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È stata presentata l'8 agosto in Regione dal Gruppo di Forza Italia , la relazione per il primo comune metropolitano di Roma litorale caldeggiata fortemente anche dal gruppo locale di F.I. in XIII Circoscrizione.
Le ragioni che hanno spinto il comitato promotore a formulare la proposta di distacco della XIII Circoscrizione dal Comune di Roma sono (si legge dal testo) di ordine sociale, strutturale ed economico.
Il grande numero dei cittadini residenti per effetto di una irrazionale espansione edilizia, la vastità del territorio distante dalla sede comunale, i motivi di generale e profondo malessere di tutta la vasta periferia romana, in particolare della XIII, costituisce un esempio.
L'attuale sistema di decentramento comunale rivela la totale inadeguatezza ai tempi, le circoscrizioni non possono fare altro che gestire le poche competenze ed i pochi fondi a disposizione….
Si sono così gettate le basi per un policentrismo amministrativo di ampio respiro, sull'esempio delle maggiori capitali europee.
Il problema del decentramento amministrativo spinto fino al totale raggiungimento di una autonomia municipale è sentito e auspicato dai cittadini; esso risponde non solo alla necessità di istituire un governo municipale presente e vicino alla popolazione, come stabilito dalla legge 142/90, ma soprattutto garantire una migliore qualità della vita ai residenti.
La crescita del quartiere dormitorio, costringe la popolazione ad una costosa e logorante esistenza da pendolare per studio, lavoro e attività terziarie e le numerose presenze del periodo estivo fanno salire la pressione antropica della zona fino a paralizzarne il traffico.
Nei confronti della legge 142/90 esistono perplessità circa la convenienza di far gravitare la XIII Circoscrizione nell'ambito del Comune di Roma, e ciò vale anche per tutte le altre circoscrizioni, ovvero quelle che hanno il territorio al di fuori del Grande Raccordo Anulare.
Le ragioni che hanno impedito l'attuazione della legge hanno radici lontane: da una parte la mancata definizione dei confini dell'area metropolitana ed una chiara attribuzione delle competenze spettanti ai futuri comuni metropolitani; dall'altra la consapevolezza che più grande sarà l'area metropolitana, maggiori saranno i poteri del Sindaco Metropolitano e minore sarà il peso dei Comuni dell'area stessa, i quali subiranno sempre più decisioni centraliste.
I Proponenti rilevano una grave lacuna della legge 142/90 nei confronti delle città costiere; mentre per le Comunità montane (capo IX, art. 28 e 29) è previsto che "spettino le funzioni attribuite dalla legge e gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla CEE o dalle leggi statali e regionali", in un paese con oltre 8000 Km di coste, il legislatore ha completamente dimenticato di dotare le comunità costiere di uno strumento giuridico pari a quello delle comunità montane.
Importante sottolineare i risultati ottenuti da uno studio compiuto dall'Università di Roma La Sapienza, facoltà di Geografia Politica ed Economica, dal quale si evince che la XIII Circoscrizione benché confinante con il mare ed un fiume navigabile, a differenza di quanto avviene in Europa, ha subito uno sviluppo estraneo all sua naturale posizione strategica marittimo-fluviale.
Il Lido di Ostia si è sviluppato in funzione edilizia con connotazioni di quartiere satellite (o dormitorio), senza avere un legame diretto con la natura circostante.
Si fa denotare nello studio l'importanza del fiume Tevere navigabile sin al porto fluviale, derivante dal Piano Generale dei Trasporti (legge 422/97) dal CNEL e dalle Idrovie S.p.A. dell'IRI.
Proprio da quelle sedi si auspica lo sviluppo del cabotaggio e della navigazione interna, in funzione dell'intermodalità del trasporto containerizzato, ormai fattore di indiscutibile importanza per l'abbattimento dei costi nella movimentazione delle merci con decongestionamento del trasporto su gomma.
È evidente quindi che soltanto un governo municipale che sia autentica ed autonoma espressione degli interessi della collettività della XIII Circoscrizione, può essere in grado di pensare ed attuare un piano organico che ripristini il rispetto degli standard urbanistici, intervenendo sul problema della viabilità, lo sviluppo sociale, culturale ed economico e sull'efficienza dei servizi, anche con strumenti di monitoraggio e di valutazione dei costi (vedi per es. l'AMA e l'ATAC).
Alla luce di quanto sopra il Comitato dichiara che la XIII Circoscrizione è pronta per amministrarsi autonomamente nel rispetto delle leggi 127/97 e 59/97, perché una gestione autonoma sarebbe in condizione di sfruttare le potenzialità economiche e turistiche esistenti, con un maggiore profitto della comunità.
Il Comitato promotore ha aggiunto alla proposta presentata in Regione una ipotesi di bilancio del "Comune autonomo" sulla base della media delle risorse finanziarie dei comuni con popolazione compresa tra i 120mila ed i 300 mila abitanti.
Rimaniamo in attesa di prossimi sviluppi anticipando i confini di questo auspicato "Comune di Ostia-Acilia": Fosso di Malafede, Via del Risaro, Via Pontina, Via Pratica di Mare, confine con il Comune di Pomezia, Mare Tirreno, fiume Tevere.
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