"la
vita è dappertutto, la vita è in noi stessi e non fuori di noi. Accanto a me ci
saranno sempre degli esseri umani, ed essere uomo tra gli uomini e restarlo
sempre, in nessuna sventura avvilirsi o perdersi d'animo: ecco in che cosa
consiste la vita, ecco il suo compito. Ne ho presa coscienza ora. Questa idea è
entrata nella mia carne e nel mio sangue."
Fedor Michajlovic Dostoevskij
Potrei incominciare dal mio motto che è VIVI E LASCIA VIVERE.
VIVI. Significa essere liberi di fare quello che più
ci piace, ci attrae e/o per cui ci sentiamo portati. Significa non seguire la
strada che ci vogliono imporre (la cultura occidentale o dei nostri
familiari/amici/partner), ma seguire solo se stessi. Le persone migliori
riusciranno a raggiunge i propri
obiettivi, e saranno più felici degli altri, perchè hanno ottenuto cò che
volevano veramente, non ciò che han fatto senza passione, in quanto impostogli.
Il segreto della vita qual è? Questa domanda per me
ha una risposta facilissima. Il segreto della vita è essere felici. E come si
fa ad essere felici? Semplice anche questo: interrogarsi su cosa ci interessa
veramente, e seguire quella via.
Altro aspetto del VIVI. Fregarsene di quello che pensano gli altri e la società di te,
fregarsene del politically correct , che considero come sinonimo di
ipocrisia, a discapito della genuinità. Se sei convinto di quello che fai,
sicuro che ti permetterà di raggiungere il tuo obiettivo/sogno/desiderio,
fallo. Ricorda sempre che sei un essere libero e nulla ti verrà negato se ciò
per cui "ti sbatti" lo desideri veramente.
LASCIA VIVERE. Significa onestà. Con il VIVI c'è la ricerca della propria
felicità tramite l'autorealizzazione. Ci sono però dei limiti. Siamo liberi di
fare tutto ciò che vogliamo della nostra vita, ma ricordiamoci sempre che la
nostra libertà finisce dove incomincia quella degli altri, così se per ottenere
una cosa bisogna fottere qualcuno, allora bisogna rinunciarci e cercare una
strada alternativa: il fine giustifica i mezzi, solo quando i mezzi
non comportano danni diretti al prossimo. Non fare agli altri ciò che non
vorresti fosse fatto a te, mi sembra verità da non contraddire per nessun
motivo.
Non è che vivo tutto il giorno pensando alla frase
“VIVI E LASCIA VIVERE”. E’ solo una delle tantissime cose frutto delle mie
riflessioni: mi piace pensare, ragionare sulle cose e sulla vita, qua sto solo
descrivendo brevemente me stesso, per cui passo ai pregi e ai difetti.
PREGI
1) La fiducia in me stesso. Probabilmente per
molti sarà una cosa scontata, ma per uno che cinque anni fa ha trascorso una
“bella” crisi depressiva per circa 2 mesi, non è una cosa di poco conto.
Durante l’adolescenza, anche se me la sono passata, sono stato piuttosto introverso,
timido, represso, segaiolo, con complessi di colpa. E’ grazie alla crisi
depressiva (se volete leggervi l’articolo, quando lo metterò on-line) che sono
riuscito a costruire la mia personalità e a credere veramente in me
stesso. Non è facile. Le insicurezze della vita sono tante, ma non bisogna lasciarsi
sopraffare.
2) Vivere il presente . Mi piace vivere nel presente, non preoccuparmi del
passato e del futuro, ma pensare che ogni attimo che passa, è un attimo che non
torna più. Perché una persona non può godersi tutti i giorni della sua vita?
Sapere gestire il proprio tempo e le proprie energie
è importante, e penso mi riesca bene. Come ci si riesce? In vari modi… uno ad
esempio è quello di “ottenere oltre il massimo ipotizzabile dalle proprie
forze, creandosi motivazioni interne artificiali”, un altro è quello di
“pensare ad un problema alla volta”, un altro ancora è di “pensare a una questione difficile da
affrontare come un muro alto e invalicabile: ma non c’è bisogno di scavalcarlo,
basta trovare vie alternative per aggirarlo”, un altro ancora è “dare il giusto
peso alle cose, e provare a sdrammatizzare quando si è tristi o incazzati,
usando un altro angolo di lettura di quello che è successo” etc… volevo parlare
dei miei pregi, ma sto facendo filosofia spicciola, scusatemi!
3) il senso dell’ironia (e autoironia!). Nelle relazioni interpersonali, specie
quelle relative a gruppi folti di persone, non sono il leader carismatico, ne
possiedo l’abilità (e la doppiezza…) di un diplomatico. Il mio punto di forza è
l’ironia (che è diversa dal sarcasmo, ci tengo a precisare!). Mi piace
sorridere e far sorridere, a volte può sembrare infantile, ma per me una bella
battuta non stona mai: crea il buonumore, e secondo me, di buonumore in questo
mondo ce n’è troppo poco. Scherzare, ridere, divertirsi, sdrammatizzare. Sono
d’accordo con la frase “sorridi e il mondo ti sorriderà”. Certo, non deve
essere una forzatura, ma una cosa spontanea. Quando mi gira storto, non mi
metto a sparare battute a raffica solo per fare contenti gli altri, anche
perché le battute migliori sono quelle spontanee, che ti vengono dal cuore
quando sei allegro e felice.
4) il forte senso di lealtà e onestà. Di sicuro
non sono ipocrita e falso. A volte nelle relazioni interpersonali, se si
pensasse solo al proprio tornaconto, converrebbe esserlo, ma proprio non fa per
me. Non so da dove venga questo senso di onestà, ma le ingiustizie - non sto parlando di quelle fatte a me, sto
facendo un discorso generico - mi fanno incazzare come una bestia. E’ per
questo forse che sono di sinistra (moderata), anche se per il resto avrei tutte
le caratteristiche per essere quantomeno di centro.
DIFETTI
Ed ora un po' di difetti: per amor proprio,
ne metto solo quattro.