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I Lughi
Negli ultimi anni siamo stati spettatori di innovazioni tecnologiche, e relative applicazioni, con un ritmo incessante, quasi paranoico; la schiera di scienziati e di addetti ai lavori, si è prodotta in un costante sforzo per aumentare i profitti dell'Azienda pagante e, con un conseguente supporto pubblicitario, ha invaso il mercato con prodotti talvolta utili, talvolta originali, talvolta addirittura cloni e talvolta assolutamente inutili. Al riguardo di quest'ultima categoria di prodotti, ne abbiamo trovato molti che lasciano veramente perplessi. Uno degli ultimi esempi è un televisore di una nota Casa giapponese, che, forse non trovando più accessori da abbinare al povero tivù (televideo, suono stereo, satellitare, telecomando pluri-mega-multifunzione, pip, e altre diavolerie così) ha pensato bene di corredare il nostro elettrodomestico con una base ruotante. Proprio così: da telecomando possiamo ruotare il televisore. A prescindere da qualsiasi disquisizione tipo: -ma a che cazzo mi serve?- è chiaro che la rincorsa presa anche da grandi produttori verso il sempre più alto miraggio di grandi vendite, ha conferito un abbrivio tale che ormai non solo non è più possibile fermarsi, ma addirittura si va avanti, a testa alta, orgogliosi di produrre e proporre cose assolutamente inutili.
Ed ora arriviamo al punto chiave di questo servizio. La scienza, con l'aiuto di un'attento lavoro di indagine-marketing, ha messo al mondo un nuovo prodotto che farà impazzire tutti coloro che hanno fame di prodotti stravaganti e anelano ai prodotti più inutili.
L'intervista che segue metterà in luce questo nuovo prodotto, attraverso le delucidazioni del Professor Alverio Limonesio.
Il Prof. Limonesio è nato in Luganega nel 1987, pur essendo noi, attualmente, nel 1991, egli ha già sessantaquattro anni (ma ne dimostra la metà); è stato studente della Scuola Moderata della Madonna della Neve, laureatosi con 1000000 (un milione!) e lode all'università normale e anormale di Pisa, ha anche il diploma di cantore gregoriano, pur essendo completamente stonato. Si è espresso in modo eccellente anche in altre arti; ha infatti riscosso moltissimi assensi come pittore presso la nota ditta Spegassini Spa; ha il brevetto di pilota di pilotina, ha il brevetto di un cavatappi per fiaschina, ha il corsetto che si mette la mattina e ha il berretto senza niente che fa rima.
Il Prof. Limonesio, inoltre, ha una vastissima collezione di pantegane. Collezione per la quale va oltremodo fiero in quanto ne possiede di tutti i tipi: la pantegana da passeggio, la pantegana da salotto, la pantegana da guardia, persino la rarissima pantegana magnetica (con la quale ha vinto il concorso a Bussola Domani), per arrivare sino alla notissima pantegana da fogna. Grande bevitore, e intenditore di uischi dal colore chiaro e dal gusto pulito; non fuma, a volte brucia, non si lava e non pulisce il vater. Proviene da una modestissima famiglia, al punto che, avendo solo lo zio (non poteva permettersi il padre e la madre), i compagni di asilo lo chiamavano Quiquoqua. Ora risiede in una lussuosissima roulotte con sidecar. Luogo ove avviene l'intervista che segue.
Intervistatore:
Professor Limonesio...
Prof. Limonesio:
HALT! Mi chiami Esimiolimo, grazie.
Intervistat.:
Ah, mi scusi... Esimio Limo...
Prof. Limones.:
NO! Non Esimio Limo. Esimiolimo. Ha capito? E-si-mio-li-mo, tutt'attaccato.
Intervist.:
Oh, mi scusi... esimiolimo...
Prof. Limon.:
NOOO! Ma caro giovanotto, ora mi ha chiamato con la minuscola, capisce? Riprovi per cortesia...
Interv.:
Uh, mi scusi... Esimiolimo...
Prof. Lim.:
Ma cosa fa? Ora l'ha pronunciato come se fosse uno scioglilingua... Su, per cortesia, sia più fluido, si rilassi, Esimiolimo, Esimiolimo, vede come lo pronuncio io? Esimiolimo...
Inter.:
Vabbè, Esimiolimo, Esimiolimo...
