Comitato di Quartiere Acilia 2000

Il mistero di una tassa
di Edoardo Foti


Ho scoperto da due anni di essere stato "consorziato" dal Consorzio di bonifica Agro Romano.
Lo so perché mi arriva il bollettino di pagamento della tassa annuale.
La cosa mi ricorda tanto Giovanni, un mio amico 15enne degli anni '60.
Giovanni arrivava trafelato e a bassa voce ci diceva che si era fidanzato con Maria.
Quasi sempre, però, Maria (o Paola, Ilaria) ancora non lo sapeva.
Ora so anch'io, ma altri hanno deciso per me, di far parte di un consorzio.
Tutto il Piano di zona 10V (Acilia Sud) fa parte da 2 anni di questo Ente di Bonifica.
Dico Ente nella speranza che, prima o poi, ce ne sia uno che bonifichi questo paese da tutti quelli inutili.
Si dà il caso, però, che il bollettino di pagamento arrivi solo al 20% dei cittadini della zona, i quali, purtroppo, non riescono a scorgere di che beneficio si tratti.
Leggo sui giornali del forte malcontento che questa tassa provoca ai fortunati titolari.
Nei cittadini che non sono più proprietari da anni, in quelli per i quali è diventata inspiegabilmente troppo onerosa, in quelli che non possono più esprimere il loro malcontento perché passati a miglior vita e ai quali arriva ancora il bollettino, ai proprietari di quelle zone che "possono addivenire all'esclusione poiché risentono marginalmente dei benefici" (a detta del presidente del Consorzio).
Insomma si configura una tassa: vessatoria, unilaterale, all'italiana.
Il Consorzio ammette difficoltà nel raggiungere tutti quelli che sono debitori e che sta provvedendo alla rimodulazione del piano di classifica vigente.
Un Ente che pretende la riscossione di una tassa per i servizi resi (resi?) dovrebbe necessariamente perseguire un principio di giustizia amministrativa e se poi non è in grado di attuarlo, per problemi amministrativi suoi, si dovrebbe astenere dall'esigerla.
Questo è quello che un cittadino europeo si aspetta.
Ma di quale Europa stiamo parlando? Siamo profondamente ancorati a questa vecchia Italietta.
C'è poco da sentirsi ottimisti e pieni di speranza. Intanto, però, per sdrammatizzare, montano ilarità e sfottò in chi non è chiamato a pagare (la maggioranza).
Il mio vicino, infatti, dice che ho gli occhi chiari e quindi debbo pagare perché, forse, sarà stato quello il principio applicato.
Lui, il vicino, il condominio però lo paga.
Magra consolazione, ma è già qualcosa.

C. di Q. Acilia 2000
Il Consorzio bonifica Tevere
Somm. Apr. '98 - N° 18
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