Legambiente
ha presentato oggi alla stampa un dossier su 30 casi di rischio ambientale
a padova a cui l'amministrazione comunale non ha dato risposte
Mercoledi' il dossier e' stato consegnato al procuratore capo Calogero,
durante l'incontro avuto con i responsabili di Legambiente
Quella
del Sindaco Destro doveva essere l'Amministrazione del dialogo con i
cittadini: appare sempre più evidente, col passare del tempo,
che non lo è, certo non nel campo della tutela dei cittadini
dai rischi ambientali. Rischi conclamati, come nel caso dei superamenti
dei limiti per quanto riguarda rumore e inquinamento atmosferico, amianto
ed elettrodotti, o potenziali, come nel caso delle antenne radiobase,
ma per le quali deve vigere il "principio di precauzione"
assunto da tutti i paesi membri dell'Unione Europea.
In
questo dossier Legambiente richiama 30 casi di rischio ambientale segnalati
all'Amministrazione Comunale dal momento del suo insediamento ad oggi.
Richieste
di intervento rivolte da gruppi di cittadini e da Legambiente con lettere,
petizioni, richieste di incontro ecc, che il più delle volte
non hanno semplicemente ricevuto risposta.
Va
però contestualmente notato che solo in pochissimi dei casi qui
presentati, (eppure quasi tutti hanno avuto risonanza pubblica), si
è potuto osservare l'interessamento dell'Opposizione.
Emerge
così un'immagine del problema dei rischi ambientali a Padova
complessivamente sottovalutata dal Ceto politico cittadino, che sia
esso al governo o all'opposizione. Naturalmente è ben più
grave la posizione di chi oggi ha dirette responsabilità di governo,
che, oltre a permettere che moltissimi cittadini vengano esposti costantemente
a varie tipologie di rischi ambientali, è venuto meno alla promesse,
ampiamente profuse in campagna elettorale, di mantenere un dialogo diretto
con i cittadini e le associazioni al fine di risolvere i problemi.
Mercoledì
18 il seguente Dossier, è stato consegnato da una delegazione
di Legambiente, durante un incontro svoltosi presso il Tribunale, al
Capo della Procura della Repubblica di Padova, Pietro Calogero, e al
Magistrato che coordina il gruppo "Investigazione e Ambiente"
della Procura, Dr.ssa Cescon Il Dossier è stato acquisito come
ulteriore fonte di informazione dalla Dr.ssa Cescon, nel quadro degli
accertamenti che saranno effettuati a seguito delle precedenti denunce
di Legambiente.
Il
Procuratore Capo Calogero ha infatti assicurato ai responsabili di Legambiente,
Lucio Passi e Andrea Nicolello, che la Procura di Padova, attraverso
il gruppo coordinato dalla Dr.sa Cescon, indagherà per accertare
se i fatti esposti da Legambiente prima, e poi da due ulteriori esposti
firmati da circa 2000 cittadini, sussistono.
Si tratta delle denunce che contestano al Sindaco e all'Amministrazione
Comunale l'omissione di provvedimenti, previsti dalla normativa vigente,
per contrastare i livelli di inquinamento acustico e atmosferico della
città oggi ampiamente oltre le soglie consentite per legge, e
del monitoraggio del PM10 (polveri sottili). Vedi ultime due pagine
del Dossier.
Molti dei casi raccolti nel dossier (elettrodotti, amianto, antenne)
sono stati segnalati allo sportello giuridico di Legambiente, il cui
responsabile è Gianni Genghini. Il lavoro su traffico e inquinamento
acustico ed atmosferico è stato Coordinato da Andrea Nicolello
Vice Presidente di Legambiente. I casi di illegalità dell'Amministrazione
e le conseguenti denunce alla magistratura sono state curate da Lucio
Passi, Coordinatore Politico di Legambiente.
DOSSIER
30 CASI DI RISCHIO AMBIENTALE A PADOVA A CUI L'AMMINISTRAZIONE NON HA
DATO RISPOSTE
ELETTRODOTTI
Elettrodotto
di Via Bembo
L'elettrodotto rasenta un asilo e una scuola gestita dalle Suore, la
denuncia pubblica della situazione effettuata da Legambiente il 28 settembre
2000 aveva suscitato molto clamore. Quella volta si era scomodato persino
il Sindaco in persona. L'Enel comunque aveva risposto che se si volevano
fare i lavori di interramento, essi erano molto costosi ed in ogni caso
erano a totale carico del Comune di Padova. Da allora nulla più
si è saputo.