Prof. L.:
Ma perché l'ha detto due volte? Cosa le prende? Si rilassi...
Int.:
Senta Esimiocazzo, non mi stia più a ravanare le coglie, va bene? facciamo quest'intervista di merda che abbiamo già occupato quasi mezza pagina di belinate.
Prof.:
...
I.:
Oh. Allora, mi racconti di questa sua ultima invenzione, e veda di non dire più stronzate. Per cortesia.
P.:
Bene. La mia invenzione risale a pochissimo tempo fa, per essere precisi a circa una mezzoretta. Consiste in un Lughimetro.
I:
...
P:
...
I:
... Beh? allora?
P:
Allora cosa?
I:
Che cazzo è 'sto lughimetro di merda?
P:
Lo ha pronunciato di nuovo con la minuscola. Ha l'abitudine delle minuscole?
I:
Vuole che le spacchi la faccia ora o facciamo un lising?
P:
No lasci stare. Vabbè il Lughimetro, come esprime il nome stesso, è un misuratore di Lughi.
I:
...
P:
Cosa c'è?
I:
Ma devo incazzarmi veramente? MI DICA COSA SONO I LUGHIPORCATROIA!!!
P.:
Eh? Ah, si... allora: i Lughi furono inventati presumibilmente da uno scienziato morto circa quarant'anni fa, tale Gianliuto Trappola. Il Lugo non è un apparecchio, un dispositivo o qualcosa che si muove o che produce o che taglia o che cuce, o qualcosa che scarrozza o qualcosa che scorrazza, o qualcosa che s'incolla o qualcosa che barcolla, o qualcosa che si mangia o qualcosa che si arrangia, o qualcosa che riposa, anzi, non sono nemmeno un oggetto fisico, per la verità. I Lughi sono uno stile, quasi una filosofia, una povera cosa ma ricca di particolari se si pensa paragonato all'immensità del deserto. E' un pensiero che ti avvolge, è ciò che ai jedi dà la possanza, naturalmente non in prima istanza...
I:
Ma lei dice sempre così tante stronzate tutte in rima?
P:
Ma che le prende? Perché è aggressivo? le sto spiegando cosa sono i Lughi.
I:
Va bene... vada avanti.
P:
Oh, dunque. Come dicevo i Lughi non hanno una collocazione precisa nello spazio, come lei e me, o come la sedia o come la tappezzeria sul muro, o come l'auto per strada, o come il poggiolo sulla casa, o come la rana nello stagno, o come l'ozono sopra al mondo o...
I:
Riattacca con le cazzate?
P:
E vabbè ma se non mi fa spiegare...
I:
E si sbrighiii
P:
D'accordo! D'accordo. Dov'ero rimasto?... Ah sì. Allora: i Lughi non hanno una collocazione nello spazio, e non ce l'anno nemmeno nel tempo...
I:
...
P:
Non capisce?...
I:
Cosa?
P:
Non hanno collocazione né nello spazio, né nel tempo...
I:
E allora?
P:
Ma come: "allora"? Se non hanno collocazione nello spazio e nel tempo... cosa le suggerisce questo?
I:
E non lo so... non esistono.
P:
E bravo, caro lei. Se non esistevano, come facevo io a fare un Lughimetro? Come facevo a misurare i Lughi, se, secondo lei, i Lughi non esistevano?
I:
mhhnghnmhgnnn...
P:
Vabbè non s'inquieti. Sarò più chiaro. Prenda per esempio un negroide del Buntu, di quelli ghe barlano duddi gozì ghe bare ghe non gabisgono nulla ma ghe anno un'anima anghe loro. Ecco, bene. Se anche loro hanno un'anima ma noi non li capiamo berghè barlano gozì, allora fra noi c'è qualcosa in comune...
I:
...
P:
... allora?
I:
... l'anima?
P:
BRAVO!, L'anima. Ma cos'è che non abbiamo in comune?...
I:
... i Lughi?
P:
MA NO! Perdio! La comunicazione, il verbo, il modo di parlare no?
I:
Ah si.
P:
Oh, bene. A questo punto lei avrà capito che cosa sono i Lughi, con questo esempio...
I:
... no. Non ci ho capito un caccio.
P:
Caccio?
I:
Vabè, mi sono confuso: un cacchio.
P:
Ah, scusi.
I:
Ma le pare.
