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È un caso destinato a far parlare di sè: il trasferimento della professoressa Adriana Coccarello continua a suscitare commenti, reazioni e dibattiti sulla gestione del Democrito.
Sull’argomento sono giunte in redazione due lettere: una pro e una contro l’operato della preside.
Le pubblichiamo entrambe integralmente.
Gent. Direttore,
sono la mamma di due ragazzi che hanno frequentato e frequentano il Liceo Democrito di Casalpalocco e mi sento in dovere di intervenire riguardo al caso della preside Coccarello (vedi Zeus n°15 “Un preside bocciato”), per fornire alcune precisazioni:
- il comportamento antisindacale della preside è stato stigmatizzato dal Pretore del lavoro di Roma, con sentenza n° 89764 del 7/7/97, che le invio, non solo per leggerla, ma per pubblicarne l’ultima parte, così come ordinato dal pretore al giornale di maggior diffusione locale (non lo è forse il suo?).
Non solo di denuncia trattasi, bensì di condanna, che mi sembra tutt’altra cosa!
La “manager attiva e aperta al dialogo”, come la definisce la vostra inviata, è:
a) la stessa persona che ha operato in modo tale da svuotare di ogni contenuto l’assemblea di Istituto;
b) la medesima persona durante la cui presidenza si è svolta l’occupazione più disastrosa che il Democrito ricordi;
c) la stessa persona che è riuscita (con grande abilità) a mettere tutti contro tutti;
d) la medesima persona, infine, che è stata condannata anche per la mancanza di dialogo con il corpo docente e i suoi rappresentanti (cfr. sentenza in allegato).
Per concludere, mi sorge il dubbio che neanche la preside abbia letto la sentenza, dove è spiegato con grande chiarezza il motivo del suo trasferimento: il Ministero della Pubblica Istruzione, con tale atto, infatti, ha inteso prendere le distanze dai comportamenti di chiusura tenuti dal capo di Istituto.
Sarebbe auspicabile che la vostra inviata si documentasse meglio.
O che voi cambiaste inviata.
Sandra Terranova
Egregio Direttore,
ho letto con curiosità l’articolo della Tocci “Un preside bocciato”, pubblicato su Zeus del gennaio scorso.
A dire il vero, pur conoscendo da più di 20 anni e stimando molto la preside Coccarello, di quelle beghe non ne sapevo niente.
Mi sono sentita avvilita ricordando una vecchia storia, quasi analoga.
Chi l’ha vissuta, ricorderà le vicende della scuola media Omero di Casalpalocco.
Mi è piaciuto l’articolo di Silvia Tocci, che ha saputo dare corpo ai fatti accaduti presentandoli nella loro veridicità più pura.
Anche se ho apprezzato l’imparzialità dell’articolista, mi sono chiesta: perché mai quel titolo?
“Un preside bocciato”. Ma bocciato da chi e perchè?
Ho chiesto in giro, mi sono informata.
Gli interpellati mi hanno detto: “La scuola ha funzionato di più da quando c’è la preside Coccarello.”
“Era sempre presente. Vigilava su tutto e su tutti.”
Queste cose mi sono state confermate anche da chi ha prestato servizio nella scuola Omero ed aveva i figli al Liceo Democrito e, successivamente, dalla “Lettera al Direttore” pubblicata su Zeus nel numero di febbraio.
Ho saputo anche che è in atto un ricorso al TAR ed un altro ancora, forse.
Ma perché, allora, “bocciare un preside” prima di conoscere l’esito del suo ricorso?
Qualcuno mi ha detto che il Liceo Democrito sta perdendo iscritti e, conseguentemente, anche alcuni insegnanti i quali, di questa incresciosa situazione, soffriranno doppio disagio.
Sono fiduciosa che su queste pagine troverò ben presto un articolo della stessa Silvia che ci dirà che è stata fatta... Giustizia, che restituirà serenità all’ambiente scolastico del quartiere.
M.D.D.
Nel ringraziare la sig.ra Terranova per averci riconosciuto come il giornale di maggior diffusione locale e del contributo che offre al dibattito in corso, volevo puntualizzare alcune inesattezze contenute nella sua lettera.
La sentenza ordina infatti la “pubblicazione del presente decreto (...), a cura e spese del convenuto sul quotidiano locale di maggior tiratura di Casalpalocco-Axa-Ostia”.
Zeus è, come tutti sanno, una rivista mensile.
Inoltre, a una lettura attenta dell’articolo da lei citato, appare evidente come la nostra inviata, Silvia Tocci, con la definizione di “manager attiva e aperta al dialogo” abbia riportato le opinioni di alcuni dei genitori da lei personalmente intervistati.
Nell’articolo sono peraltro riportate anche le considerazioni di chi invece dissente dalla condotta della Coccarello, dunque credo che Silvia si sia più che sufficientemente documentata.
E posso assicurarle che continuerà ad essere, finché lo vorrà, una nostra preziosa collaboratrice.
Rispondo all’altra lettera: perché il titolo “Un preside bocciato”?
Ci è sembrato simpatico. Lungi dall’esprimere un giudizio di merito o dal dare voti (non siamo né giudici,... né insegnanti!) mi sembra, a giudicare dall’interesse suscitato, che abbia assolto alla sua funzione.
Quella di catturare l’attenzione dei lettori.
Personalmente non ho frequentato il Democrito, ma risiedo nel quartiere da quasi vent’anni e, indipendentemente dallo sviluppo del giudizio in corso (vedasi riquadro in basso con un... “riassunto delle puntate precedenti”) posso confermare, dalle confidenze che ricevo da molti dei “diretti interessati” (professori, genitori, ma soprattutto alunni ed ex alunni del Democrito) che la stragrande maggioranza di questi ne approvava l’operato e si augura un pronto reintegro nel suo ruolo di preside.
Luca Leonardi
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