E, frana o non frana,....
arriveremo fino a Roma?
di Luca Leonardi


La frana sulla Via Ostiense dello scorso 11 gennaio, che sta provocando notevoli disagi a chi debba, per esigenze diverse, recarsi frequentemente al centro di Roma, ha riproposto ancora una volta all’attenzione generale i problemi di viabilità del nostro territorio.
Il manto stradale delle due parallele arterie di collegamento all’EUR non risulta danneggiato in superficie, ma la rottura del collettore di scarico che, all’altezza di Vitinia, convoglia al Tevere le acque fognarie del Villaggio Azzurro ha innescato un mulinello di acqua che ha scavato profondamente il terreno sottostante alla carreggiata, causando la caduta di un tombino di raccolta delle acque piovane posto sotto il guard-rail tra la Via del Mare e la Via Ostiense.
Ed è stato un vero miracolo che l’asfalto non abbia ceduto sotto il peso dei numerosi automezzi che affollano quotidianamente le due trafficatissime vie.
Una volta accortisi della frana, sono infatti immediatamente scattate le misure precauzionali di recinzione dell’area.
E sono immediatamente iniziati anche i disagi: nella stessa mattinata di Sabato 11 gennaio, il traffico da Ostia veniva deviato già all’altezza di Acilia, causando la paralisi di Via di Macchia Saponara, che, già abitualmente insufficiente a sopportare il traffico locale in tempi normali, è stata letteralmente presa d’assalto da quanti dovevano deviare il loro percorso per immettersi sulla Cristoforo Colombo.
Tuttavia i lavori di completo ripristino della strada non sono ancora iniziati e dureranno, salvo imprevisti e possibili complicazioni dovute alla presenza di una rudere di antica origine romana, molto probabilmente fino alla prossima estate, visti anche i tempi necessari a definire la gara d’appalto necessaria in caso di opere il cui importo superi i 100 milioni.
Per riaprire almeno parzialmente la Via del Mare al flusso delle auto sono invece iniziati i lavori di montaggio di un ponte Bailey, che si spera siano completati nei tempi previsti (concomitanti grosso modo alla fase di stampa e distribuzione di questo numero di Zeus).
Ma anche l’eventuale rapido montaggio del ponte non risolverebbe d’incanto tutti i problemi: il ponte Bailey, lungo infatti circa 50 metri e largo circa 6, consente la circolazione su due sole corsie, una per senso di marcia.
Oltretutto il capo Ufficio stampa dell’ANAS, Dr. Granzotto, intervistato telefonicamente da Tele Radio Ostia, ha escluso, suscitando i comprensibili risentimenti della popolazione, la possibilità di lavorare 24 ore al giorno nel montaggio del ponte in quanto “il vantaggio che si apporterebbe all’esecuzione del lavoro è relativo rispetto al costo eccessivo del lavoro straordinario necessario.”
È quindi facile prevedere lunghissime code anche nei prossimi mesi.
Abbiamo ritenuto pertanto interessante sentire a tal proposito il parere di Claudia Antolini, presidente dell’ACIM, il Comitato, sorto nel 1993, che si occupa dei problemi di viabilità riguardanti Axa, Casalpalocco, Infernetto e Madonnetta.
“La situazione creatasi a seguito della frana sulla Via Ostiense è senz’altro gravissima e preoccupante” sottolinea la Antolini. “L’ACIM ha sollecitato gli enti preposti alla risoluzione del problema e la XIII Circoscrizione che, tramite la presidente Marcella De Fazio, si è adoperata per garantire la costante presenza dei Vigili Urbani in tutti gli incroci particolarmente interessati dall’aumento del traffico e per l’aumento della frequenza del trenino Ostia Lido-Roma Porta S.Paolo.
E questo è stato ottenuto. Un’altra nostra proposta, che resta comunque valida anche passata l’emergenza, è quella di trasformare, nelle ore di punta (6.30-9.00 e 13.30-19.30), la linea ATAC 08 in servizio navetta per permettere a sempre più persone di arrivare, senza auto, alla stazione di Acilia del trenino, che rimane per ora l’unico mezzo pubblico per arrivare al centro in tempi certi.”
Sarebbe interessante conoscere in tal senso l’opinione dei responsabili dell’ATAC, visto che il Comune di Roma sembra avere l’intenzione di prendere in considerazione la proposta.
“È inoltre opportuno che l’introduzione dei nuovi autosnodati da 18 metri da destinare alla linea 709, inizialmente prevista per fine aprile, venga anticipata di qualche mese, proprio in relazione alla gravissima emergenza venutasi a creare in seguito al blocco della Via Ostiense.
In questo modo la nostra richiesta di immediato aumento delle corse del 709 porterebbe notevoli e durevoli vantaggi. Le attuali vetture dell’ATAC, riscuotono infatti pochi favori da parte degli utenti, per i pochi posti a sedere e per le cattive condizioni delle vetture, e non incentivano l’uso del mezzo pubblico come valida alternativa all’uso dell’auto privata.
Volevo inoltre, tramite
Zeus, rivolgere un appello a tutti i cittadini di Axa, Casalpalocco, Infernetto e Madonnetta a partecipare sempre più numerosi alle prossime riunioni dell’ACIM, di cui daremo notizia con avvisi posti alle fermate dell’autobus, perché questo è il modo più diretto per far sentire la nostra voce ai responsabili del trasporto pubblico dell’ATAC e del Comune di Roma”

La via Ostiense

Somm. Genn. '97 - N° 4

1