Gli scavi di Ostia Antica
di Michela Sepe


I Romani idearono e misero a punto una straordinaria varietà di tecniche edilizie.
Passeggiando tra le imponenti rovine degli scavi di Ostia Antica si può facilmente intuire che questo popolo non solo sfruttò tutti i tipi di roccia e di materiali artificiali, sperimentando tutti i modi possibili di taglio, accostamento e di parametro, ma, a partire dal II sec. a.C., introdusse anche l’uso eccezionale della malta di calce.
I materiali e le tecniche costruttive che s’incontrano ad Ostia coincidono sostanzialmente con quelle in uso a Roma e la descrizione che se ne può fornire si riferisce soprattutto agli aspetti cronologici delle differenti opere, ossia l’opus latino.
Alla fondazione del castrum, la colonia romana con funzione essenzialmente militare sorta nel IV sec. a.C., e in generale alla fase più antica della vita di Ostia, va attribuito l’opus quadratum (opera quadrata) in blocchi di tufo di Fidene.
In opus incertum (opera incerta) sono costruite alcune delle più antiche domus superstiti del pieno II sec. a.C., quali le case del Mitreo delle pareti dipinte e di Giove fulminatore.
La tecnica prevalente ad Ostia nel I sec. a.C. è l’opus quasi reticulatum, mentre l’opus reticulatum, rafforzato agli angoli con pilastri di tufelli, di cui la più antica attestazione ostiense è il teatro di età augustea, predomina soprattutto nella prima metà del I sec. d.C..
Tra la seconda metà del I sec. d.C. e la prima metà del II sec. d.C. è diffuso l’opus mixtum (opera mista), tecnica derivante dall’unione di pietre e mattoni con cui l’imperatore Adriano (117-138 d.C.) fece ricostruire gran parte della città durante i primi anni del suo principato.
Dopo il 150 d.C. l’uso delle cortine di soli mattoni, l’opus latericium, già prevalente nella seconda età adrianea, diviene quasi esclusivo e la dominanza del mattone, la cui produzione con Marco Aurelio (161-180 d.C.) si era andata concentrando nelle mani della famiglia imperiale, dura fino ai primi anni del III sec. d.C., quando entra in una crisi graduale e irreversibile.
Alla scarsità di laterizi si reagì introducendo di nuovo l’uso dei tufelli, ora alternati a fasce di mattoni, creanso l’opus listatum. L’impiego dell’opus listatum ad Ostia è attestato sporadicamente fin dalla metà del II sec. d.C. ma si diffonde su vasta scala solo dalla metà del III sec. in poi e costituisce la tecnica edilizia prevalente nella tarda antichità.

Zeus e dintorni
Somm. Giu. '97 - N° 9
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