L'arcipelago di Casalpalocco
Il mistero dell'isola perduta: cronaca di un'indagine insoluta
di Silvia Tocci e Luca Leonardi

Cari palocchini,
Zeus aveva deciso di intraprendere una piccola avventura che secondo i migliori auspici avrebbe portato alla soluzione di uno dei più oscuri "misteri" del nostro quartiere e cioè: con quale criterio, come e perché sono state numerate le "Isole" di Casalpalocco.
Chi, residente e non, almeno una volta, trovandosi a dover fare i conti con le già intricate vie palocchine, non si è posto questo insolubile quesito, cercando di capire se l'isola "46" si trova vicino a quella chiamata "45", o se la "1" è accanto alla "2", e via dicendo?
Infatti chiunque abbia intrapreso un qualche ragionamento logico sicuramente ne sarà rimasto deluso, anche perché è più facile giocare al Lotto e vincere con i numeri delle isole, anzichè intuire il loro criterio di numerazione!
Ma
Zeus non si arrende, così dopo aver ascoltato qualche ipotesi, (abbastanza soddisfacenti se avessimo voluto fare un angolo dello "spirito", tipo: forse la '1' si chiama così perché l'isola è a forma di uno! ) abbiamo comunque continuato le ricerche dell'"isola perduta".
Fino ad arrivare ad una meta che sembrava potesse dare una qualche risposta logica: il Consorzio di Casal Palocco! Insieme al geometra Guerra abbiamo studiato la pianta del comprensorio, tentando di costruire una specie di mappa dei numeri basandoci sul principio dell'"associazione" di generi, cioè unendo sotto le decine i tipi di costruzioni.
E abbiamo notato, colti da forte emozione, che i centri commerciali sono numerati col "40", ossia la "46", la "45", e via dicendo, indizio questo che sembrava portare a una qualche soluzione logica!
Ma la delusione ha fatto comparsa poco dopo aver applicato il nostro criterio alle scuole, che inizialmente sembravano dare buone notizie.
Infatti il criterio dell'"associazione" vedeva le scuole sotto il gruppo dei "50", cioè la "54" via Pirgotele, la "56" via Agatarco, la "57" il Liceo Democrito, fino però alla bella sorpresa della scuola Omero che ha sede nell'isola 63...
Cadeva così anche questa ipotesi, lasciando un vuoto nei nostri cuori!
E allora via con altre idee ingegnose, come quella di una probabile cronologia della costruzione: ma nulla da fare , infatti l'isola "1" è stata una delle ultime ad essere completata!
Abbiamo allora tentato la strada dell'indagine vera e propria, arrivando a scovare gli architetti, i geometri e gli ingegneri che lavoravano nell'ufficio progetti della Società Generale Immobiliare, quella che nel 1961 ha costruito Casal Palocco dal nulla.
Ma le risposte non sono state molto rassicuranti.
Ci è stato detto che a dare i numeri (in tutti i sensi!) alle isole era stato l'ufficio vendite della So.Gene..
Ma la Società si è sciolta nel '90, per cui è quasi impossibile rintracciare l'artefice di tale numerazione.
Il mistero allora resta tale, speriamo comunque che qualcuno più fortunato di noi possa darci un chiarimento al più presto. L'appello è lanciato soprattutto ai veterani di Palocco:
Zeus attende notizie!
p.s. (Ai provetti Sherlock Holmes assicuriamo menzione nel prossimo numero di
Zeus…. e la gratitudine di un intero quartiere!)
                                                            Silvia Tocci

Casalpalocco, in una Capitale resa "grigia" da smog e cemento, il pianeta "verde" per antonomasia rischia di mandare in "bianco" gli automobilisti dei quartieri limitrofi che osano avventurarvisi.
È infatti usanza dei "palocchini doc" indicare il proprio indirizzo o dare appuntamento anteponendo il numero dell'Isola (Abito alla 46...") al nome della via.
Una sorta di codice non scritto che costringe il malcapitato a tradire la propria origine "forestiera" confessando profonda ignoranza in materia: solo, infatti, chi vi abita da molti, molti anni riesce, di primo acchito, a orientarsi in un mare di Isole alle quali i numeri sembrano essere stati assegnati.... per sorteggio!
Che l'Isola 23 sia particolarmente e l'isola 46 doppiamente.... fortunata, come suggerisce il Poeta di Zeus?
Anche i nomi delle vie, in alcuni casi, non aiutano: Antagora, Antifane Antigono, Antimaco, Antipatro e Antistene possono risultare, a volte, piuttosto.... antipatici.
E che dire di Aristippo, Aristobulo, Aristonico (d'Alessandria) e Aristonide?
Se, come cantava Lucio Dalla, "nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino..." e se fare il tassista a New York è roba da principianti; (le streets e le avenues sono numerate in ordine progressivo: la 42^ strada segue la 43^ ed è preceduta dalla 41^ e gli incroci sono simili alle coordinate di un punto in un piano cartesiano ..incrocio tra la 5^ strada e la 34^ avenue) niente è piu facile, invece, che perdere l'orientamento a Casalpalocco che, fedele alle origini greche dei nomi delle proprie vie, assume, soprattutto di notte, le sembianze di un vero e proprio... labirinto di Dedalo.
Ed è inutile cercare conforto nel TuttoCittà, ancora di salvezza di ogni automobilista che si rispetti: anche nell'edizione di quest'anno (come nelle precedenti, d'altronde) Casalpalocco risulta assente dalle 64 "tavole".
Ma nessuno sembra preoccuparsene più di tanto!
E pensare che questo è uno dei quartieri di Roma che, per la particolare conformazione delle proprie strade e per la scarsa illuminazione notturna, maggiormente beneficierebbero dell'inserimento di una dettagliata piantina del comprensorio in quella che è tuttora considerata la Bibbia di ogni guidatore.
Hanno saputo fare di meglio solo a Tokio: nella capitale nipponica non esistono neanche i nomi delle vie!
Per la gioia dei fortunati tassisti......
                                                            Luca Leonardi

Notizie da Palocco
Somm. Apr. '98 - N° 18


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