Camin
A distanza di pochi metri insistono un elettrodotto da 132.000
volt dell'Enel e la Centrale Enel di Camin, un alto traliccio che sostiene
un ripetitore di radiobase Wind e varie parabole per le radiotelecomunicazioni
dell'Enel e di Infostrada. Tutto questo insiste in una zona dove tra
il 1992 e il 1999 si sono registrati sette morti di tumore e leucemie
linfatiche. Legambiente ha sollevato pubblicamente la necessità
di (almeno) diradare le fonti inquinanti il 2 novembre 2000.
Elettrodotti
delle Ferrovie dello Stato nella zona di Via Cortivo a Pontevigodarzere
Passano a pochi metri da scuole e abitazioni. I cittadini di Pontevigodarzere,
insieme a Legambiente, chiedono che il Comune di Padova si adoperi presso
le F.S. per tutelarli. La prima denuncia pubblica di Legambiente risale
al 5 marzo 2000. Recentemente i cittadini sono passati alle vie legali,
visto che l'Amministrazione Comunale non ha neppure posto il problema
alle FS.
Elettrodotto
Enel di Via Donatello, quartiere S. Agostino, tra la Guizza e Albignasego
L' inquinamento elettromagnetico si aggira attorno ai 25/30 microtesla
nelle abitazioni sottostanti. Infatti dai cavi in proiezione alle case
più vicine non ci sono più di 20 metri. Una petizione,
sottoscritta dal Comitato Ambiente S. Agostino e appoggiata da Legambiente,
risalente al gennaio 2001 chiedeva almeno nuove misurazioni e interventi
presso l'Enel.
Elettrodotto
Enel da 220.000 volt di Via Decorati al Valor Civile
All'altezza del civico 17 bis un traliccio in cattive condizione
e privo di manutenzione da molti anni incombe su un fabbricato con il
tetto in Eternit (amianto) e a poche decine di metri dai caseggiati.
La sinergia delle due fonti di inquinamento preoccupa un gruppo di 17
famiglie residenti nei pressi. La richiesta al Sindaco di Padova di
intervenire presso l'Enel del 15 marzo 2001 non ha mai avuto risposta.
Elettrodotto
Enel da 132.000 volt di Via Piva, 3 a Granze di Camin
Problema sollevato insieme a un gruppo di genitori della scuola
materna, che lamenta la latitanza del Comune e le promesse del Sindaco
non mantenute. Bambini in tenera età e insegnanti della Scuola
Materna "Sacro Cuore" sono costretti a convivere con l'elettrrosmog
dell'elettrodotto Enel. Il Sindaco di Padova sull'onda delle vivaci
proteste risalenti allo scorso aprile aveva promesso che si sarebbe
adoperato per l'interramento. Ma del problema di Granze non si è
saputo più nulla.
Linea
Enel In Via Col. Arimondi da 132.000 volt
Attraversa alla base il giardino condominiale dove giocano i bambini
tutti i giorni. Inoltre gli appartamenti distano a circa 15 metri dai
cavi dell'alta tensione. Problema sollevato da Legambiente il 10 aprile
scorso
Linea
elettrica da 132.000 volt delle F.S. in Via Fra Mauro e Via Sacchi
Dista circa 10 metri dagli appartamenti di in zona. I residenti
chiedono verifiche immediate da parte dell'Arpav, ma se non sarà
il Comune ad richiederle all'ARPAV i costi per i residenti risulteranno
improponibili. Denuncia alla stampa di Legambiente dell'aprile scorso.
AMIANTO
Mercato
Agroalimentare di C.so Stati Uniti
"Sopravvivono" dopo dieci anni ben 20.000. metri quadrati
di tetto in Eternit. L'amianto è vecchio è sovrasta la
frutta e la verdura che viene distribuita in città. Legambiente
ha chiesto chiede alle autorità risposte precise varie volte,
il 10 novembre 2000, e ancora il 2 Aprile 2001.
Amianto
nelle carrozze ferroviarie in sosta a Campo Marte (Padova).
