e le risposte, come sempre, virtuali.
Del resto viviamo in un periodo di politica virtuale e basta apparire, dichiarare. Si potesse fare lo stesso con ICI, IRPEF e quant'altro, sarebbe troppo bello: tasse virtuali, basta la promessa!
Un saluto da Acilia.
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