Programmare gli interventi!
di Beatrice Lorenzin


Anche i meno attenti tra noi, hanno sentito ripetersi , ormai da anni, il rinnovarsi d'assicurazioni su interventi a pioggia che dovrebbero riguardare il nostro territorio, cui non hanno fatto per ora seguito i risultati.
Ad interrogazioni presentate da me e da altri in consiglio circoscrizionale e comunale , su questo o quell'altro argomento, ci sentiamo rispondere, anche per iscritto, che "i ritardi sono dovuti alla burocrazia, ma il progetto di turno è in linea di partenza".
Ora bisognerebbe fare appello alla memoria e pensare quante volte certi signori sono venuti in assemblee organizzate da più parti, garantendoci che i lavori (Via del Mare, stazione di Acilia, Piano Acea, Centro Anziani San Giorgio, sottopasso di Via Di Acilia, Via Macchia di Saponara etc…) sarebbero cominciati a settembre.
Quanti settembre sono passati… potremmo indire il Toto-anno, per racimolare qualche risorsa.
Non vedo una linea dura da parte di questa amministrazione per far valere le proprie ragioni.
Frequentando le commissioni e i consigli ho udito con le mie orecchie le risposte dateci di volta in volta e conosco le difficoltà in cui ci dibattiamo, ma i fatti parlano da soli.
I fatti affermano che per l'estate del 98 la viabilità è al collasso.
Dei "mostri di scienza" hanno pensato bene, infatti di "sbarrare" la Cristoforo Colombo con l'ennesimo cantiere mentre la Via del Mare è ancora decurtata delle sue funzioni per la lentezza con cui si procede alla rimozione dei resti archeologici.
Così dal '92 la SS 8 è come "l'Opera del Duomo", senza fine e senza responsabili individuabili, che snerva gli abitanti di Acilia, San Francesco, Axa e Casal Palocco che devono subire non solo per raccordarsi con la città, ma anche per il traffico interno.
Non paghi, Via di Acilia è ormai paragonabile a Viale Marconi: intasata, inquinata e assolutamente priva di parcheggi sufficienti alla domanda, ma ricca di multe per divieto di sosta.
La risposta del Comune di Roma c'è stata data qualche mese fa, escludendoci dal piano del traffico della Capitale.
Parlare di riordino della viabilità è pensare allo sviluppo ordinato del territorio, in un momento come questo, fase di attuazione del Piano delle Certezze in cui si prevedono grossi nuclei abitativi nell'entroterra, da Dragoncello agli ex-palazzi Ligresti, con una situazione viaria che potremmo, con un eufemismo, definire fragile.
Dobbiamo pensare ad una programmazione urbanistica della Circoscrizione: penso al recente abbattimento di una casa abusiva al Canale della Lingua, alle richieste di nuove urbanizzazioni e a come evitare una nuova ondata di abusivismo edilizio.
Nell'entroterra ci sono le risorse e gli spazi, ma per una sorta di magia gli interventi cadono su Ostia che fa la parte del leone.
E non è una critica allo sviluppo del litorale, che deve esserci, ma piuttosto un ammonimento sul metodo.
Continuare infatti a intervenire per compartimenti stagni, è una politica miope che non guarda al futuro, bisogna invece pensare globalmente alla XIII, come ad una città da costruire (e cito un noto esponente della maggioranza) sviluppando le aree in modo omogeneo ed interfunzionale.
Non basta infatti rifare giardinetti o portare un consiglio a San Francesco sul piano Acea, non basta neanche la nostra buona volontà per mettere mano ai problemi di questa parte del territorio che necessita di interventi radicali ed immediati.

Beatrice Lorenzin - consigliere F.I. in XIII - membro delle commissioni 'Qualità della vita' (servizi sociali, politiche giovanili, casa)

Maggioranza e... Opposizione
Somm. Giu. '98 - N° 20

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