Dal nostro lettore Fabrizio Foti, studente della Facoltà di Architettura, riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Meccanica di Ostia e dintorni


Molti, tra gli abitanti della XIII Circoscrizione, avranno seguito il corso dei dibattiti sul futuro della cosiddetta “Meccanica Romana”, l’ex Edificio industriale, di valenza storica, situato alle porte di Ostia.
Molteplici e variegate sono state le proposte per la riutilizzazione e l’effettiva destinazione d’uso della struttura.
Per brevità ne ricordiamo alcune: 16 (se non sbaglio) sale cinematografiche, piste per il bowling, fastfood e locali per l’intrattenimento.
Ora, mi chiedo, ma soprattutto spero, che siano state fatte le opportune e attente analisi di fattibilità su un intervento che potrebbe essere di rilancio o rivitalizzazione economica, di un territorio così carente di un’economia di base, mentre è attuale il dibattito sul decentramento, comune metropolitano, autonomia locale.
Mi chiedo, quindi, se sarebbe stato più pertinente un tentativo di inserimento di un polo tecnologico, con dipartimenti universitari di ricerca e sviluppo per la promozione dell’economia locale ad un livello tale da poter veramente ambire ad una autonomia che un territorio, ricco di risorse ed identità storico-naturalistiche come il nostro, possiede.
D’altro canto le prerogative, o meglio i requisiti funzionali e territoriali ci sono: accessibilità a reti di viabilità con il centro e con le località regionali ed oltre, la prossimità ad un aeroporto internazionale, la presenza di un bacino di addetti ai settori specifici, che tale intervento richiede, sia ad Ostia che nell’entroterra, la flessibilità alle trasformazioni fisiche di cui il territorio è ancora caratterizzato ed un possibile coinvolgimento delle imprese dell’area industriale tra Ostia Antica e Acilia.
Va detto che un tentativo simile è stato già avviato a Milano con il progetto Bicocca con ottimi risultati.
Per brevità non mi soffermo sulle esperienze internazionali.
Attivare un polo tecnologico, un knowledge center vuol dire forte attrazione di iniziative imprenditoriali di cui le imprese del polo stesso necessitano.
Le imprese di un knowledge center sono imprese altamente innovative e competenti sul mercato che richiedono la presenza di imprese di servizi d’assetto e di routine.
Certo, un intervento del genere richiederebbe grandi capacità imprenditoriali ma anche capacità di governo dell’amministrazione locale (dal comune alla circoscrizione), poiché il rischio è alto.
Credo comunque sia più rischioso dotare il territorio di servizi di svago e per il tempo libero, sovradimensionati rispetto ad una utenza che, sicuramente non sarà solo locale, ma che si reggerà, soprattutto sui redditi dei cittadini della XIII che hanno più bisogno di investimenti sull’occupazione in settori in espansione (informatica, telecomunicazioni, telematica, ricerca universitaria etc), piuttosto di una città del cinema che di occupati addetti ne attirerebbe molti di meno.
E poi, diciamocelo francamente: questo territorio ha più carenza e necessità di Cinema e fastfood o di veri punti di aggregazione culturali per dare spazio all’espressione artistica (musicale, teatrale etc), come laboratori teatrali,auditorium, spazi per la musica dal vivo e per la promozione di giovani talenti delle arti figurative e fotografiche?

L'ex meccanica di Ostia

Somm. Marzo '98 - N° 17

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