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Ore 21.00 del 17 luglio 1997, traffico bloccato e attesa degna di un derby calcistico.
Dopo 11 anni il megaschermo dell’Axa sarebbe tornato a rivivere.
Diciamo la verità: fra tutti coloro che non erano voluti mancare alla riapertura del Drive In era più che palpabile la sensazione di partecipare ad un momento storico per la vita del nostro territorio, uno di quelli della serie “Io c’ero!”.
Pronti, via. Il tempo di smanettare sull’autoradio alla ricerca della frequenza giusta, ordinare da bere al personale di servizio che si aggirava elettrizzato tra le auto, sistemare schienali e sedili nella posizione più comoda e il Drive In tornava a regalare emozioni lungamente rimpiante.
La festa durava ben poco (dopo 20 minuti prima la pioggia, poi la rottura di un trasformatore rimandavano tutti a casa, mica tanto soddisfatti ma rimborsati) ma qualcuno trovava comunque il tempo di ringraziare gli “autori del miracolo” che, affranti per l’esito della prima proiezione (...e poi si dice Serata bagnata, serata fortunata) non si rendevano conto di quanto quei 20 minuti di immagini avessero significato per molti: solo 6 mesi prima, i 55.000 metri quadrati dell’area se lo contendevano topi e barboni...e poi domani sarebbe stato un altro giorno. Di proiezione in proiezione si è arrivati al 29 agosto, grazie a un paio di proroghe fino al 22 settembre, con un rush finale di film di 1^ visione.
La temuta invasione di auto non c’è stata e, nonostante la buona l’affluenza di pubblico, i ragazzi della Reservoir Dogs chiudono il bilancio economico della rassegna con uno stentato pareggio.
2953 spettatori nei primi 15 giorni di luglio; 5152 nei 31 giorni di agosto; quasi 2000 nei 14 giorni conclusivi di settembre. Più di 130 films proiettati.
Ma il risultato più prestigioso rimane senza dubbio la riqualificazione dell’area un tempo abbandonata.
Ne abbiamo parlato con Simone Navarra, responsabile delle relazioni esterne dei Reservoir Dogs e con Marco Santarelli, presidente dell’associazione culturale. “Un’operazione culturale importante” ha sottolineato Simone. “Quest’area ha un senso se viene collegata ad un discorso più generale che abbracci tutto quanto è legato al cinema. Può funzionare come vetrina internazionale del cinema e la nostra intenzione è di inserire questo progetto in uno più ampio di rivitalizzazione dell’area.
Se si vuole che questa struttura continui a vivere, noi siamo pronti: una struttura come il Metro Drive non può tornare ad essere un albergo ad ore”
Dalle parole di Simone traspare un po’ di amarezza... ”In effetti ci è mancato il tempo, e ci dispiace, di coinvolgere con delle iniziative la popolazione del quartiere.
Se dovessimo ripetere l’iniziativa non ripeteremmo lo stesso errore, perché questo ha creato forse un po’ di prevenzione nei nostri confronti.
Non tutti gli organi di stampa locali hanno poi creduto nella nostra iniziativa, un plauso dunque a voi di Zeus che ci avete seguito con affetto, ma dispiace anche a noi di non essere stati in grado di coinvolgerli.”
Per Marco “riaprire il Drive In è stata un’operazione rischiosa e coraggiosa, una vera e propria sfida. Abbiamo rischiato molto con un certo tipo di programmazione, nè di prima visione nè d’essai, ma il nostro scopo era quello di cercare una terza strada tra arena all’aperto e cineclub.
Il Comune di Roma ha apprezzato i nostri sforzi.”
Molte delle circa 70 persone che lavoravano durante la manifestazione (150 incluso il personale degli stands) proveniva dai quartieri limitrofi e i due proiezionisti, Paolo Ferro e Barbara Ranghelli, erano “prestati” addirittura dal Nuovo Cineclub Palocco!
Se Barbara, passando gli scorsi anni davanti al Drive In, ha “sempre sognato di poterci proiettare films, anche per un solo giorno, perché il luogo, la stessa cabina rimasta decadente ti portano in un’altra dimensione”, Paolo ci ha confidato che avrebbe comunque voluto essere presente in occasione di questo avvenimento storico “ed esserne addirittura il proiezionista ha un sapore speciale perché il proiezionista è il cuore di ogni attività cinematografica e speriamo di aver fatto battere molti cuori al Drive In...”
Abbiamo chiesto a Marco Santarelli quale è stato il momento più significativo della manifestazione: “Il 5 agosto, quando per motivi di ordine pubblico, con le auto che iniziavano a rumoreggiare fuori dai cancelli, siamo stati ‘costretti” ad aprire nonostante l’ordinanza di chiusura , proiettando gratis il film Nirvana.”
Una voglia di cinema che fa riflettere: certo è che dopo tanti, tantissimi sforzi e qualche errore da non ripetere, sarebbe veramente un delitto non riaprire definitivamente questa splendida area anche durante l’inverno.
Magari solo nei weekends, puntando esclusivamente sul cinema, con una programmazione un po’ meno da intenditori... e augurandoci che qualcuno non preferisca il ritorno dei topi.
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