Lassociazione lancia una campagna con i comitati. Obiettivo: "esportare" nei quartieri il modello via San Francesco (il gazzettino 02/12/01) |
Legambiente:
«Il degrado è in periferia» Scarsa manutenzione, sporcizia, colate di cemento in arrivo. Ma il problema principale è il traffico di Paolo Gabrielli In quale stato versano i quartieri periferici? Disastroso, secondo Legambiente. Scarseggia la manutenzione ordinaria, il verde è mal tenuto, la sporcizia abbonda. Non solo. In alcune aree, come consentito dalla variante al Prg per le opere di edilizia privata, starebbe per abbattersi anche una colata di 2 milioni di metri cubi di cemento. Infine, c'è il problema del traffico ed il conseguente inquinamento atmosferico ed acustico, che raggiungono livelli allarmanti. Per i responsabili di Legambiente ce n'è abbastanza per avviare una campagna di sensibilizzazione e per dare risposte concrete al progressivo degrado. Il modello da "esportare" in periferia è quello di via San Francesco, la strada recentemente liberata dal traffico automobilistico grazie ad una dura e lunga battaglia dei comitati dei residenti e della stessa associazione. «Periferie di qualità quindi, creando una "via San Francesco" in ogni quartiere cittadino. È questo l'obiettivo che ci prefiggiamo di raggiungere nei prossimi mesi - annunciano Andrea Nicolello e Carlo Gianelle - Legambiente, insieme con i cittadini ed i comitati di quartiere che lo vorranno, identificherà le strade dello smog, elencherà i punti più critici nei quali il traffico dovrà essere bloccato, le vie da pedonalizzare ed i percorsi di riqualificazione del tessuto urbano». La campagna nasce dalla constatazione che gli assi di attraversamento oggi hanno una serie di funzioni: passaggio extraurbano, convergenza del traffico locale con immissione a pettine sulle dorsali, e vie mercato. «Dai dati del Pum - ricorda Nicolello - sappiamo che nelle periferie transita la massa più consistente della mobilità: 612 mila spostamenti giornalieri, di cui 394 mila hanno origine nelle periferie stesse, e 218 mila dall'esterno di Padova. Di fatto, gli assi dorsali sono in stato di precollasso o collasso in senso proprio, soprattutto nelle ore di punta perché su di essi si sono caricate funzioni pesanti utilizzando sezioni e conformazioni viarie nate in contesti molto diversi».Legambiente si prefigge così l'obiettivo di ottenere, collaborando con i comitati, che nelle periferie nascano varie aree centrali locali: luoghi dell'identità dei singoli rioni, spazi di aggregazione e di vita sindacale. «Concretamente - spiega Nicolello - bisogna investire sulla qualità dell'arredo urbano dell'area, prevedere un giardino, progettare una percorribilità non solo automobilistica ma anche ciclopedonale, inserire simboli, possibilmente anche di tipo artistico». L'associazione propone ai cittadini dei vari quartieri di lavorare insieme, e si dichiara pronta a mettere a disposizione una serie di strumenti. «Il primo passo - spiega Nicolello - è l'avvio di rilevazioni con un censimento da parte dei volontari. A finire sotto la lente di ingrandimento saranno le aree verdi, le piste ciclabili, il traffico, l'arredo urbano e la sicurezza stradale davanti alle scuole. Ogni volontario adotterà il suo rione e, armato di schede di rivelazione, monitorerà il degrado ,individuerà e fotograferà i dieci edifici del '900 abbandonati e da recuperare». Nello stesso tempo verrà avviata anche una campagna di analisi dell'inquinamento atmosferico e acustico con campionatori passivi di benzene ed un fonometro. «In questo modo - continua Nicolello - i comitati avranno la dimostrazione scientifica del tassi di "mal'aria" esistente nel quartiere». Infine, ci sarà un confronto con urbanisti e tecnici per elaborare le proposte. Intanto, per domani alle 20,45, Legambiente ha convocato un primo appuntamento preso la Casa Arcobaleno, in via Cornaro 1. Nell'occasione saranno presentate la scheda e le modalità del censimento. Alla fine, tutti i dati saranno inseriti in un "libro bianco" che verrà distribuito ai cittadini. |