P:
Allora le spiego meglio. Prenda per esempio un datore di lavoro che assume tre persone. Gli dice: siete in grado di realizzare dispositivi elettronici e poi io li vendo? E i tre rispondono di si. Allora il datore di lavoro dice che ogni cosa che gli viene in mente, la propone ai tre e loro, giù a lavorarci. A questo punto succede che i tre lavoratori, dopo aver portato a termine i lavori che il capo gli aveva ordinato, gli dicono: noi abbiamo finito quello che ci aveva chiesto, caro capo. Allora il capo, che è pervaso dai Lughi, ci pensa un po' su e dice, improvvisamente: non me ne frega più una mazza. Avete speso 'nu sacch'e suordi e n'agge visto nnìente... I tre, sbigottiti, si chiedono dove hanno sbagliato, visto che il capo gli ha detto di fare una cosa, loro l'anno fatta, e il capo si è incazzato. Così succede che il capo, preso sempre più nel vortice lugoso, propone ai tre di licenziarsi ma, dato che non vuole fare il cattivo furibondo (e non vuole avere problemi con sindacati ecc.), dice ai tre che gli paga una società dove lui c'è al cinquanta per cento e loro che si dividano le quote un po' come vogliono. I tre, che non hanno Lughi per la testa, rimangono temporaneamente interdetti e dopo averci pensato un po' su, pensano che la società non è poi così una cattiva idea, anzi, ma che però bisogna parlarne un po' meglio con il capo. Il capo, intanto non si fa trovare e, anzi, fa sapere ai tre che i tempi stringono e che si devono decidere a fare la società. O no. Allora i tre cercano di trovare il capo per parlargli ma il capo non c'è mai. Succede che il capo decide che la società va fatta il lunedi: -lunedi tutti dal notaio-. Ma i tre cascano dalle nuvole perché è venerdi cercano di far capire al capo che almeno prima di lunedi bisognerebbe almeno parlarne un po'. Ma il capo che ha sempre più Lughi che gli ronzano intorno, dice che non crede di riuscire a parlargli, ai tre. E allora?...
I:
Allora i Lughi sono quando uno si comporta da stronzo...
P:
Shhhh! Non alzi la voce... No non è solo quando uno si comporta da stronzo. O meglio, forse non è essere stronzi. I Lughi sono quando uno c'ha il cervello che fa puff puff come una locomotiva o quando uno si sente male, o come quando uno è un drogato, insomma, quando non c'è comunicazione, e magari, quando è troppo in pressione, e magari è una persona timida, gli capita che faccia cose di questo tipo. Era solo un esempio. Come quello del negroide.
I:
Ho capito. Ma il Lughimetro?
P:
Eh bè, vede, è la diretta conseguenza di dover fronteggiare, in questa società, il dilagare dei Lughi, che nascono per svogliatezza, per ignoranza, per arrivismo e via così.
I:
Ma allora, con questo oggetto si possono tenere a distanza le persone pericolose?
P:
Certo. Oppure, al contrario, si possono avvicinare.
I:
Come sarebbe?
P:
Vede, caro amico, il fatto che una persona abbia i Lughi, non è detto che sia necessariamente pericolosa. Per esempio quei tre del racconto, hanno fatto un'esperienza che gli ha insegnato un casino di cose della vita. E ne hanno fatto, anche se involontariamente, tesoro. Ora, se ognuno possedesse un Lughimetro, potrebbe usarlo nel migliore dei modi... La persona che abbisogna di un'esperienza, lo userebbe per avvicinare coloro che sono pervasi dai Lughi, e le persone che volessero invece vivere una vita tranquilla, lo userebbero per allontanarsi da coloro che hanno i Lughi. Non solo, ma prenda per esempio i missionari. Invece di andare in giro a rompere le palle a quelli che sono come eravamo tutti diecimila anni fa, potrebbero invece aiutare quelli che hanno i Lughi, a liberarsene, per fare in modo che fra diecimila anni non siamo tutti così.
I:
Ho capito. E' molto interessante.
P:
Vede, per farle un esempio pratico, io prima le ho volutamente suscitato i Lughi. E lei c'è cascato: s'è incacchiato.
I:
Già...
P:
Bene. In un Lughimetro vicino a lei, c'è registrazione dei Lughi che l'anno presa poc'anzi.
I:
... e dov'è?
P:
Guardi come ha ridotto i braccioli della poltrona..
© Emilio 1992
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