Tragedia in Campania
di Gianfrancesco Sartini

Continuano ad arrivare messaggi dei nostri lettori al nostro indirizzo di posta elettronica (zeus@mclink.it).
“Tragedia in Campania”, queste sono le parole che purtroppo hanno campeggiato i titoli dei telegiornali nelle ultime settimane. Non è certo una notizia recente quella della frana che ha praticamente cancellato alcuni comuni della regione Campania e non è tanto meno intenzione della redazione di Zeus scrivere un articolo sull’accaduto, dato che tutti i giornali nazionali hanno abbondantemente trattato l’argomento.
È comunque nostra intenzione con queste poche righe partecipare, per quanto possibile, al dolore delle famiglie che hanno subito gli effetti degli eventi naturali.
Tale opportunità è stata resa possibile da una e-mail speditaci da una ragazza di ventisei anni che si firma Ale. Vive all’Axa da molto tempo, è una volontaria della Protezione Civile e proprio per questo si è recata sul posto.
Quali parole se non le sue possono descriverne lo stato d’animo: “...sono stata sul luogo dal 6 all'11 maggio, ho trascorso 5 giorni che mi hanno messo veramente alla prova. Ho scavato ininterrottamente per 12 ore al giorno ed ho trovato tanti corpi senza vita.
Roberto, il ragazzo sopravvissuto per 3 giorni sotto il fango, l'ha tirato fuori la mia squadra. Ho portato in spalla tante bare verso quel campo sportivo dove si sono svolti i funerali solenni, bare scure, bare bianche di bambini. Quelle bare pesavano della disperazione di tutti, compresa la mia.
Sono stati dei giorni indescrivibili, solo il pensiero di dare una mano ha fatto modo che non cedessi anch'io. Ora sono tornata a casa...”

Lei stessa ha voluto giudicare le sue parole uno sfogo, “sono stata molto cruda nelle mie parole, ma le avevo dentro e sono uscite senza freno. Evidentemente avevo bisogno di sfogarmi”.
Credo sia inutile aggiungere altro, l’unica cosa che ci sentiamo di fare sono i complimenti a tutto coloro, che come lei, si sono “rimboccati le maniche” e hanno dedicato il tempo a chi ne ha veramente bisogno.
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Somm. Mag. '98 - N° 19
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