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Botta....
Egregio Direttore,
nell’articolo a sua firma, su ZEUS di luglio u.s., dedicato alla riapertura del Drive-In, tra le altre cose scrive, con tono piuttosto entu-siastico, che “il primo spettacolo sarà amplificato e godibile anche comodamente seduti sulle sdraio”.
Evidentemente Lei non ha valutato bene cosa avrebbe comportato questo ai residenti limitrofi.
Infatti potentissimi altoparlanti posti a meno di 30m dalle nostre abitazioni, diffondevano sia il sonoro del film sia la musica durante gli intervalli, ad un volume così alto che, nonostante porte finestre delle nostre abitazioni fossero chiuse (luglio/agosto/settembre!), ci impediva di avere una normale conversazione in casa e ci precludeva ogni possibilità di vita all’aperto.
A seguito delle reiterate proteste dei residenti è stata emessa ordinanza di chiusura, subito revocata a condizione che fossero disattivati gli altoparlanti.
La manifestazione di protesta inscenata a seguito della chiusura della manifestazione aveva ben poco di spontaneo; un padre di famiglia non va a manifestare e ad occupare la C. Colombo per far riaprire un cinema.
Nel Suo successivo articolo, ZEUS settembre u.s., uno dei responsabili della manifestazione afferma che la manifestazione è stata “Un’operazione culturale importante”.
Trasformare il Drive-In in una fiera, con stands, pizzerie, bar, jumping, fare spettacoli di cabaret e proiettare films di dubbio gusto, ritengo non abbia nulla a che fare con la cultura.
Il responsabile si lamenta anche di non aver avuto un buon rapporto con i residenti limitrofi, ma come può pretendere questo come nonostante il divieto di trasmettere il sonoro amplificato hanno continuato a farlo con altoparlanti nascosti nei bar!
Sebbene avessero degli orari da rispettare (00.30 in alcuni giorni, 01.30 in altri) hanno programmato spettacoli fino a notte inoltrata (03.00 ed oltre).
La manifestazione si è svolta abusivamente sino al 20 agosto 1997 poiché l’autorizzazione alla stessa decorre dal 21 agosto 1997 e a conferma di ciò Le allego copia dell’autorizzazione.
Desidero ricordarle che Casalpalocco e Axa sono zone residenziali e come tali vanno conservate e difese.
Mi auguro che tutto ciò non si ripeta mai più, ma nel caso che qualcuno volesse ripetere l’esperimento sappia che i residenti sono più che mai intenzionati ad impedirlo.
E.T.
e Risposta
Caro Direttore,
vorrei come rappresentante dell’Associazione Culturale Reservoir Dogs, che ha riaperto il Metro Drive In di Roma, chiarire alcune posizioni in merito a questa operazione culturale iniziata il 18 luglio e conclusasi il 22 settembre, il Drive Out.
Il Metro Drive In era abbandonato, chiuso, in preda ai venti, da 11 anni, dal 29 agosto 1986.
Ricordo che ancora più indietro aveva “funzionato” come una sala di 2^ o 3^ visione, non solo per colpa dei gestori ma per quel virus che ha provato ad annientare i cinema in tutti gli anni ‘70 e ‘80, sostituendoli con garage, palestre, magazzini, supermercati e videoregistratori.
Questo virus ha fatto degradare una struttura unica nel suo genere in Italia, ad albergo ad ore, a porto ranco per spacciatori e delinquenti.
Il progetto Drive Out prima e la manifestazione poi hanno recuperato, attraverso l’Estate Romana, un qualcosa che è senza eguali, che è un onore avere davanti alle proprie finestre, alla pari di un monumento dell’antichità e non una scocciatura come una fabbrica di cuscinetti a sfera.
Né l’associazione culturale, né il Drive In hanno inquinato niente, hanno anzi provato ad entrare nel tessuto dell’Axa e Casalpalocco con tutte le attenzioni del caso.
Il caso dell’audio, del volume del 1° film è emblematico della nostra buona fede.
La riduzione continua della taratura delle casse di amplificazione - testimoni oculari gli operatori del Cineclub Palocco, anche operatori del Drive Out - l’installazione di pannelli fonoassorbenti attorno alle fonti sonore, l’intervento continuo di un ingegnere del suono, potevano, avrebbero potuto molto, se uniti al dialogo, al confronto corretto, ma questi interventi non potevano bastare e non sono bastati perché si è preferito il sotterfugio, la mano che lancia il sasso e nasconde la mano.
Del resto la raccolta delle firme presentata al Consorzio Axa è talmente antecedente alla data di riapertura del Drive In da far credere che si poteva anche essere muti ma si sarebbe comunque disturbato.
Dispiace scrivere queste cose, dispiace perché sarebbe bello che tutti rimanessero affascinati da quelle 8 giraffe in cemento armato che sorreggono lo schermo, da quell’entrata così americana, da quello stare per i fatti propri e comunque in stretto contatto con il mondo.
Dispiace anche per coloro che vogliono vederlo morire questo spazio, che può coesistere rispettando le regole anche in un quartiere residenziale.
L’essere umani e non perfetti era purtroppo in preventivo, si è cercato di arrivare anche laddove non era nostro compito arrivare, perché il servizio d’ordine di qualsiaisi manifestazione non può, per legge, obbligare nessuno a fare qualcosa all’esterno della manifestazione medesima.
Chi con i bivacchi - uso qui un termine che spesse volte ritornava nelle proteste - disturbava la quiete pubblica deve essere mandato via dalla polizia, dai vigili urbani, dagli organi competenti.
L’Organizzazione, anche di un condominio, non ha le armi legali per obbligare nessuno a fare qualcosa all’esterno del proprio territorio di competenza: le continue e inevase richieste di intervento alle forze di polizia non sono una giustificazione ma un fatto.
In attesa di un confronto che permetta un chiarimento voglio mandare un abbraccio sincero ai ragazzi e alle ragazze dell’Axa e di Casalpalocco che hanno lavorato all’interno, nei servizi più vari, e all’esterno con il volantinaggio e la pubblicità.
Complessivamente quasi 180. Saluto con piacere le molte persone che specificando di essere dell’Axa lasciano i loro messaggi di sostegno nella nostra segreteria e che ci danno il polso di quel che abbiamo fatto.
“La Repubblica” nella consueta pagella sulla programmazione cinematografica ha dato alla rassegna il voto più alto: 8.
Ringraziando per lo spazio offerto, saluto caramente anche quel nemico che nemico non vorrei che fosse. Mi piacerebbe incontrarlo e, se lui vuole, invitarlo a cena per parlare da vicini di casa dei problemi che si possono risolvere insieme, del cammino che si può fare smettendo di fare del male a quel Drive In continuamente a rischio ma senza colpe.
Simone Navarra
Da parte mia solo tre piccole precisazioni: perfettamente d’accordo che le zone residenziali devono essere conservate e difese.
Questo non può però impedire di valorizzarle ulteriormente.
Per lavoro e per piacere sono stato varie volte nel Drive In, del quale ho sempre scritto con tono non piuttosto ma estremamente entusiastico: posso testimoniare che nel mese di luglio l’audio del 1° spettacolo era a livelli accettabilissimi.
Se comunque il nocciolo della questione è l’audio, non credo sia così difficile trovare, tra persone intelligenti, una soluzione che rispetti le esigenze di tutti.
Luca Leonardi
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