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Provvedimenti antismog: a un mese da quando la situazione dell'inquinamento è stata denunciata da Legambiente arrivano le prime misure - 07/02/2002

In ritardo, farraginose, difficili da gestire, limitate nel tempo, da risultare probabilmente inefficaci

La limitazione del traffico per combattere Pm10 e benzo (a) pirene sopra la media annue consentite è un atto dovuto a norma di legge ed è doveroso per la tutela della salute. Tuttavia le tardive e limitate misure decise sono così articolate da risultare complicate e discriminatorie: rischiano di essere incomprensibili per i cittadini, ingovernabili da parte della polizia municipale, al punto da rischiare di non produrre effetti apprezzabili. A questo punto è vitale che l'ARPAV fornisca (a tutti!) i dati di benzo (a) pirene e delle PM10 in tempo reale per poter verificare l'efficacia dei provvedimenti e governarli in corso d'opera.

Lo ribadiamo ancora: la limitazione del traffico per combattere Pm10 e benzo (a) pirene sopra la media annue consentite è un atto dovuto a norma di legge ed è doverso per la tutela della salute. Legambiente, che ha sollevato il problema circa un mese fa ha sempre richiesto con forza provvedimenti di limitazione della circolazione, trovandosi di fronte Amministratori che prima hanno negato l'esistenza del problema (qualcuno ricorda le dichiarazioni sui giornali tra il 9 e il 15 gennaio?), poi hanno preso tempo prospettando interventi, da soli, inefficaci, come il lavaggio delle strade e la fluidificazione del traffico. Credo che sia merito anche dell'incalzare continuo di Legambiente se ora la limitazione del traffico viene considerata ineludibile. Però intanto si è perso gennaio, un mese in cui probabilmente, grazie alla siccità, i valori dei due inquinanti in questione sono stati ancora più elevati della già alta media annua registrata nel 2001.

Tuttavia le misure decise: blocco dei diesel, ma solo alcuni, blocco delle auto a benzina, ma solo quelle non catalizzate, blocco delle moto, ma solo quelle a due tempi, blocco dei mezzi pesanti, ma non dal 15 come gli altri bensì dal 22 febbraio… ingenereranno un confusione indescrivibile nei cittadini. Soprattutto renderanno l'opera di chi deve controllare il rispetto del blocco un'operazione staordinariamente complicata.
Anche perché in questo marasma di disposizioni è evidente che in coloro che scarseggia il senso civico il pensiero di poterla "fare franca" può diventare presto una convinzione.

Alla luce di tutto questo le misure di limitazione del traffico potrebbero rivelarsi così deboli da risultare inefficaci, soprattutto rispetto al benzo (a) pirene che al contrario delle PM10, che sono emesse prevalentemente dai diesel, è prodotto in particolare dai mezzi a benzina, in misura maggiore da quelli non catalizzati, ma per una buona quota anche da quelli catalizzati.

Debolezza che è comunque svelata dal periodo previsto per l'attivazione del blocco: fino al 24 marzo, quando tutti sanno che le medie superano i valori consentiti nei primi tre e nei secondi tre mesi dell'anno. La limitazione va dunque programmata da subito anche per ottobre, novembre e dicembre.

Resto poi tutto sul tappeto il problema della discriminazione sociale che un provvedimento così articolato produce: in sintesi chi ha più quattrini e possiede macchine ultimo modello, o più auto tra cui una esentabile dal blocco circolerà sempre e comunque…

E allora evidente che se l'Amministrazione non metterà in campo un piano di emergenza (potenziamento del trasporto pubblico, convenzioni con i taxi, car poling -permesso di circolazione ad ogni tipo di auto con almeno 3 persone a bordo-) un'ampia fascia di cittadini sarà ingiustamente penalizzata.

Forse un blocco complessivo della circolazione avrebbe costretto il Comune a mettere mano con energia al trasporto pubblico, cosa che in qualche modo con i provvedimenti decisi, si sente autorizzato a non fare.

Infine, sul ruolo dell'ARPAV: è evidente che è di vitale importanza poter monitorare l'efficacia dei provvedimenti che si vanno a prendere. Esiste la serie storica dei dati dello scorso anno, e quindi è possibile un confronto, per quanto solo indicativo, che può permettere di governare con maggior efficacia le misure in corso. E' però necessario che l'ARPAV sia molto più spedita nel fornire i dati di benzo (a) pirene e PM10 (sul suo sito i dati di questi inquinanti compaiono mediamente con un mese di ritardo e senza il mese di riferimento) a tutti, associazioni, media, cittadini, e non solo al Comune, perché e diritto di tutti sapere che cosa si sta respirando!

 

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