- New
York è la città dove la musica pulsa in modo
decisamente affascinante: lo scambio continuo di
esperienze, il mescolarsi delle razze, il giorno
che si confonde nella notte, la frenetica
attività delle strade. Le canzoni di questo
disco possono essere considerate americane, non
solo perchè incise a New York, la metropoli
moderna per eccellenza, con musicisti ed
arrangiatori americani, ma perchè tra i solchi
l'aria che si respira è proprio quella ricca di
aromi vari che da sempre caratterizza la musica
concepita e realizzata nella Big Apple.
- New
York ci restituisce così una Loredana conscia
della sua esplisiva carica erotica disciolta in
canzoni che si distendono su nuovi ritmi:
ascoltare "Ninna nanna" per stabilire
finalmente se il sesso deve essere considerato un
peccato e se i fiati funky sono davvero una
esclusiva del popolo d'oltreoceano.
- L'avventura
americana ha anche portato Loredana alla
decisione ed al coraggio di scrivere i testi di
un paio di canzoni, "Lontano da dove" e
(soprattutto) "Number One", brano
assolutamente autobiografico. Ma è
"Goccia" la canzone che raccoglie al
meglio tutti i fermenti americani compressi con
grande abilità nei tre minuti del pezzo ed
innescati poi dalla voce dell'interprete, vera
miccia a combustione rapida.
- La
seconda parte dell'avventura americana delinea i
suoi contorni con maggiore precisione. E' la
volta di "Non sono una signora", una
ballata moderna decisamente italiana ma
scaraventata in avanti per la sua concezione.
"Per i tuoi occhi" si impone subito per
la compattezza dei suoni, per la scioltezza
vocale, per i temi affrontati che vanno sempre
oltre la facile narrazione di effetti scontati.
"I ragazzi di qui", "J'adore
Venice", "Traslocando" sono
canzoni ricche di espressività che confermano
l'ottimo livello medio raggiunto dalla Bertè nei
suoi dischi più maturi.
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