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La politica italiana si trascina molte tare ereditarie che la rendono spesso asfittica ed incapace di una visione di più ampio respiro.
Adesso che l'Europa si sta concretizzando, rendendoci cittadini di un continente, l'attaccamento al campanile e la difesa degli interessi particolari, anche quelli più spiccioli, permangono.
Trovando sempre nuovi proseliti, pure tra coloro che reputano il concetto di Patria sacro, tanto da contrastare in modo piuttosto virulento la politica leghista.
È questa una contraddizione evidente ed in un certo qual modo incomprensibile.
Quello che viene, peraltro giustamente, condannato a livello nazionale finisce per essere giustificato e difeso a livello locale. Delle due l'una: o si è in errore prima, oppure si vogliono coltivare interessi d'altra natura (laggasi elettorato, ecc.)
Questo modo di far politica viene pari pari ripreso ed applicato nella nostra Circoscrizione: da un lato si rivendica l'unità del territorio, dall'altra ci si arrocca a difesa dello status quo.
Spostare gli uffici circoscrizionali nell'entroterra, in modo da rendere più centrale l'amministrazione del territorio e quindi unificare i due tronconi che lo costituiscono, appare come una bestemmia.
Vengono rappresentate difficoltà di collegamenti, disagi inenarrabili per una parte dei cittadini e dei lavoratori applicati negli uffici, tanto da far pensare che tra Ostia e Acilia vi siano distanze siderali o enormi catene montagnose da scalare.
Naturalmente non vi è niente di tutto questo ed il tutto si ridurrebbe a pochi minuti (10 nella peggiore delle ipotesi) da trascorrere sul trenino che collega le due località.
Con il vantaggio, però, di sgravare Ostia dal traffico e di dare una maggiore valenza ad un entroterra che vede aumentare sistematicamente la sua popolazione ed ha fame di servizi.
Non riconoscere tutto ciò è politicamente miope e rende debole la stessa Ostia, la quale stenta a svolgere quel ruolo, da tutti riconosciutole, di polo turistico moderno e funzionale all'economia dell'intero territorio.
Da queste considerazioni nasce l'esigenza di favorire la collocazione degli uffici circoscrizionali al di sopra della stazione di Acilia Sud, come previsto dal progetto voluto dall'assessore Montino ed in via di realizzazione.
Il mio augurio spassionato è che tutte le forze politiche presenti nella XIII si adoperino in tal senso, mettendo da parte i particolarismi e privilegiando gli interessi generali di un territorio che, o cresce tutto insieme oppure è destinato ad affogare nell'anonimato tipico delle estreme periferie.
Illudersi che vi possano essere isole felici è antistorico ed utopistico.
Carlo Barretta - consigliere PDS e presidente Commissione Attività produttive (Commercio, artigianato, OSP, pubblicità) in XIII.
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