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Un’oasi verde, tipicamente mediterranea, si nasconde all’interno di Casalpalocco.
Uno stagno, una duna e un bosco che sono nati e cresciuti nell’entroterra riproducendo l’ambiente tipico del litorale romano.
Gli artefici sono un gruppo di volontari che da quindici anni fanno parte dell’Associazione Naturalistica Plinio.
Operano nel Centro polivalente di Casalpalocco, un vasto giardino con due grandi prefabbricati che negli anni ‘60 accoglievano l’unica scuola della zona residenziale.
La mente del progetto ecologico chiamato “Il Giardino Mediterraneo” è Rita Pastore Platurlon, una professoressa di scienze che dopo essere andata in pensione ha continuato a lavorare organizzando una serie di mostre ecologiche per sensibilizzare grandi e bambini alla natura che ci circonda.
Quella che si è inaugurata al Centro polivalente di via Gorgia da Leontini il 28 febbraio è stata la quinta mostra e ha avuto lo scopo di aiutare i bambini delle scuole medie e elementari a riconoscere l’ambiente naturale in cui normalmente vivono: la macchia mediterranea, quella che ancora si può ammirare lungo via di Castel Porziano e all’interno della pineta di Castel Fusano.
“Abbiamo lavorato a questo progetto per dieci anni: noi volontari dell’Associazione Plinio, anche con l’aiuto di molti bambini del quartiere, abbiamo scavato il terreno per creare uno stagno artificiale dove poi abbia-mo piantato i fiori e la vegetazione che generalmente cresce in uno stagno.
Per la duna abbiamo ammassato dei calcinacci poi ricoperti con sabbia marina e anche lì abbiamo piantato fiori tipici come il giglio di mare.
Infine per il bosco abbiamo piantato le querce, soprattutto lecci, che caratterizzano la macchia mediterranea.
Grazie alle cure e al lavoro di tutti, le piante e gli alberi hanno attecchito e sono cresciuti riproducendosi e favorendo anche l’insediamento di animali tipici dell’ambiente mediterraneo: farfalle, insetti, libellule, rane, tritoni.
Un risultato importante che abbiamo deciso di mostrare al pubblico”.
La mostra si è chiusa il 14 marzo e per quindici giorni è stata visitata da almeno 5 classi di scuole elementare e medie al giorno.
Il percorso iniziava con una serie di diapositive che illustravano come è stato materialmente possibile ricreare la macchia mediterranea distinguendo le varie specie di piante e di animali che la costituiscono.
Quindi i ragazzi hanno visitato la duna, il bosco e lo stagno e poi hanno partecipato a giochi didattici per verificare il loro grado di conoscenza della natura.
Anche una scuola materna ha chiesto di poter visitare il giardino e per i più piccoli sono stati predisposti giochi più semplici come riconoscere gli odori di alcune piante.
La gita ecologica si è conclusa poi per tutti al punto ristoro con dolci e panini.
I ragazzi erano piuttosto divertiti soprattutto perché hanno avuto la possibilità di confrontarsi e mettere alla prova le loro capacità di ambientalisti alle prime armi.
La visita guidata per le scuole ha avuto un costo esiguo per le scolaresche, soltanto 3.500 lire per riscoprire le bellezze naturali del litorale, quelle che distrattamente osserviamo ogni giorno.
La pineta di Castel Fusano nasconde in realtà meraviglie inaspettate per molti: i lecci, le querce tipiche del mediterraneo o i farnetti, alberi che un tempo popolavano l’Infernetto e dai quali probabilmente il quartiere ha preso il nome.
Al Centro polivalente di Casalpalocco c’è un angolo di paradiso verde, suggestivo come le dune silenziose di Castel Porziano, quelle che d’estate diventano chiassose e meta di turisti assetati di sole e di tintarella ma che d’inverno tornano solitarie a dominare la distesa azzurra, con la sola compagnia delle margherite di mare e dei narcisi che dal bosco salutano a marzo l’arrivo della primavera.
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