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"Nel 1996 la criminalità minorile a Roma e nel Lazio si è attestata su livelli molto preoccupanti" così ha affermato Angelo Bonelli, presidente della Commissione per la lotta alla criminalità organizzata.
Il dato infatti è sostanzialmente stazionario rispetto all'anno precedente che aveva segnato un record di reati nel Lazio ed in particolare a Roma: 6.256 reati nel '95, 5.909 nel '96.
La XIII Circoscrizione si colloca in una fascia medio alta per numero di minori denunciati: i reati con maggiormente frequenza sul nostro territorio sono lo spaccio di sostanze stupefacenti, rapina e tentata rapina, lesioni volontarie, ricettazione, furto aggravato, furto in appartamento ed estorsione.
Oggi per il minore che commette reati esistono, come conseguenza della riforma del codice di procedura penale del 1989, due strade antitetiche: la detenzione, una misura coercitiva forte, o la reimmissione in libertà, che porta il minore a sentirsi deresponsabilizzato verso il reato che ha commesso.
Mentre andrebbero cercate le giuste soluzioni con interventi continuativi e sistematici che, accompagnando il minore a riappropriarsi della cultura della legalità, considerino la devianza minorile come un problema su cui concentrare risorse, professionalità e strategie attuabili di recupero.
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