Decisamente Loredana
 
La cantante annuncia l'uscita di un cd con la registrazione del concerto di stasera a Roma e mdi un altro con le canzoni della sorella, Mia Martini
Loredana Bertè un sogno in due dischi
 
Roma - Stasera Loredana Bertèha un appuntamento importante con un sogno che diventa realtà. "Chi mi aveva data per spacciata - ci dice l'irrequieta cantante - si dovrà ricredere. Sono cosciente di aver fatto tanti errori ma, fatti i conti, credo di essere ancora in credito con la vita. Sto aspettando di riscuotere".

Cosa succederà sul palco questa sera? "Mia sorella, Mia Martini (ndr) e io siamo cresciute senza conoscere cosa volesse dire far festa. Da piccole, per noi, i compleanni, Natale e Pasqua, erano giorni come gli altri. Nostro padre era disinteressato a tutto quello che ci riguardava ed è per questo che abbiamo abbandonato la famiglia e Bagnara Calabra da giovanissime. Ebbene, adesso, credo che sia arrivato il momento di regalarci una gran festa. Il 20 settembre (giorno del suo quarantottesimo compleanno, ndr) usciranno contemporaneamente due dischi dal vivo: il mio che registrerò questa sera e quello di mia sorella Mimì che, anche se ci ha lasciata, sono convinta che dall'aldilà vivrà quest'appuntamento con la mia stessa gioia".

Perchè definisce questi due dischi un sogno? "Ho cantato tante canzoni senza seguire un solo genere o un particolare sound. Ho sempre inciso quello che l'istinto mi consigliava. Dischi con piccole band e musicisti ridotti all'osso. Mi si è presentata una grande occasione: stasera al testaccio riproporrò tutti i miei successi accompagnata da un'orchestra di cinquanta elementi. Credo che sono in pochi quelli che si aspettavano una cosa del genere da me. Sono felice di condividere questa esperienza con il mio amico di sempre: Renato Zero. Canteremo una canzone insieme. Per quello che riguarda mia sorella, l'importante è ricordarla nel modo giusto, tendando di darle quei meriti che in vita le sono mancati. Abbiamo ritrovato tantissimi nastri di concerti che Mia registrava per se stessa. Documenti incredibili, di qualità sonora straordinaria che devono essere portati a conoscenza di un vasto pubblico. Questo disco può essere il primo atto per recuperare l'immagine di un'artista che in vita ha dovuto subire violentissime aggressioni".

Secondo lei chi ha "ucciso" sua sorella? "La cattiveria di un ambiente gretto ed invidioso. L'etichetta di iettatrice l'ha rovinata. Il mondo dello spettacolo è spietato e sono stati in pochi a non tener conto di questa ignobile nomea. Mia è stata travolta dalla solitudine in cui l'avevano abbandonata".

Tornando a lei. Cosa le ha impedito di avere una carriera più scorrevole? "Sono convinta che appena nati ci sia una selezione sovrannaturale che divide l'umanità in due. Quelli che hanno una vita spianata e quelli che devono soffrire. Io rientro nella seconda categoria. So benissimo di non avere un carattere facile ma credo che intorno a me non ci siano state tante persone che mi abbiano ben consigliata o aiutata nei momenti importanti. Sono grata a Renato Zero, che considero il fratello che non ho mai avuto".

A che si deve questa sua rinascita? "La presa di coscienza di vivere i restanti anni della mia vita in modo disincantato. Non mi sono più crogiolata nei miei dolori e con l'album Un Pettirosso da combattimento ho tirato fuori quello che avevo dentro. Ho smesso di essere arricciata su me stessa. Dopo tre anni di clausura, avevo addirittura paura di uscire di casa, ho ritrovato la forza di continuare, di fare quello che mi riusciva meglio che era cantare e stare su un palco. Due mariti, quattro anni negli Stati Uniti, sei in Svezia e in giro per il mondo sono cose passate che nulla hanno più a che fare con il mio futuro".

Che cosa le dà ancora emozione? "Musicalmente i grandi del passato e pochi artisti italiani: Ivano Fossati, De André, Francesco De Gregori e Pino Daniele. Gli artisti nuovi mi sembrano già sentiti, copie di copie di copie... Dalla vita non mi aspetto nulla, vorrei essere lasciata in pace e quindi non smuovo più le acque come facevo prima. C'è una cosa che mi darebbe una grande emozione: realizzare un premio, un evento annuale che ricordasse negli anni futuri mia sorella Mimì. Una cosa seria, importante all'insegna della grande qualità e del talento. Sono sicura che una cosa del genere la farebbe felice".

Alfredo Saitto

["il Giornale" - Lunedì 3 agosto 1998]

 
         
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