Legambientenews

Continua l'inchiesta della procura sull'inquinamento atmosferico. - 23/02/2002

Martedì 26 Lucio Passi sarà sentito dal PM Paolo Luca come persona informata sui fatti

Va avanti l'inchiesta del PM Paolo Luca sull'inquinamento a Padova, originata da due denunce che Legambiente ha depositato, in quanto portatrice degli interessi diffusi della cittadinanza, come parte offesa. Martedì Lucio Passi, Coordinatore di Legambiente Padova sarà sentito come "persona informata sui fatti".

La denuncia più recente, del 5 marzo 2001, riguarda il benzo (a) pirene, e accusa il Sindaco di non aver ottemperato, lo scorso anno, al Decreto 163/99 che impone la limitazione della circolazione, qualora, come nel caso di Padova, l'inquinante superi i limiti di legge: cosa che accadde nel '99, nel 2000 e nel 2001.
Nel 2001 il benzo (a) pirene ha raggiunto la media annua di 2 nanogrammi contro 1 che è il limite di legge. Nel 2000 la media fu di1,7. L'aumento della presenza dell'inquinante nell'aria che respiriamo è il frutto della mancanza di provvedimenti di limitazione del traffico dello scorso anno.

Dalla settimana scorsa una tardiva ordinanza del Sindaco, che fa riferimento, oltre che al Pm10 anche al "superamento del valore obiettivo del benzo (a) pirene, indicatore degli IPA totali", ha dato il via a provvedimenti che in forme ridotte, inefficaci e non risolutive, limitano parzialmente la circolazione nei fine settimana: ieri il traffico è stato ridotto solo del 12%. A cosa può servire?

Tale ordinanza, però, è la prova provata che la limitazione della circolazione andava assunta anche nel 2001, provvedimento che non è stato preso, e che configura le responsabilità penali rappresentate da Legambiente nella denuncia del 5 marzo scorso.

L'altra denuncia, del 16 ottobre 2000, riguardava il Pm10, che ha raggiunto livelli elevatissimi in città. Allora Legambiente denunciò la mancanza di centraline atte a monitorare la frazione respirabile delle particelle sospese, le PM10, come invece prescritto dal DM 25 novembre 1994. Solo dai primi mesi del 2001 è partito il monitoraggio.
Tale mancanza è di estrema gravità. Ha privato le autorità sanitarie e la comunità scientifica di dati essenziali. Cosi in questi anni non sono stati presi i necessari provvedimenti a tutela della salute.

 

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