Diverse famiglie che si lamentano del pericolo di dispersione delle
fibrille di amianto in caso di incendio o quant'altro. Denuncia pubblica
di Legambiente del 18 marzo 2001.
Scuole
Qualche risposta è stata data ai Comitato genitori contro
l'amianto, con la deliberazione dell'Amministrazione di iniziare ad
eliminare in cinque plessi le parti in cemento amianto purtroppo ancora
presenti in almeno altre 10 scuole.
TRAFFICO,
RUMORE, INQUINAMENTO ATMOSFERICO
Via Cavazzana.
Via Cavazzana è vittima di un traffico di attraversamento
improprio, è una vera e propria autostrada urbana per i veicoli
che attraversano la città da nord a sud, da est a ovest.
Sono oltre 2.500 le auto che vi transitano nella fascia oraria di punta
7,30 - 9,30, mentre nell'intera giornata i passaggi sono oltre 16.000.
Il suo essere una circonvalazione impropria è dimostrato dal
fatto che pur essendo dentro le mura è immancabilmente esclusa
dalle chiusure al traffico operate in occasione delle Domeniche ecologiche.
In tutte le rilevazioni effettuate, a partire dal novembre 2001 il benzene
nell'aria è risultato sempre al di sopra della soglia di legge
di diecimicrogrammi per metro cubo. Il rumore supera la soglia di legge
di oltre 10 decibil 76 contro 65.
Via
San Francesco
Nel maggio del 2000 nasce il Comitato di via San Francesco che
chiede la pedonalizzazione della via. Legambiente tra il 22 e il 29
maggio rileva traffico, rumore e benzene. Dalle 6 alle 22 di ogni giorno
passano poco meno di 10.000 veicoli, il rumore è a 74,4 decibel,
10 più del limite consentito, e il benzene è oltre il
valore di legge: 13 microgrammi/mc. In Giugno Comitato e Legambiente
incontrano Sindaco e Assessore alla Mobilità Morini e all'Ambiente
Scanagatta che dicono che nella realizzazione del Piano Urbano della
Mobilità avrebbero tenuto conto della richiesta di pedonalizzare
almeno la parte finale della via, allo scopo di limitare il traffico.
In Ottobre - novembre 2000. Legambiente compie nuovi rilievi nella via.
Il benzene è sempre al di sopra dei 10 microgrammi/mc che sono
il valore limite. Nello scorso Febbraio gli Assessori Morini, Scanagatta
e Riccoboni incontrano nuovamente Legambiente e Comitati, e annunciano
che il Piano Urbano della Mobilità prevede forse la pedonalizzazione
nel 2010 e solo dopo la realizzazione di un autosilos a Pontecorvo
Via
Umberto I
La via è vittima di un traffico di attraversamento improprio,
un' autostrada urbana per i veicoli che attraversano la città
da nord a sud.
Nella settimana dal 14 al 17 novembre 2000 Legambiente, ha rilevato
il benzene in due punti della vie che è risultato a 19,6 e 16,5
microgrammi/metro cubo, oltre il limite prescritto per legge di 10.
Le misurazioni sull'inquinamento acustico effettuate martedì
da Legambiente in collaborazione con il Comitato dei cittadini, parlano
chiaro: via Umberto è fuori norma, sono ampliamente superati
i limiti di legge. Media giornaliera 7,00 - 21,00 = 75.3 Db>>limite
massimo per legge = 65 Db media giornaliera.
I residenti ne chiedono la Pedonalizzazione l'Amministrazione ha fatto
vaghi accenni alla possibilità di pensarci dopo il 2003
Piazzale
Pontecorvo
Attualmente a Porta Ponte Corvo, detta Liviana, costruita nel 1517
da Sebastiano da Lugano, è attribuito lo scomodo ruolo di semplice
spartitraffico. La piazza, priva di un disegno urbano, non assolve ad
alcuna funzione se non quella di essere l'imbuto del traffico di attraversamento
in centro storico dal lato est. In particolare è luogo di transito
delle auto che vogliono evitare gli ospedali seguendo via Ospedale vecchio,
quelli che tagliano per via del Santo per arrivare al Prato della Valle
e quelli che vogliono arrivare comunque alle piazze percorrendo via
San Francesco.
