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Sul tema dell'elettromagnetismo abbiamo ricevuto due lettere, che volentieri pubblichiamo, dal consigliere dei Verdi in XIII, Paolo Stellino, e da Massimo Pezzella, dirigente regionale di Forza Italia Giovani.
Ho deciso di contravvenire una tantum alla linea editoriale che mi sono imposto, quella di pubblicare articoli di moderata lunghezza, data
l'importanza e la complessità della normativa oggetto delle preoccupazioni della comunità di Via Domenico Purificato.
Luca Leonardi
Nel territorio della XIII Circoscrizione sono stati installati numerosi impianti di trasmissione di telefonia cellulare e radiotelevisivi e molti di questi su stabili di civile abitazione o nelle immediate vicinanze delle abitazioni stesse;
Dal 1989 è in vigore la legge Regionale n. 56 sugli insediamenti radiotelevisivi, che all'articolo 1 pone la necessità di tutelare la salute della popolazione sottoposta all'irradiamento da onde elettromagnetiche per il campo di frequenze comprese tra i 3 MHz e i 1500 MHz e di salvaguardare il patrimonio ambientale e naturale della Regione Lazio;
La stessa legge Regionale prevede:
- all'articolo 4 i limiti per tali emissioni in attesa di ulteriori e diversi limiti da normativa statale o comunitaria ponendo la soglia da non superare in 20 Volt/m;
- all'articolo 6 comma 2, che per i nuovi impianti o le modifiche degli stessi, è necessaria una richiesta di autorizzazione a cui deve essere allegata la documentazione comprovante la potenza, la frequenza e l'area di servizio, la certificazione rilasciata da un istituto pubblico da cui risulti la valutazione dei valori di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici prodotti da tali impianti, oltre la eventuale concessione edilizia del Sindaco del Comune competente;
- all'articolo 7 comma 1, che tramite le Unità Sanitarie Locali competenti per territorio, si proceda a controlli periodici delle quantità di emissioni, prodotte attraverso stazioni di rilevamento fisse e mobili;
- all'articolo 9 comma 3, che per quanto riguarda gli impianti collocati su stabili di civile abitazioni, è necessario in ogni caso una specifica autorizzazione rilasciata dalla Unità Sanitaria Locale competente per territorio, previo parere dell'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro;
A tutto questo va aggiunto che Il Ministro dell'Ambiente d'intesa con il Ministro della Sanità e delle Comunicazioni ha emanato un testo da poco approvato dalla Conferenza Stato Regioni in cui tenuto conto dell'ampio e crescente utilizzo di sorgenti di campi elettromagnetici nell'intervallo di frequenza compreso tra 100 KHz e 300 GHz fissa i valori limite per l'esposizione della popolazione a tale irradiamento, abbassando la soglia prevista dalla legge Regionale 56/89 da 20 V/m a 6 V/m in prossimità di asili, scuole e ospedali e che tale testo sarà presto pubblicato come Decreto sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato;
Per completare l'informazione ai lettori di Zeus è necessario sapere che alla Camera dei Deputati è in corso di approvazione il testo della legge quadro sull'inquinamento elettromagnetico, primo firmatario l'On. M. Scalìa, che, recependo numerosi studi internazionali (Finlandia, impiegati d'ufficio esposti a radiazioni provenienti da video terminali; Svezia, lavoratori del settore elettrico e una popolazione abitante in prossimità delle linee di alta tensione; Danimarca, popolazione di bambini esposti ai campi elettromagnetici generati da linee di alta tensione) e la normativa europea sperimentale CEI ENV 50166, relativa alle basse frequenze e la CEI ENV 50166-2 relativa alle alte frequenze, pone in evidenza come campi elettromagnetici di intensità assai inferiore a quella degli attuali livelli di riferimento possano avere effetti a lungo termine sulla salute e che pertanto in assenza della certezza sulla nocività e sui rischi di danno ambientale e sanitario per gli effetti di lungo termine indotti da radiazioni in corrispondenza delle bande di frequenza sopra citate, si debba procedere in modo conservativo invertendo l'onere della prova.
Per concludere l'esame del problema delle alte frequenze vorrei informare i lettori che il Consiglio di Stato, con recente sentenza relativa ad un ricorso al TAR di un Condominio di Roma, contro una società telefonica in merito all'installazione di un impianto sul proprio stabile, ha ribadito l'assoluta necessità di dover preventivamente ottemperare agli obblighi stabiliti dall'art. 9 comma 3 della L. Reg. 56/89 pur in presenza di un Decreto del Ministero delle Poste e telecomunicazioni di indifferibile urgenza.
Per quanto riguarda gli elettrodotti, nel nostro territorio sono in funzione e transitano in diversi punti tra cui l'Axa, via Domenico Purificato nel quartiere Madonnetta e via del Mar Rosso due elettrodotti di cui risulta essere titolare l'A.C.E.A.
In particolare, l'ACEA con nota n. 60297 del 25/9/96 rispondeva ad una petizione con cui alcuni cittadini della XIII Circoscrizione relativamente all'elettrodotto da 60.000 Volt Vitinia - Lido di Castelfusano, ne chiedevano l'interramento nel tratto urbano, asserendo che tale intervento costituirebbe un investimento verosimilmente improduttivo vista l'età della linea e la sua probabile vicina dismissione.
