Impegno delle FS: Amianto, bonificate le carrozze di Campo Marte (il mattino 15/09/01) |
Legambiente
ottiene un'altra vittoria. L'amianto, la fibra altamente cancerogena,
che per anni è stato utilizzato dalle Ferrovie dello Stato per
coibentare le carrozze ferroviarie, non rappresenterà più
un incubo per i residenti delle strade che si affacciano sullo scalo ferroviario
di Campo Marte a Padova. Qualche giorno fa, la direzione nazionale di
Trenitalia ha deciso di spostare le carrozze coibentate con l'amianto
per avviarle alla distruzione in una discarica controllata. «Tutto è nato per un'inchiesta scaturita da una protesta di molti abitanti della zona che avevano sottoscritto una petizione inviata al sindaco di Padova: a coordinare l'iniziativa è stato lo Sportello Giuridico di Legambiente», spiega Gianni Genghini. «Siamo riusciti a documentare la presenza di una trentina di carrozze con amianto. E, nonostante la smentita di Trenitalia, possiamo assicurare con prove fotografiche che alcune di questi vagoni, soprattutto quelli semidistrutti da un recente incendio, erano praticamente nascosti e non segnalati», aggiunge Genghini. «La pericolosità delle fibrille d'amianto, minerale fuorilegge dal 1992, è documentata da una tragica sequenza di morti per mesoteliosi e asbestosi, ovvero un particolare tipo di tumore polmonare. L'amianto è tanto più pericoloso se circolante nell'aria che respiriamo, anche a causa della sottigliezza delle fibrille. Basti pensare che in un centimetro lineare di amianto sono presenti ben 335.000 fibrille. Tutto ciò dimostra facilmente che se le fibre d'amianto vengono disperse nell'aria esse sono facilmente aspirabili senza che l'uomo possa avvertirne l'introduzione», spiega Legambiente. Vinta la battaglia con le Fs, l'associazione si augura che le autorità politiche padovane agiscano con tempestività anche per affrontare le altre emergenze-amianto. Al primo posto della lista c'è il mercato agroalimentare di corso Stati Uniti, dove i tetti in eternit, prodotto che contiene amianto nella misura del 50 per cento, mettono in pericolo la salute dei cittadini», conclude Gianni Genghini. |