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Legambiente: sì alla raccolta porta a porta dei rifiuti a Padova! - 06/12/2001

La raccolta differenziata porta a porta deve partire anche a Padova, e le alternative proposte dai DS non sono credibili. Tuttavia così com'è progettata da APS la raccolta della frazione organica del rifiuto, che inizierà a Gennaio in Centro Sorico, rischia di trasformarsi un un boomerang.

La raccolta della frazione organica del rifiuto in maniera separata è la condizione necessaria per poter raggiungere l'obiettivo del 35% di raccolta differenziata fissato dal Decreto Ronchi, e la città di Padova, secondo Legambiente, deve ricorrere a questa scelta se vuole decollare da quel 20% su cui è ferma da anni.

Da tempo i Comuni della provincia, tra i primi in Italia quelli dell'Alta nel bacino PD1, sono ricorsi alla raccolta differenziata dei rifiuti con il metodo del porta a porta superando il 50% di raccolta differenziata. La pratica è quindi piuttosto consolidata, certo ci sono state delle difficoltà in passato, che comunque sono state superate di buon grado soprattutto quando la popolazione è stata ben informata e non lasciata a se stessa. Tale soluzione è stata adottata da comuni della nostra provincia governati da qualsiasi colore politico.

Legambiente prende spunto dalla polemica aperta dai DS di Padova per ribadire che per fare la raccolta differenziata porta a porta è fondamentale seguire le regole del buon senso e quelle della maggiore personalizzazione del servizio, perché un servizio uguale per tutti mette in seria difficoltà, così come progettato, molte categorie di utenti: anziani, coppie con figli, lavoratori notturni ecc.

"Ci domandiamo" dichiara Davide Sabbadin della Direzione di Legambiente Padova, "perché si parte dal Centro Storico, il quartiere più difficile, e senza i necessari accorgimenti?. Serpeggia il sospetto che fra qualche mese qualcuno se ne uscirà dichiarando che il sistema è impraticabile e bisogna passare all'incenerimento è un sospetto diffuso…"

Tuttavia l'alternativa del doppio cassonetto stradale, proposta dai DS però, ha già evidenziato in molte realtà regionali la sua inefficacia. Questo sistema non garantisce che la frazione organica del rifiuto venga effettivamente separata, senza un controllo diretto degli operatori ecologici porta a porta non è possibile verificare chi si comporta in maniera corretta e chi no. Solo pochi virtuosi si prenderanno la briga di separare l'organico e metterlo nell'apposito cassonetto, mentre gli altri continueranno a buttare il rifiuto indifferenziato tanto nessuno potrà risalire al proprietario del sacchetto in un cassonetto stradale.

"E' sulla base di questa esperienza" sostiene Sabbadin "che Legambiente boccia la proposta dei DS, ma allo stesso tempo condivide le preoccupazioni sulla limitatezza dell'intervento nel solo centro storico e sulle difficoltà che l'impostazione data al sistema creerà alla popolazione. In questo modo si da la possibilità ai "poco virtuosi" di conferire i loro rifiuti indifferenziati nei quartieri limitrofi, magari la mattina passando per andare al lavoro. Ecco perché la proposta dell'Amministrazione ha senso se viene allargata a tutto il Comune di Padova.

Ma cosa serve, dunque, perché l'iniziativa riesca?
Dal punto di vista dei costi del servizio è pur vero che con il porta a porta aumenteranno, d'altro canto diminuiranno i rifiuti portati in discarica e quindi i costi di smaltimento: numerosi sono gli studi di settore che confermano che nel complesso i costi di raccolta e smaltimento non cambiano, con maggiori benefici ambientali se si ricorre alla raccolta differenziata spinta.

Per una corretta e funzionale raccolta domiciliare però, Legambiente segnala che sono necessarie alcune condizioni:
- Il conferimento esclusivamente in sacchetti biodegradabili (mater-bi), già in vendita in molti supermercati e negozi.
- La fornitura di un bidoncino apposito alle famiglie con il quale conferire in rifiuto in strada (no ai sacchettini volanti che fanno sporco e creano disagi) o di un bidone condominiale apposito (una specie di cassonetto condominiale)
- UNA MASSICCIA E CAPILLARE CAMPAGNA INFORMATIVA: è su questo punto che l'azione del comune e di APS è maggiormente deficitaria: a pochi giorni dalla partenza del servizio nessuno sa praticamente nulla sul perché e sul come del servizio…così ci si attirano solo le critiche degli eco-furbi!

"Resta comunque forte" conclude Sabbadin "la contrarietà di Legambiente sulle scelte fatte per la città di Padova nel Piano Provinciale dei Rifiuti, quale la separazione meccanica del rifiuto a valle della raccolta, sistema che comporta investimenti miliardari senza nessun effettivo beneficio per l'ambiente".

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