|
È giunta in redazione, con preghiera di pubblicazione, una lettera in cui 43 soci della Polisportiva Palocco chiedono che il Presidente della Polisportiva, Salvatore Indelicato, vieti il fumo nei locali della club house della Polisportiva durante i tornei di bridge aperti anche ai non soci.
Nella lettera i soci, che “frequentano la club house della Polisportiva al solo scopo di giocare a bridge” e che sono “costretti a subire il fumo di altri soci” si lamentano del fatto che “la Polisportiva Palocco è rimasto il solo club nel quale è permesso fumare: in tutti gli altri club che conosciamo (Blue Bridge; Aris Garden; Olympic; Bridge Eur e Top Bridge il fumo è proibito.”
Continua la lettera: “Durante i tornei aperti che si svolgono periodicamente alla Polisportiva, l’accesso alla club house è libero; quindi durante i tornei la Polisportiva è a tutti gli effetti un luogo pubblico.
La legge italiana vieta il fumo nei luoghi pubblici e dunque la Polisportiva, durante i tornei, commette una violazione della legge: questa pratica deve cessare. L’obiezione, avanzata in passato, che il divieto di fumare allontanerebbe molti giocatori, non è rilevante. Non è neanche fondata: basta infatti vedere quanto accade nei club menzionati, che sono sempre affollatissimi. Alle nostre numerose proteste, finora verbali, (...) ci è stato sempre obiettato che la Polisportiva non è un luogo pubblico, e che quindi la legge non si applica.”
Ma è poi vero che la legge italiana, così come affermano i 43 soci della Polisportiva, vieterebbe il fumo nei locali della club house durante i tornei aperti al pubblico e, dunque, non riservati ai soli soci?
Abbiamo rivolto la domanda a una esperta in materia, la dottoressa Anixia Torti, dello studio legale Rosati-Torti che ci ha fornito i seguenti ragguagli:
“La disciplina riguardante il divieto di fumare in determinati locali, viene regolata dall’art. 1 lett. b) della legge 11 novembre 1975, n. 584, con il quale viene fatto espresso divieto di fumare all’interno dei “locali chiusi che siano adibiti a pubblica riunione, nelle sale chiuse di spettacolo cinematografico o teatrale, nelle sale chiuse da ballo, nelle sale-corse, nelle sale di riunione delle accademie, nei musei, nelle biblioteche e nelle sale di lettura aperte al pubblico, nelle pinacoteche e nelle gallerie d’arte pubbliche o aperte al pubblico”.
Fermiamo però la nostra attenzione alla primissima parte di tale norma, cercando di capire cosa deve intendersi per “locali chiusi adibiti a pubblica riunione”.
Con tali termini vengono indicati non solo i “locali” di proprietà pubblica, ma anche quelli di proprietà privata, in relazione alla fruibilità degli stessi da parte di membri indifferenziati della collettività per il servizio che vi si rende o per l’attività che vi si svolge (v. Dir. P.C.M. 14/12/1995, pubblicata nella G.U. del 15/1/1996, n. 11).
La classificazione offerta dal legislatore, nel suo tentativo di esemplificazione, non offre un criterio univoco d’individuazione dei luoghi nei quali è vietato fumare.
Il fine della norma è quello di tutelare il cittadino che, per varie ragioni, si trova ad accedere ed a permanere in luoghi non aperti ed in cui manca o è insufficiente il sistema di areazione; è al cittadino che devono essere assicurate le condizioni igie-niche qualitativamente più idonee.
La norma, oltre ad essere uno strumento di piena tutela nei confronti di coloro che vengono esposti ai continui “rischi” del fumo passivo, si mostra però piuttosto limitata; il legislatore, infatti, con l’espressione “adibiti a pubblica riunione” , ha fortemente svuotato la portata della tutela facendo in modo che i locali in cui confluiscano contemporaneamente più persone, non adibiti a pubblica riunione, siano esclusi dalla tutela stessa!
Tranquilli quindi i non fumatori che decidano di trascorrere una serata al cinema, in sala da ballo, in sala-corse o in uno dei luoghi tassativamente indicati dalla norma, ma fate attenzione al ristorante o al bar, luoghi che, fuori da qualsiasi tutela, sono le mete più ambite dal fumatore incallito che, sentendosi braccato ovunque, finalmente, di fronte al suo caffè è messo in condizione di nuocere liberamente a sé e agli altri!”
Essendo la Polisportiva Palocco un circolo privato, riservato quindi ai soli soci e certamente non adibito a pubblica riunione, non si può affermare che il permesso di fumare nella club house vada contro la legge.
Ai 43 soci non resta dunque che rassegnarsi al fumo?
No, perché la legge non ne dispone certo l’obbligo e basterebbe che fosse approvata una norma interna dello Statuto della Polisportiva che disponesse il divieto di fumare nella Club House durante tutte o alcune delle attività praticatevi...
|
|