Telecom, ma quanto mi costi?
di Luca Leonardi


Nello scorso numero di Zeus abbiamo pubblicato il modulo per il ricorso da presentare al giudice di pace contro l'iniqua tassa da versare al Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano.
A tal proposito e nonostante l'esiguità degli importi risparmiabili, ci sono giunte in redazione numerose telefonate.
Segno che l'argomento interessava.
Curiosando tra le pagine dei giornali, abbiamo scoperto l'interessante iniziativa del quotidiano Ultime Notizie, che ha pubblicato il modulo per la disdetta di una serie di servizi che la Telecom ci fornisce e che possono essere eliminati solo se l'utente se ne accorge e lo chiede espressamente.
Anche se si è proprietari di un apparecchio omologato, sotto le voci "Canone di noleggio e manutenzione" e "Accessori" vengono infatti addebitate in bolletta delle voci che, in base al regolamento di servizio, non devono esserci.
Come sottolinea il giornalista Elio Lannutti, "nonostante la liberalizzazione degli apparecchi telefonici e degli accessori avvenuta nel 1992, l'azienda telefonica continua ad esempio a percepire da circa 18 milioni di abbonati 600 lire al mese (7.200 lire l'anno) per sentire squillare la suoneria: una vera e propria tassa sui campanelli.
Altrettanto si paga per la doppia spina (è come se l'ENEL facesse pagare un tot al mese per ogni presa di corrente all'interno della proprioa abitazione); 2.500 lire mensile è il canone di noleggio e manutenzione dell'apparecchio telefonico, anche se la "manutenzione" stessa, in caso di guasto dell'apparecchio, costerà 50.000 lire, se effettuata al domicilio dell'utente.
Gli utenti continuano a pagare queste tasse anche se hanno acquistato e utilizzano un proprio telefono (che deve essere omologato dal ministero delle Comunicazioni)".
Nel dettaglio, le lire che paghiamo ogni mese per i servizi inutili sono: 1.600 per l'apparecchio telefonico a disco; 2.500 per l'apparecchio a tastiera; 600 per la soneria semplice; 4.000 per il ripetitore di chiamata; 4.000 per la soneria speciale; 2.000 per l'indicatore di conteggio; 1.000 per il ricevitore supplementare e 4.000 per i derivati interni.
Come liberarsi da questa "servitù feudale" che frutta alla Telecom una "rendita sull'ignoranza" pari a circa 750 miliardi l'anno, secondo le stime dell'associazione di consumatori Adubsef ?
Se si è proprietari di un apparecchio omologato, compilate la richiesta di disdetta redatto da Adusbef e che pubblichiamo di lato in fac-simile e speditela tramite raccomandata con avviso di ritorno al distretto Telecom di appartenenza.
La Telecom sarà obbligata a eliminare gli oneri impropri.
E, ovviamente, è opportuno controllare nelle successive bollette che le voci "Canone di noleggio e manutenzione" e "Accessori" siano state eliminate.
Per ulteriori informazioni potete contattare direttamente l'Adubsef al 4818632.

Modulo per la disdetta

                                     Spett.le Telecom Italia
                             Agenzia di.............
                             Via/Piazza.............
                            CAP....... ROMA

Ai sensi e per gli effetti delle vigenti disposizioni di legge, il/la sottoscritto/a ..... residente in Via/Piazza ....... CAP .... Roma, utenza telefonica numero 06/........ , invia formale disdetta del canone di noleggio e manutenzione dell' apparecchio telefonico fornito a suo tempo da codesta spettabile azienda.
Il/la sottoscritto/a dichiara di voler provvedere direttamente alla fornitura e messa in opera di un apparecchio telefonico omologato, avvalendosi delle disposizioni di legge e s'impegna fin d'ora a restituire il Vostro apparecchio.
Resta inteso che dalla prima bolletta utile, il/la sottoscritto/a non dovrà corrispondervi alcuna somma relativa al canone di noleggio e manutenzione, né agli accessori (spina, suoneria, ecc.).
Distinti saluti                               In fede
                                                      Firma .............
                                                      Luogo e data.......


Notizie Varie
Somm. Giu. '98 - N° 20

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