Nella settimana dal 11 al 15 dicembre 2000 Legambiente, ha rilevato
il benzene che è risultato a 11,5 microgrammi/metro cubo , anche
in questo caso oltre il limite prescritto per legge di 10.
Le misurazioni sull'inquinamento acustico effettuate 12 dicembre 2000
da Legambiente in collaborazione con il Comitato dei cittadini, parlano
chiaro: anche piazzale Pontecorvo è fuori norma, sono ampliamente
superati i limiti di legge.
Media giornaliera 7,00 - 20,00 = 73.14 Db>>limite massimo per
legge = 65 Db media giornaliera.
I residenti chiedono la Pedonalizzazione, il Comune risponde progettando
di reallizare un autsilos.
Piazza
Castello
I residenti chiedono che il Comuni blocchi il traffico che usa
la Piazza come scorciatoie per attraversare la città. I rilevamenti
di Legambiente riguardanti il rumore attestano una media attorno ai
70 decibel, cinque di più dei 65 consentiti per legge.
Padova
est
I residenti riuniti nel Il Comitato vivi (a) Padova est lamentano
l'invivibilità di un quartiere isolato ed inquinato dall'attuale
sistema della viabilità. L'amministrazione li ha condannati a
morte condannato a morire con l'espansione edilizia a Padova est (vedi
Ikea ed altre lottizzazioni).
Villa
Ferri
Da anni il Comitato Ferri chiede soluzioni al traffico attirato
(e dall'inquinamento acustico prodotto) da Villa Ferri, vera e propria
discoteca mascherata da circolo cultural, in zona Sant'Agostino tra
la Guizza e Albignasego.
Via
Galliano
Da anni i residenti si lamentano del rumore provocato dal traffico
attirato dal Centro Giotto - Auchan e dai camion che tra 06 e le 09
scaricano le merci con il motore acceso. Rilevazioni effettuate da Legambiente
verificano un inquinamento acustico ben al di sopra dei limiti consentiti
dalla legge. Data a novembre 2000 l'ultima delle numerose lettere inviata
dai residenti e Legambiente all'Azienda e al Comune restata senza risposta.
ANTENNE
Sono numerosissimi i casi di cittadini che si sono opposti, in
varia modo alla presente di antenne per telefonia mobile o radiotelevisive
sulle loro teste.
Qui ricordiamo solo coloro che hanno chiesto a Legambiente di unirsi
alle loro sollecitazioni verso il Comune
Via
Gattamelata
Creò scalpore, il caso, denunciato pubblicamente da Legambiente
il 9 febbraio 2000 delle due antenne di "radiobase" (una delle
Telecom e una della Omnitel) posizionate sul tetto del Silo Autopark
di Via Gattamelata, di fronte (a 48 metri) al Day Hospital oncologico
pediatrico "Casa della Speranza". Ma le antenne sono ancora
lì.
Ghetto
Inutile anche la petizione inviata al Comune circa un anno fa "Comitato"
del Ghetto, e resa da pubblica da Legambiente il 5 febbraio 2001 contro
l'installazione di un'antenna "Blu". Anche in questo caso
il Sindaco non ha risposto. Ora la "radiobase" fa bella mostra
di se sul tetto dell'Hotel Toscanelli.
Via
Forabosco, Via Zugno, Via Moroni
Petizione di 7 famiglie. Protestano pubblicamente, dal febbraio
2001 contro le antenne estremanente ravvicinate della Telecom in Via
Forabosco e di altre in Via Moroni, e Piazza Azzurri d'Italia. Senza
risposta
Via
Luxardo
Petizione del Comitati di firmata da 107 cittadini. Questa protesta
riguarda un'antenna Omnitel. Inviata nel marzo 2001.
Via
del Bigolo
Protesta per un'antenna Omnitel. Denuncia pubblica di Legambiente
dell'8 marzo 2001.
Vie
Palestro, Monte Santo, Via Goito, Via Monte Pertica, Via Sorio, Via
Brigata Mentana
Petizione popolare firmata da 110 cittadini che protestano dal
15 marzo scorso per l'antenna della legione dei Carabinieri di Via Melette,
per l'antenna Tim di Via Monte Santo, per l'antenna di Telechiara di
Via Cernaia, per il traliccio Omnitel di Via Monte Pertica, per l'antenna
Omnitel di Via Mentana.
