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Le mie macchine fotografiche - Un po' di storia
Stagni carsici

Mi piaceva molto, e mi piace ancora oggi. L'avevo usata soltanto qualche volta, ma il fascino della messa a fuoco a telemetro, dell'impostare il tempo
ed il diaframma, della silenziosità dello scatto e dell'avanzamento della pellicola, mi aveva letteralmente conquistato. La fotografia, forse, non m'interessava poi molto, ma la macchina fotografica decisamente sì.
Nel 1968/69 iniziai ad occuparmi degli stagni carsici e la necessità di documentare ciò che vedevo mi riportò a lei: la Kodak Retina IIa di mio padre.

Maneggevole, leggera, made in Germany, obiettivo Schneider Kreuznach Retina-Xenon f:2/50mm, la Retina IIa di mio padre era accessoriata, tra l'altro, con un kit per fotografia ravvicinata. Anch'esso originale Kodak, era costituito da un telemetro per la correzione della parallasse e da tre lenti addizionali, racchiusi in uno splendido astuccio di pelle rivestito, internamente, con velluto rosso. Fantastico.
(Se a qualcuno interessa esiste la Historical Society for Retina Cameras - 50695 Ridgemoor Way Granger, Indiana 46530 - Phone: 219-272-4193 - E-mail: retinacam@msn.com).




Qui sopra, un'immagine della Kodak Retina IIa con il telemetro per le riprese ravvicinate ed una delle tre lenti addizionali.
A fianco, il dispositivo per la messa
a fuoco del telemetro per riprese ravvicinate fornisce anche l'indicazione della lente da utilizzare (I, II o III) e la distanza da impostare sulla camera.
 

Dalla Retina IIa sono passato alla prima reflex: una Pentax Mx con tanto di winder, un meraviglioso 20mm, un 28mm, uno zoom 80-200mm, il 50mm macro ed il "normale" 40mm. Nel tempo, completai il corredo con un 500mm catadiottrico Tamron. Acquistai anche, per poi rivenderlo quasi subito, un corpo Pentax ME Super e, poco tempo dopo, una Pentax K2 d'occasione con il 55mm f 1.8 che, invece, possiedo ancora oggi.
Nel frattempo, entrai in possesso di una biottica 6x6 Rolleiflex.
Un amico di famiglia me la lasciò in regalo al momento della sua dipartita.

Altra macchina eccezzionale che, nel fotografare, vuoi per il nome, vuoi per la storia, ma, soprattutto, per le caratteristiche costruttive, mi ha sempre regalato grandissime emozioni ed ottimi risultati. Riuscii a trovare delle lenti addizionali, anche se non originali, ed a scattare delle - per me - splendide diapositive. Il solo proiettarle era fonte di enorme soddisfazione.
L'usare il 6x6 mi faceva sentire, pur senza esserlo, un "vero" professionista. E che colori, che dettagli...
Non ancora soddisfatto, raggiunsi il massimo dell'appagamento con l'acquisto di un "solo corpo" motorizzato Pentax LX. Gran bella macchina.
La prima che, il mio miglior amico, fotografo e cineoperatore professionista, non criticò aspramente.
Lui era il convinto e fortunato possessore di almeno sei Nikon (F, F2, F2 con Photomic ecc.) e di quasi tutte le ottiche originali dal 17 al 300mm., nonché di un invidiatissimo 560mm Zeiss, di una Mamya RB67, di una Hasselblad CM, di una folding Linhof, di un banco ottico Toyo e... il resto non me lo ricordo più.
Per anni abbiamo piacevolmente disquisito di fotografia e di attrezzature fotografiche. Io ho sempre cercato di sostenere la teoria della fotografia "povera", lui quella della fotografia di "qualità". Forse, a pensarci bene, non gliel'ho mai nemmeno confessata l'invidia per la resa cromatica, il contrasto e la definizione delle sue ottiche. Gli invidiavo anche l'"occhio fotografico", ma questo glielo evevo detto, e, comunque, è un'altra storia. Solamente il 20mm e il 50mm macro della Pentax mi diedero dei risultati (parliamo di diapositive e non di ingrandimenti) che potevano tranquillamente reggere il confronto con i Nikon. Nel 1983 smisi di fotografare e svendetti l'attrezzatura.
Nel 1989, in occasione di un viaggio, acquistai un'autofocus, narturalmente Pentax: era una SF7 con il 28-80mm. Nel 1991, una serie di circostanze fortunate fece letteralmente riesplodere il mio interesse per la natura e per la fotografia.
Acquistai un 28mm, un 100mm macro ed un 300mm, tutti originali Pentax. E, subito dopo, sentii la necessità di un secondo corpo macchina: acquistai una Z1.

Scattavo che era un piacere...
la lettura "spot" dell'esposizione, l'autofocus, il flash completmente automatico... concentrarsi sul soggetto, sull'inquadratura e... click.
Non mi ricordo né come, né perché, ma un giorno mi ritrovai tra le mani una Canon EOS 10, con un 100mm macro, uno zoom 100-300mm, uno zoom 20-35mm, un corpo macchina 600 ed un po' di accessori (tubi di prolunga, flash esterno, ecc.). Una silenziosità di scatto eccezzionale,
un autofocus velocissimo e silenziososissimo... La qualità? Quella che avevo sempre sognato (pensando a Nikon). È così mi ritrovai con due corredi praticamente identici, ma ad utilizzare quasi esclusivamente quello Canon.
Tre anni d'attività intensissima. Fotografia, riprese video ed osservazione degli animali occuparono tutto il mio tempo libero. Affamato di medio e grande formato, o forse solo per spirito collezionistico, acquistai anche una Zenza Bronica ETRS II d'occasione. Con il corpo macchina c'era un 40 ed un 150mm, un secondo dorso ed i paraluci. Ordinai un tubo di prolunga da utilizzare con il 150mm e scattai una serie di rullini decisamente entusiasmanti. Il destino mi riservò, però, ancora nuove strade... Riabbandonai la fotografia e risvendetti tutta l'attrezzatura.

Dopo sette anni la passione, assopita e malcelata, è tornata ancora una volta a farsi sentire. Innamorato della Canon e delle sue ottiche USM ho rivisitato i negozi degli amici di un tempo. La grande Pentax, quella delle Spotmatic, delle K2 e delle LX l'ho ritrovata relegata al mercato consumer. Quasi tutti mi hanno proposta la Canon come prodotto di punta, la Nikon come quella dal rapporto qualità/prezzo più alto. Nonostante sia più che convinto della conquistata superiorità "Canon", questa volta, non ho saputo resistere: dopo tanti anni trascorsi al fianco di "signori" fotografi (tutti professionisti) che avevano scelto e decantavano Nikon, ho voluto farlo anch'io.


Le immagini di questa pagina sono state scattate con una Kodak digitale DC220

Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2003
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