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Dal N° 7 di Zeus - Aprile '97
Inizia da questo mese, in collaborazione con l'Agenzia Investigativa Colombo, una nuova rubrica che tratterà dei vari aspetti e delle curiosità dell'attività investigativa.
Curatrice della rubrica sarà la titolare dell'Agenzia, che, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, è una donna, la sig.ra Anna Maria Massa, che da più di 5 anni dirige e coordina vari collaboratori, specializzati nei diversi settori d'indagine, grazie all'esperienza pluriennale acquisita come direttrice del servizio di sicurezza di una società multinazionale della grande distribuzione.
Un'agenzia di investigazione si occupa di una molteplicità di settori di indagine: ricerche di persone, indagini commerciali, frodi assicurative, bonifica telefonica ed ambientale, verifica assenteismo, contraffazione dei marchi e controspionaggio industriale, controllo e sorveglianza dei giovani, furti aziendali e antitaccheggio, accertamenti patrimoniali e su industrie e società, informazioni riservate su assunzioni, rintraccio insolventi, indagini pre e post-matrimoniali, accertamenti infedeltà coniugali con prove documentate e fotografiche, testimonianze giudizialmente valide per separazioni legali, comportamenti anomali del partner.
Quali sono le doti principali di un detective che va ad indagare in campi così diversi e così delicati ?
Ovviamente astuzia ed intelligenza, unite a una notevole dose di tenacia e pazienza.
Ma anche abilità all'uso del computer e intuito e sensibilità, che, uniti a capacità psicologiche superiori, diventano necessarie nell'approccio con i clienti, quando bisogna cercare di rimuovere il loro naturale istinto alla riservatezza per capire la reale entità dei loro problemi, soprattutto quelli coniugali o con i loro figli, ed individuare quindi il metodo di indagine più appropriato.
È in questi casi che si rivela utilissimo il famoso intuito femminile e la capacità di immedesimarsi nelle situazioni di noi donne.
Nei prossimi numeri di Zeus approfondiremo a turno gli aspetti tecnici delle varie attività di indagine, descrivendone caratteristiche tipiche e metodologie usate e facendo soprattutto riferimento a casi risolti che possano illustrare con maggior chiarezza come si arriva a risolvere i problemi che si presentano.
Dal N° 8 di Zeus - Maggio '97
Uno dei costi della grande distribuzione, che va ad incidere sul prezzo finale dei prodotti che acquistiamo, è dovuta al fenomeno del taccheggio, ossia al furto sistematico della merce esposta al pubblico da parte di professionisti che partono metodicamente con l’intento di rubare merce di valore e/o di piccoli cleptomani che non sanno resistere al fascino proibito di rubare qualcosa che sarebbero comunque in grado di pagare.
Tali furti incidono sul fatturato di una catena di grande distribuzione molto più di quanto si possa pensare, a volte fino al 5%.
Il triste fenomeno è ben conosciuto dall’A.C.I., Agenzia Colombo Investigazioni, che ha da anni istituito un apposito servizio “antitaccheggio”, avvalendosi di collaboratori specializzati che, per svolgere efficacemente il loro lavoro, devono continuamente aggiornare e raffinare le tecniche investigative, per restare al passo, anzi superare, l’astuzia di coloro che del taccheggio hanno fatto una vera e propria professione, oltretutto ben remunerativa.
In uno dei casi risolti più eclatanti, per nascondere la merce rubata, due taccheggiatori avevano ideato uno zaino veramente “particolare”: tutto rivestito all’interno di carta stagnola, che eludeva i comuni sistemi elettronici antitaccheggio situati all’uscita del supermercato (le cosiddette piastrine), isolando elettronicamente il bottino ed evitando l’attivazione dell’allarme acustico.
Ma gli intraprendenti taccheggiatori non avevano fatto i conti con la presenza dell’investigatore che, dopo aver notato i due entrare, non li perdeva di vista per un istante, seguendoli fino al reparto intimo-donna, nel quale avevano arraffato una quantità di biancheria intima per un valore superiore al milione di lire.
Tanto per dare un’idea del fenomeno, nei 5 supermercati romani tenuti “sotto osservazione” dall’A.C.I., vengono fermati mediamente una cinquantina di persone e recuperata merce per un valore di oltre sei milioni di lire.
E, stando alle statistiche ufficiali, per ogni persona fermata, sette la fanno franca...
Dal N° 9 di Zeus - Giugno '97
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