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Guarire senza assumere farmaci?
È possibile, per chi decide di curarsi con la pranoterapia, cioè la trasmissione dell’energia tramite l’imposizione delle mani.
No, non è l’ultimo ritrovato scientifico del secolo ma una tecnica antichissima, le cui origini sono da ricercare addirittura nelle antiche medicine tradizionali cinese ed indiana.
La pranoterapia è da considerarsi una etnomedicina, e come tale non ha una codificazione scritta, ma trae le sue origini dalle tradizioni popolari tramandate oralmente.
Essendo una scienza umanistica che ha come oggetto l’uomo in quanto “energia”, l’uomo come essere facente parte integrante della natura e, soprattutto, l’uomo come essere vivente composto da corpo, psiche e spirito, la pranoterapia è da considerarsi una medicina “olistica” (dal greco “olos”:intero), perché cura l’uomo nella sua totalità, tenendo conto delle sue varie componenti; questo fa sì che il pranoterapeuta non basi la sua terapia sulla cura del singolo sintomo, ma sulla causa di esso, che può anche non essere fisica, ma psicologica, o addirittura “spirituale”.
Ma cosa significa pranoterapia, e su cosa si basa una cura pranica?
Il termine “prana” ha origine indiana e vuol dire “respiro”, ”soffio”, cioè l’energia vitale la cui manifestazione è appunto il respiro.
Secondo le antiche tradizioni orientali, il benessere dell’uomo è legato all’equilibrio delle sue energie interne, energie opposte chiamate “Yin” e “Yang”.
Se una di queste due energie ha la prevalenza sull’altra, nel nostro corpo si crea uno squilibrio, che si manifesterà ai nostri occhi come malattia e andrà a colpire questo o quell’organo.
Il compito del pranoterapeuta è quello di ristabilire l’equilibrio energetico del paziente mediante l’imposizione delle mani, “dando energia” agli organi che ne sono carenti e “assorbendo energia” dagli organi che ne hanno in eccesso.
La durata della cura varia da persona a persona, da disturbo a disturbo.
In genere il terapeuta stabilisce un determinato numero di sedute, al termine delle quali deciderà se sia o no necessario ripetere il ciclo.
Questa tecnica è già ampiamente diffusa in tutto il mondo e sta prendendo piede anche qui in Italia, anche perché ha ottenuto notevoli risultati nella cura delle più svariate malattie: dai dolori articolari ai fibromi, all’ulcera; pare addirittura che possa avere effetti benefici nella cura dei soggetti affetti da tumore, e dei sieropositivi.
Certo è che la pranoterapia potrebbe davvero costituire una valida alternativa alla medicina allopatica, se soltanto riuscissimo a vincere il nostro scetticismo e la nostra diffidenza nei confronti di tutto ciò che non sia rigorosamente prodotto in laboratorio, ma che è solo frutto del potenziale dell’uomo, visto come essere inserito nel suo ambiente naturale, e che vive in stretta correlazione con esso.
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