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Pierpaolo Zaccai, 29 anni, consigliere uscente di AN, è laureato in psicologia alla Sapienza di Roma con una tesi sulla psichiatria del suicidio in età adolescenziale.
Militante nel Fronte della Gioventù dal 1985, è stato eletto consigliere circoscrizionale a 25 anni nel vecchio M.S.I.
Dopo lo scioglimento del M.S.I. ha aderito ad A.N., condividendone l’ispirazione democratica ed europea.
Durante il governo di centrodestra in XIII circoscrizione, ha rivestito la carica di membro del Consiglio di Presidenza con delega ai Lavori Pubblici e alla Polizia Urbana, e componente della Commissione Servizi Sociali.
Dal ‘95 ha lavorato nella Commissione Commercio, Artigianato e Suolo Pubblico.
È il responsabile politico del Circolo di AN di Ostia Antica.
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Cosa ti ha spinto a riproporti agli elettori della XIII ?
Poter contribuire attivamente ad apportare miglioramenti tangibili alla comunità residente nel nostro territorio.
Quali sono le problematiche più urgenti da affrontare ?
Ostia ha numerose emergenze cui dare una immediata risoluzione, ma, innanzitutto occorre rilanciare il turismo, attraverso la riqualificazione del lungomare e il ripascimento della costa.
Invece, per quanto riguarda l’entroterra, urgono interventi di manutenzione urbanistica per arginare i frequenti allagamenti dovuti alla insufficiente capacità di assorbimento dei pozzetti, e dell’intera rete idrica, ormai vecchia e inadeguata.
Pensi che fare della XIII una delle aree metropolitane di Roma possa offrire una opportunità di crescita e sviluppo socio-economico al territorio ?
Beh, il decentramento dei poteri e delle funzioni, contenuto nelle delibere 142 e 281 del 1990, non ha ottenuto il suo scopo, quindi occorre istituire un vero e proprio Comune, unica soluzione possibile ai problemi. La mancanza di autonomia, ovvero, di poter svolgere interventi diretti e rapidi, ha compromesso la possibilità di un decollo definitivo della città.
L’alta percentuale di disoccupati e la chiusura di tante attività commerciali ed artigianali sul territorio, stanno assumendo toni molto drammatici. Quali sono i possibili rimedi per creare nuove opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani?
Innanzitutto bisogna combattere le grandi catene di distribuzione, poiché la loro presenza rischia di impoverire ancora di più le periferie delle grandi città, e nella maggior parte dei casi, costringe i pro-prietari dei negozi alla chiusura della propria attività. Per offrire nuovi scenari lavorativi ai giovani, occorre dar loro la possibilità di riunirsi sotto forma di cooperative per gestire le risorse offerte dalla presenza del mare e delle pinete.
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