Una nota di speranza ci viene fornita dall'Assessore Montino in una lettera del 14/4/97 indirizzata agli abitanti del quartiere Madonnetta comunicava che grazie allo stanziamento di oltre sei miliardi approvato con una delibera del 14/2/97 avrebbe dato seguito ai lavori di spostamento dell'elettrodotto passante in via D. Purificato.
La normativa attualmente in vigore per gli elettrodotti è la seguente:
dal 23 aprile 1992 è in vigore un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, completato dalle norme tecniche di attuazione del successivo D.P.C.M. del 28 settembre 1995 che considerava la necessità di fissare dei limiti per l'esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati dagli elettrodotti con frequenza nominale 50 Hz relativamente all'ambiente esterno ed abitativo.
Lo stesso DPCM all'articolo 4 individua tali limiti e adotta con l'articolo 5, le distanze minime dei cavi elettrici dai fabbricati adibiti ad abitazione o altre attività che comportano tempi di permanenza prolungati di seguito riportate:
linee fino a 132 KV min. 10m
linee fino a 220 KV min. 18m
linee fino a 380 KV min. 28m.
prevedendo, nei casi in cui non risultino rispettati i limiti di cui all'art. 4 e le condizioni di cui all'art. 5 del DPCM 23/4/92, progetti di risanamento presentati al Ministero dell'Ambiente con cadenza annuale da parte egli esercenti degli elettrodotti pur con l'obbligo di garantire la continuità del servizio e che il completamento delle azioni di risanamento è fissato per il 2004.
Viste le numerose segnalazioni giunte a questa Circoscrizione di cittadini e associazioni in merito alla tutela della salute da eventuali danni derivanti dai campi magnetici generati dagli impianti in premessa e di verifica delle rispondenza di tali impianti alla normativa in vigore, ho ritenuto opportuno da parte di questo Consiglio Circoscrizionale dare una risposta certa e efficace a tali domande e rivendicare un ruolo doveroso, di istituzione competente anche alla tutela della salute dei cittadini residenti e operanti sul proprio territorio.
Pertanto il 22/4/98 in Consiglio sarà votata la seguente proposta:
- procedere al censimento degli impianti di cui alla premessa avvalendosi anche degli atti in possesso della locale U.O.T. e delle segnalazioni dei cittadini stessi;
- acquisire e richiedere ai soggetti titolari delle installazioni di impianti radio televisivi e di telefonia presenti sul territorio della XIII Circoscrizione di cui al precedente punto, tutti gli atti relativi alle prescritte autorizzazioni previste dalla legge regionale 56/89 avvalendosi dell'ausilio della locale U.O.T. come competente organo tecnico per la verifica degli stessi;
- richiedere agli organi competenti i controlli previsti dal DPCM 23/4/92 e DPCM 28/9/95 relativamente ai due elettrodotti presenti sul territorio della XIII Circoscrizione e all'assessore ai lavori pubblici del Comune di Roma e all'ACEA i tempi e le modalità previste per l'eventuale spostamento o dismissione dell'elettrodotto Vitinia - Lido di Castelfusano nel tratto di territorio urbanizzato;
- inviare tale testo al presidente della Giunta Regionale del Lazio e al sindaco del Comune di Roma per il seguito di competenza.
Paolo Stellino
Continua la raccolta di firme per il problema delle onde elettromagnetiche nella zona di Acilia e Madonnetta.
Tutti gli abitanti di quelle zone si sono attivati ad una raccolta di firme frenetica per arrivare a quota 5.000 (finora se ne sono raccolte circa 2.000). Sono personalmente entrato in contatto con i vari comitati di quartieri che hanno affisso un altro striscione provocatorio per l'amministrazione capitolina indifferente a questo problema.
Lo striscione ha trovato collocazione all'inizio di una delle strade incriminate, via Domenico Purificato.
Con questo comunicato vorrei denunciare la leggerezza dell'Assessore ai Lavori Pubblici, Esterino Montino, che proprio nel lontano 14 aprile 1997 aveva diffuso una lettera, a mio avviso con intenti elettorali, visto che 8 mesi dopo ci sarebbero state le amministrative 1997) per tranquillizzare gli abitanti di questi quartieri che i lavori per l'ampliamento fognario e la realizzazione di un impianto elettrico a norma sarebbero stati eseguiti entro breve tempo (allego lettera comprovante).
A distanza di quasi un anno quelle promesse sono finite nel cestino delle scontate manovre elettorali e delle promesse irrealizzate e noi, poveri cittadini di queste zone, viviamo ogni giorno il pericolo per tutte quelle malattie che derivano dall'inquinamento elettromagnetico.
Nella lettera pervenutaci dall'Ass. Montino si parla di una delibera del 14 febbraio 1997 che assicurava per questi lavori 3 miliardi e 300 milioni.
Si parla di oltre 100 milioni destinati allo spostamento dell'elettrodotto che sorvola e dista pochi metri dalle abitazioni. Elettrodotto che a notte fonda, nel silenzio generale, produce rumori per la tensione elettrica.
Soldi che non si sa che fine abbiano fatto.
Credo che alla luce di questi fatti e di quella lettera datata un anno fa, si debba considerare seriamente l'inefficienza e la non credibilità di certe istituzioni pubbliche della nostra capitale e continuerò pertanto a raccogliere il maggior numero di firme e una volta raggiunto il numero prefissato farò un'interrogazione comunale per sapere i motivi di questo comportamento scorretto.
Massimo Pezzella
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