Una villa molto particolare
di Michela Sepe


Il nostro viaggio alla scoperta di angoli o scorci caratteristici della XIII Circoscrizione parte da via di Castel Fusano. Superato il ponte, dopo l'incrocio con via dei Pescatori, la strada immersa nel verde della pineta prende il nome di via della Villa di Plinio.
Oltrepassato l'incrocio con la Cristoforo Colombo, la stessa via continua rettilinea per quasi due chilometri, per poi piegare a destra e proseguire in un viottolo che porta alla villa della Palombara, meglio nota come villa di Plinio.
Tutti, almeno una volta, hanno sentito parlare di questa misteriosa abitazione romana ma pochi conoscono i segreti che nascondono le sue rovine..
Gian Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Giovane e nipote nonché figlio adottivo di Plinio il Vecchio, nacque a Como nel 61 d.C. e morì tra il 112 e il 114 d.C. forse nel corso di una spedizione per conto dell'imperatore Traiano, di cui fu amico intimo.
Plinio ci ha lasciato una raccolta di Epistulae che oltre ad offrirci un quadro molto interessante della società contemporanea, forniscono un dato preziosissimo ai fini della nostra ricerca: sappiamo infatti che l'area era raggiungibile da Roma sia mediante la via Ostiense che mediante la via Laurentina.
E a tal proposito non può sfuggire all'occhio esperto che Plinio il Giovane, proprio in una sua notissima lettera, parla della bellezza e degli agî del suo soggiorno laurentino all'amico Gallo.
L'interesse degli studiosi per questa villa, scavata a più riprese dal '700 ai nostri giorni, si è sempre appuntato, dunque, sulla possibilità di identificare i resti del possedimento di Plinio il Giovane.
La dettagliata descrizione fornita nell'Epistula restituisce il quadro di una villa marittima usata principalmente per il riposo e lo studio.
Plinio insiste nel sottolineare come l'esposizione al sole dei vari ambienti fosse stata studiata con cura e come l'architettura si integrasse con il paesaggio circostante, offrendo da più punti piacevoli prospettive.
In questa come in altre residenze dell'epoca, l'assialità propria della tradizione romana si conserva solo nella parte centrale, costituita da atrio, peristilio e triclinio.
Per il resto la villa si articola in padiglioni e gruppi di ambienti isolati che comprendono un criptoportico, un belvedere e persino un impianto termale. Attualmente è visibile circa la metà del complesso.
La sua cronologia comprende più fasi che vanno dall'età giulio-claudia alla fine del II secolo d.C.. Plinio quindi, che dice di chiaramente di aver costruito solo un padiglione, potrebbe aver ereditato l'edificio a lui intitolato.
Ma la villa della Palombara sarà stata veramente l'abitazione di questo illustre personaggio o si tratta solo di semplici coincidenze?
Beh, come dice un famoso detto, ai posteri l'ardua sentenza.

Zeus e dintorni
Somm. Apr. '97 - N° 7
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