Infernetto: rimandata la costruzione dell'asilo nido
di Francesca D'Avello


L’asilo nido per ora non si farà.
Il Comune di Roma non è in grado di sostenere le spese e neonati dell’Infernetto dovranno attendere almeno fino al 1999.
Una battuta d’arresto per il Comitato di Quartiere (C.d.Q.) lanciato nella missione di trasformare l’Infernetto in un zona residenziale a tutti gli effetti: efficiente, sicura e dotata di tutti i servzii pubblici necessari al vivere sociale.
Tuttavia l’Infernetto continua a prendere forma: strade percorribili su buona parte del territorio, progressiva illuminazione, ristoranti, esercizi commerciali.
È un quartiere giovane e fatto di giovani.
Grazie all’impegno della parrocchia di San Tommaso e di alcuni residenti è nata una polisportiva che rappresenta un punto di riferimento non solo sportivo.
In occasione del Natale e della Pasqua grandi e piccoli si riuniscono per cenare insieme e festeggiare.
Il centro sociale di via Stradella è già al lavoro per organizzare incontri e manifestazioni estive.
Eppure c’è sempre qualcosa che manca.
Una scuola per i più piccoli: un asilo nido ad esempio.
Gran parte delle famiglie è costretta a ricorrere agli asili privati che spuntano come funghi in tutto l’entroterra.
Il C.d.Q. Infernetto, da tempo sollecitato da molti genitori che reclamano una struttura pubblica che sia a portata di tutti, si è mosso per ottenere dal Comune di Roma l’approvazione e i finanziamenti per costruire un asilo nido, una scuola per bambini fino ai tre anni.
In realtà sarebbe opportuno intervenire anche sulla scuola materna attualmente ubicata in via Torcegno: 3 aule troppo piccole e fatiscenti dove si tenta di preparare alle scuole dell’obbligo 75 bambini.
Altri 100 sono in lista d’attesa e nel frattempo i genitori che lavorano trovano rifugio nella scuola materna privata su via di Castel Porziano.
Il Campidoglio avrebbe dovuto dare l’okay per la realizzazione del nuovo asilo nido Infernetto-Casalpalocco, come da progetto, ma purtroppo l’11 marzo al C.d.Q. è arrivata la brutta notizia.
Almeno per ora l’asilo non si farà.
Nel bilancio capitolino la struttura è prevista con un finanziamento di circa due miliardi e duecento milioni di lire, soldi che attualmente però non possono essere concessi.
Inizialmente si era pensato di finanziare l’asilo con una parte dei ricavati della privatizzazione della Centrale del Latte, ma il Comune di Roma ha dovuto fare marcia indietro e lasciare a bocca asciutta l’Infernetto che per avere il suo asilo nido dovrà aspettare fino al 1999.
“Non sappiamo ancora però - spiega Adriana Bordoni, presidente del C.d.Q. - quale sarà l’ubicazione della scuola. Non è stato ancora stabilito ma insisteremo presso la Commissione Lavori Pubblici affinché venga fissata al più presto.
È necessario che l’asilo non rimanga soltanto un progetto perché i bambini sono tanti e non riteniamo giusto che le famiglie debbano spostarsi ad Ostia oppure siano costrette a rivolgersi ai privati perché manca un servizio pubblico”.
I genitori attendevano una risposta dal Campidoglio e non nascondono la delusione. Il C.d.Q. intanto prosegue imperterrito a lavorare per l’Infernetto. La lista dei progetti è ancora lunga.
L’asilo nido è solo rimandato.

Pianeta Infernetto
Somm. Marzo '98 - N° 17

1