Fari che illuminano a giorno, flash impazziti, pellicole e obiettivi sparsi dappertutto. Sono le 13.00 di una giornata di fine luglio. In un immenso studio londinese il nostro fotografo dall'inconfondibile accento toscano dirige le operazioni di rito, muovendosi con passi felpati da un lato all'altro della stanza. Fuori sibila un insidioso vento nordico. Dentro, un gigantesco ventilatore non riesce a mitigare l'afa sprigionata dalle luci modello lampada abbronzante. All'improvviso, silenziosa come una pantera, spunta alle nostre spalle Skin. Sui jeans blu, arrotolati alla caviglia, indossa una minigonna di pelle nera. In testa una stranissima bombetta le copre il cranio rasato. È in anticipo clamoroso. «Ciao Italia», dice salutandoci con un sorriso abbagliante, «Welcome to London». Poi, si versa una tazza di caffè e vola nel camerino, da dove uscirà mezz'ora più tardi. Giusto in tempo per l'arrivo di Ace, Cass e Mark, i tre ragazzi della band che ha letteralmente stregato il pubblico italiano grazie a una miscela esplosiva di rock graffiante e melodie raffinate.

 

«Post Orgasmic Chill» in classifica per oltre venti settimane. 50mila in delirio sotto una pioggia torrenziale al Jammin' Festival di Imola... Tra voi e l'Italia c'è davvero un feeling speciale...
SKIN:«L'unica cosa certa è che noi amiamo l'Italia e che l'Italia ama noi. Le ragioni di questa popolarità possono essere svariate, ma di sicuro tra la band e il vostro pubblico si è creata un'alchimia magica. E non da oggi. L'Italia è stata uno dei primi paesi a scoprirci. Così ci siamo tornati più volte, costruendoci un seguito molto fedele». CASS:«Cosa c'è di meglio che essere molto popolari in un posto di cui amiamo: la gente, la cultura, il cibo, lo stile di vita? Diciamolo pure: siamo una band fortunata.»

E poi non ve la tirate da rockstar... A Imola i ragazzi del pubblico erano molto sorpresi di vedere Cass tra la gente che scattava fotografie senza security intorno...
SKIN:«L'immagine della rockstar isolata dal resto del mondo è ormai superata. È un fenomeno del passato, soprattutto degli anni 80. Certo a noi piace avere un bel look, ma tutti gli altri stereotipi dello star system non fanno parte del nostro modo di vivere e di intendere la musica». ACE:«Tra i miei sogni non c'è mai stato quello di diventare ricco e famoso per poi sfoggiare la villa con piscina. A me basta suonare la musica che amo in una band seguita da un grande pubblico». MARK: «Per me è tutto ok. Volevo suonare la batteria davanti a migliaia di persone ogni sera. E ci sono riuscito». CASS: «Siamo persone semplici e veniamo da famiglie normali e tranquille. Le nostre canzoni sono molto dirette, parlano della vita reale, di quello che succede a tutti. Comportarsi da rockstar nel senso classico del termine sarebbe andare contro la nostra natura».

Però un po' trasgressivi lo siete...Per esempio, nel testo di "Secretely" descrivete una relazione a tre. E il videoclip che racconta la storia tra due boys e una ragazza ha messo in allarme le censure di mezzo mondo...
SKIN: «La versione integrale ha scandalizzato, ma per motivi sempre diversi».  ACE: «In alcuni paesi non è piaciuta la scena dove i tre sfasciano la stanza di un hotel, in altri la sequenza dove rubano in un negozio. Per non parlare di quando si baciano dopo un tuffo in piscina. Soprattutto il bacio tra i due maschi ha creato un caso. Alla fine abbiamo adattato il clip alle varie esigenze perché il compromesso ci sembrava comunque meglio della censura totale: quel video è veramente troppo bello per non essere visto».

I media si occupano spesso della band non solo per ragioni musicali. Skin, ti dà fastidio essere al centro dell'attenzione perché hai ammesso la tua bisessualità?
SKIN: «Sarebbe noioso se si occupassero di me e del gruppo solo per le canzoni che scriviamo. La sessualità, ma anche la moda, lo sport e il cinema sono in qualche modo legati alla nostra musica. Basta che non si entri troppo nel personale, perché allora la curiosità diventa una forma di "violenza". Non ho nessuna intenzione di dare in pasto la mia vita privata a degli sconosciuti».

Tra musica e moda la connessione è sempre più stretta. Qual è il tuo rapporto con il look e il mondo degli stilisti?
SKIN: «Io amo la moda, ma non la prendo troppo seriamente. È divertente avere una bella immagine e dei vestiti che gratificano. Basta non diventarne schiavi, altrimenti diventa un boomerang».

 

(Gianni Poglio, Tutto, sett.'99)

 

 

 

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