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Determinazione e voglia di essere utili agli altri.
Qualità indispensabili se si vuole entrare a far parte del gruppo volontari della protezione civile.
A Casalpalocco, in via Aristo di Ascalona c’è la loro base operativa.
Loro sono i ragazzi dell’Aval, Associazione Volontariato Assistenza Lazio.
In tutto sono circa 40 volontari e volenterosi, tra 14 e 45 anni, che hanno deciso di mettere a disposizone parte del loro tempo per operazioni anti incendio, la loro specialità per la quale hanno seguito un corso di addestramento presso il Comando dei vigili del fuoco di Roma, infortunistica e vigilanza in occasione di manifestazioni sportive o ludiche.
L’Aval opera a Casalpalocco dal 1992, anno di nascita dell’associazione, e ogni giorno deve fare i conti con le spese che sono spesso troppo alte e con una cittadinanza non sempre pronta a dare una mano.
Loro però non si arrendono e nonostante le difficoltà sono sempre allerta.
“Il lavoro maggiore viene svolto d’estate - dice Roberto D’Angelo, coordinatore del gruppo - “soprattutto quando il troppo caldo, o il vandalismo, tormentano la pineta di Castel Fusano soffocata dagli incendi.
Con i nostri fondi, che provengono soprattutto dalle quote di iscrizione e dai sacrifici di ognuno di noi, abbiamo acquistato un’autobotte e tutte le attrezzature necessarie per affrontare le fiamme.
Le persone al momento operative sono soltanto 20, le altre sono tesserate che per via del proprio lavoro e degli impegni familiari non possono dedicare giorno e notte e all’associazione.”
La maggioranza dei volontari sono uomini, le ragazze per ora sono ancora una minoranza, che in futuro potrebbe crescere se verrà meno il timore di essere operativi: indossare una tuta e un paio di anfibi per domare lingue di fuoco che minacciano il verde dell’entroterra forse inibisce la partecipazione del gentil sesso.
Ma la protezione civile non si limita a combattere gli incendi. L’Aval si è messa in moto anche quando a settembre l’Umbria è stata scossa dal terremoto che ha distrutto interi paesi, lasciando senza casa numerose famiglie.
I volontari di Casalpalocco si sono dati da fare e hanno raccolto cibo e vestiti per soccorrere le popolazioni colpite dal sisma e in vista della Pasqua stanno nuovamente mobilitando il quartiere per tornare nei luoghi ancora circondati dalle macerie nel giorno di pasquetta.
La meta anche questa volta sarà Nocera Umbra.
In cantiere c’è anche il progetto di promuovere, con la collaborazione di un medico, un corso di sanità per i volontari in modo che siano preparati anche per interventi di primo soccorso.
I ragazzi della protezione civile non conoscono ferie o vacanze: c’è sempre qualcuno che vigila e che è pronto ad aiutare chi è in difficoltà ovunque si trovi.
Il sabato sera ad esempio sacrificano le serate in discoteca per essere a disposizione qualora fosse necessario prestare soccorso in caso di incidenti stradali.
La strada per i volontari di Casalpalocco è ancora lunga, la base operativa è in via di ristrutturazione e i mezzi che hanno a disposizione non sono ancora al completo.
Ma loro non desistono e ogni volta che portano a termine una missione vengono ripagati di tutti i sacrifici sopportati.
A dispetto di una cittadinanza a volte sorda ai richiami della solidarietà.
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