Liberalizzare le droghe leggere.
Se si vuole affrontare il problema delle
droghe, penso sia giusto fare un piccolo riferimento all'uso delle droghe
nella storia dell'umanita'. Il vino per gli antichi romani era la droga
piu' diffusa e usata, in sud america gli indios utilizzavano da sempre,
la pianta di coca per alleviare le fatiche, gli sciamani delle tribu' primitive
nascondevano il loro uso di "erbe magiche" dietro le volonta'
divine, e non appena venne estratta l'eroina dall'oppio chi ne aveva
la possibilita' ne faceva un'uso spropositato; visti gli effetti dannosi
sull'organismo queste sostanze vennero bandite pian piano in tutti i paesi
del mondo, basti pensare che negli anni trenta negli stati uniti si arrivo'
a proibire l'uso dell'alcool.
In pratica nella storia dell'umanita' siamo
passati da un periodo senza regole, che ha permesso un uso oltre i limiti
di queste sostanze, a un periodo restrittivo che ha tentato di eliminare
dalla mente dell'uomo queste sostanze. Le restrizioni si sono pero' rivelate
un fertile terreno per la malavita organizzata, tanto che durante il proibizionismo
negli stati uniti una bottiglia di wisky scadente, e molto spesso nociva
alla salute piu' di una normale, raggiunse prezzi esorbitanti. Questi soldi
extra pagati per la sostanza ora divenuta preziosissima andavano alla malavita
che quindi aveva tutti gli interessi a creare quanti piu' alcolizzati possibili.
Quando negli stati uniti si decise di togliere
il proibizionismo non si avvero' la predizione di molti moralisti che vedevano
un mondo pieno di alcolizzati soltanto perche' ora il prezzo era accessibile,
ma la gente inizio a fare uso di alcool liberamente e coscenziosamente.
E' vero che ci sono molti alcolizzati che fanno del male a loro stessi,
ma e' anche vero che ce n'erano di piu' quando qualcuno aveva interesse
a crearne sempre di piu'. E' anche vero che quegli alcolizzati poveri che
erano costretti a rubare o a prostituirsi per una bottiglia di wisky ora
fanno del male soltanto a loro stessi.
Paragonando quello che successe negli stati
uniti durante e dopo il proibizionismo, si puo' ora pensare che la stessa
situazione, e' in atto in quasi tutto il mondo, per le droghe leggere quali
la cannabis e i suoi derivati. La malavita ricava
molti soldi dall'importazione e il commercio di queste sostanze
e ci sono molte persone che per guadagnare soldi facili entrano nel circuito
malavitoso spacciando queste sostanze.
Se la cannabis fosse liberamente venduta questi soldi
si tramuterebbero in entrate, sotto forma di tasse, per lo stato; ma a
questo punto entra normalmente in in gioco il discorso dei moralisti che
non vedono possibile che uno stato sia distributore di morte. E' pero'
vero che oggi lo stato guadagna molti soldi dalla vendita delle sigarette
e degli alcolici, e malgrado io ne sia indignato preferisco che sia lo
stato a guadagnare questi soldi invece della malavita; se non altro perche
lo stato obbliga i fabbricanti di sigarette a scrivere sui pacchetti che
il fumo uccide, indice campagne contro il fumo, e insegna nelle scuole,
che fumare fa' veramente male. Oggi ci sono milioni di consumatori di cannabis
e suoi derivati e lo stato semplicemente li ignora e non fa nulla per evitare
che la malavita vada davanti alle scuole a vendere la droga mentre un tabbaccaio
se non vuole perdere la licenza non puo' vendere a un bambino le sigarette.
L'atteggiamento dei proibizionisti e' lo stesso dello
struzzo, nascondono la testa sotto la sabbia
dicendo: "non possiamo offrire ai nostri giovani una societa' dove
sia lecito drogarsi", ma nel frattempo la malavita e' incentivata
a trovare nuove persone che si drogano. E' anche vero che si e' detto in
italia: "non possiamo permettere la prostituzione perche' il nostro
e' un paese civile", ma la realta' dei fatti e' che ora la notte le
strade pullulano di prostitute senza la minima cura neppure per la piu'
basilare delle regole igieniche.
E' molto facile per un politico dire che la
droga e' una cosa sbagliata, siamo tutti daccordo e il politico
guadagna consensi; bisogna invece avere il coraggio di ammettere che la
posizione proibizionista ha fallito e che non e' possibile, solo con una
legge, evitare che la gente si droghi.
Sarebbe bellissimo se bastasse una legge per poter evitare
che nel mondo ci siano i ladri o gli assassini ma non e' cosi'. Ma la differenza
fondamentale tra un assassino e un drogato e' che il drogato e' un suicida
metre l'assassino uccide gli altri. Per questo considero giusto recludere
un assassino o un ladro ma considero stupido condannare una persona che
vende la marijuana, perche la persona che vende marijuana la vende a qualcuno
che la vuole comprare e non e' attraverso l'eliminazione dei venditori
che si evita il commercio, perche' finche' ci sara' domanda, qualcuno in
grado di rischiare, per creare un'offerta, ci sara' sempre; e piu' sara
vietato e difficile, piu' il prezzo della merce salira'.
Lo stato deve assumere una posizione
coraggiosa per questi problemi, non basta dire e' sbagliato bisogna
considerare la popolazione come esseri pensanti e insegnare loro quali
sono le conseguenze di un comportamento e poi lasciar decidere al singolo
individuo, sempre che il comportamento non rechi danno ad altri individui.
Fabrizio Bitti