Via
Chieti
Nuova petizione dei genitori della Scuola Media Vivaldi che protestano
perché la sezione verrà trasferita a Settembre nella Scuola
Media A.Palladio di Via Chieti, proprio di fronte, a 32 metri, dalla
Centrale Telecom dove esiste una potente stazione di "radiobase".
Questa vicinanza è vietata anche dal permissivo "Regolamento"
approvato dal Comune di Padova. Denuncia pubblica di Legambiente del
5 maggio 2001.
Via
Bergamo
E' in corso la vertenza del Comitato e di Legambiente che alcuni
giorni fa hanno impedito fisicamente l'installazione di un impianto
alcatel. L'Assessore Perlasca non ha voluto ricevere Legambiente.
ILLECITI
AMBIENTALI DELL'AMMINISITRAZIONE COMUNALE
Oltre
ai sopraelencati casi specifici, Legambiente ha rilevato alcuni eclatanti
mancanze di rispetto delle normative ambientali da parte del Comune,
che mettono in pericolo la salute di tutti i cittadini. Qui di fronte
alle reiterate richieste di Legambiente il Comune non è intervenuto.
Per cui sono state presentate alcune denunce, oggi al vaglio della magistratura,
Benzo
(a) Pirene
Marzo 2001. Denuncia per la non ottemperanza da parte del Sindaco, e
degli Amministratori comunali di Padova, del Decreto 163/99 che impone
la limitazione o il divieto della circolazione nel territorio comunale
ai fini della prevenzione dell'inquinamento atmosferico, nella fattispecie
quello relativo al benzo (a) pirene.
Infatti, il Sindaco, preso atto che a Padova, (in tutto il territorio
del Comune), è stato superato nell'anno 2000 il limite consentito
per legge del benzo (a) pirene (come certificato dall'Agenzia Regionale
per la Protezione Ambientale) avrebbe dovuto, secondo il citato decreto
163/99, disporre entro e non oltre il 1 febbraio di quest'anno (2001),
"la limitazione della circolazione dei veicoli a motore
Richieste alla magistratura
Che si indaghi per verificare l'omissione d'atti d'ufficio, di cui all'art.
328 c.p. e per la non ottemperanza del Decreto 163/99, in particolare
all'art. 4, comma 3 e il reato di cui agli art. 674, 40 c.p. per non
avere impedito il protrarsi di eventi dannosi per la salute pubblica.
Iscrizione
al registro della Procura numero 3997/01
Inquinamento
acustico
Ottobre 2000. Denuncia per la mancata realizzazione del piano di
risanamento acustico nel Comune di Padova. In 150 strade della città
è accertato il superamento dei limiti.
Richieste alla magistratura
che indaghi onde accertare le penali responsabilità in relazione
ai fatti esposti per
· l'omissione o il rifiuto d'atti d'ufficio, di cui all'art.
328 c.p. per la non ottemperanza della Legge n. 44726 ottobre 1995 (legge
sull'inquinamento acustico), dell' art. 217 del T.U. leggi sanitarie
e in ogni caso per inerzia alla diffida di Legambiente datata il 23/10/2000
· Il reato di cui art. 659 c.p. e art. 40 c.p. per non avere
impedito il protrarsi del disturbo delle occupazioni e del riposo delle
persone, di eventi dannosi per la salute pubblica
Iscrizione
al registro della Procura numero 1791/00
PM
10
Settembre 2000. Esposto per il mancato rilevamento pm10 (le micidiale
polveri sottili a cui sono attribuite dall'OMS 4000 morti all'anno in
Italia) nel comune di Padova fino al febbraio 2001 (per legge doveva
essere messo in atto dal 1995)
Richiesta alla magistratura
"che vengano appurate le eventuali responsabilità penali
da parte delle competenti autorità in questi anni tenute a garantire
ed attivare il monitoraggio del PM10 in atmosfera nel Comune di Padova,
che mai è stato effettuato, definendo nel contempo a chi, in
ultima analisi, incombeva la responsabilità di garantire l'attuazione
del monitoraggio in oggetto"
Iscrizione
al registro della Procura numero 1471/00
|