Legambientenews

Benzo (a) pirene - 18/01/2001

MENTRE L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE TACE LEGAMBIENTE HA INFORMATO OGGI LA CITTADINANZA, ATTRAVERSO UNA CONFERENZA STAMPA SVOLTASI ALLE 11.30, DEL GRAVE INQUINAMENTO DA BENZO (A) PIRENE A PADOVA

IL BENZO (A) PIRENE SUPERA I LIMITI DI LEGGE IN TUTTA LA CITTA’
I DATI SONO UFFICIALI E CERTI: NELLA CITTA’ DI PADOVA NEL 2000 E’ STATO SUPERATO IL VALORE-OBIETTIVO DEL BENZO (a) PIRENE
A QUESTO PUNTO IL DECRETO DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE 21 APRILE 1999 N. 163 IMPONE AL SINDACO L’ADOZIONE DI MISURE DI LIMITAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE IN TUTTA LA CITTA’!

Come si evince dalle tabelle allegate, nel 2000 il valore-obiettivo (media annua) del benzo (a) pirene è stato ampiamente superato.
Il Decreto del Ministro dell’Ambiente 21 aprile 1999 n. 163, recita testualmente “quando il valore medio annuo di concentrazione degli idrocarburi policiclici aromatici, con riferimento al benzo (a) pirene, in atmosfera (…) supera il valore obiettivo di cui al Decreto del M.P.A. del 25 novembre 1994, il Sindaco dispone la limitazione della circolazione dei veicoli a motore nelle zone dove le sorgenti mobili di emissione contribuiscono a livelli di inquinamento rilevati nell’area di superamento” (art. 4, comma 1).
E questo valore obiettivo di 1 nanogrammo per metrocubo d’aria è stato superato nell’anno 2000, raggiungendo 1.7 nanogrammi. Ciò è certificato dai rilevamenti compiuti durante l’anno dalle centraline APRAV, i cui risultati, trasmessi agli uffici comunali preposti, sono in possesso dell’Amministrazione Comunale di Padova.
Va sottolineato che, avendo l’ARPAV effettuato le misurazioni in tutte le tipologie di centraline (A;B;C;) prescritte dal Decreto del M.P.A. del 25 novembre 1994, l’intera città va considerata interessata dal superamento del valore obiettivo di benzo (a) pirene.
Se si confrontano i dati del 2000 con quelli del 1999 si nota che il manifestarsi del benzo (a) pirene è stato sostanzialmente identico nei due anni. Il che è spia della mancanza della messa in atto di politiche da parte dell’Amministrazione Comunale per combattere l’inquinamento e la sua causa principale: il traffico.
Quest’immobilismo ha ottenuto che Padova sia inquinata da benzo (a) pirene ormai da ben 2 anni consecutivi.
E’ evidente che l’aver rimandato la realizzazione della Tramvia, i cui lavori avrebbero potuto iniziare nel giugno del 1999, e che una volta pronta avrebbe prodotto una reale diminuzione delle automobili in circolazione, condannerà la città a subire questa situazione per chissà quanti anni ancora. Infatti il triplice progetto di metrobus dell’Amministrazione (che chissà se e quando sarà pronto) punta ad un aumento di passeggeri trasportati di soli 20.000 sull’intero sistema urbano che si traduce in un modesto + 2 % se rapportato agli 800.000 spostamenti complessivi che caratterizzano la città di Padova. E’ evidente che questo non basta è che l’obiettivo di minima dovrebbe essere quello del raddoppio degli attuali 100.000 passeggeri trasportati dall’Acap a 200.000.
Legambiente mise in guardia questa amministrazione dal pericolo benzo (a) pirene già il 18 dicembre 2000 con una comunicazione rivolta al Sindaco, attraverso il protocollo generale del Comune di Padova. Come al solito non c’è stata nessuna risposta.

Oggi, quindi Legambiente ha diffidato il Sindaco all’ottemperanza tutti gli obblighi previsti dal Decreto del Ministro dell’Ambiente 21 aprile 1999 n. 163, ed in particolare a dar corso alle misure di limitazione o divieto della circolazione ai fini della prevenzione dell’inquinamento atmosferico previste dal decreto stesso. In caso contrario, decorso il termine previsto dall’articolo 328 c.p., ed in difetto di risposta, si rivolgerà all’autorità giudiziaria, onde accertare eventuali responsabilità penali (cioè l’omissione dell’ottemperanza del decreto 163.)
Se Giustina Destro vorrà rispettare la legge (e la salute dei cittadini) dovrà ricorrere al blocco della circolazione a fasce orarie o alle targhe alterne in tutta la città. La responsabilità sarà soltanto sua e della sua Giunta, che ha perso un anno a fare promesse e a non far nulla di concreto.
Per non penalizzare indiscriminatamente tutti i cittadini per Legambiente è arrivato il momento di mettere in atto provvedimenti di eliminazione del traffico di attraversamento della città (125.000 spostamenti su automobile) che oggi rappresenta un obiettivo non solo attuabile ma non più procrastinabile.
In pratica si tratta di gerarchizzare l’uso delle strade:
· Utilizzare l’anello tangenziale per convogliare tutti gli attraversamenti.
· Destinare l’anello delle circonvallazioni interne (mura cinquecentesche), raggiungibile con direttrici radiali, solo a coloro che devono raggiungere delle mete interne alla città.
· Non consentire l’attraversamento del centro prevedendo percorsi a «U», che consentono di raggiungere per scopi operativi il centro, ma senza poterlo attraversare. E’ necessario quindi chiudere il varchi che permettono ancora gli attraversamenti: (e sono proprio queste le strade dello smog).
· Nei quartieri distinguere tra strade di collegamento e strade ad uso residenziale.
· Infine è necessario ampliare le aree pedonali, non limitandosi al centro storico, dove comunque ci sono aree di pregio da salvaguardare, ma individuandole anche nei quartieri come elementi di riqualificazione.
· Va invece fermamente contrastato il rilancio dell’idea, tanto in voga poco prima di tangentopoli, di realizzare nel centro di Padova vari autosilos. Idea che va nella direzione opposta: non allontana le auto dal centro, ma anzi le richiama (ogni posti silos centrale arriva a richiamare da tre a cinque auto)

Occorre invece che il PUM abbia alla base un obiettivo di fondo: togliere traffico dalla città. Chiediamo all’Amministrazione che il secondo stralcio del PUM stabilisca che l’area centrale della città non sia più utilizzata dal traffico di attraversamento.

Il Coordinatore di Legambiente Padova (Dr. Lucio Passi)


SEGUONO TABELLE BOX SU CAUESE ED EFFETTI BENZO (a) PIRENE

Tabella. Benzo(a) pirene - misure presso i 3 siti fissi - Anno 2000 - Fonte ARPAV


Arcella (T. Aspetti)

Ospedale civile

Via Ospedale Parco Treves

unità di misura

ng/m3

Tipologia centralina: ex DM 20/5/91

C

B/C

A

Gen. - 2000

6.1

7.5

5.9

Feb. - 00

2.8

3.6

2.9

Mar. - 00

1.4

1.1

1.2

Apr - 00

0.2

0.1

0.4

Mag. - 00

0.2

0.2

0.1

Giu. - 00

0.1

0.1

0.1

Lug. - 00

0.1

0.2

0.1

Ago. - 00

0.2

0.2

0.3

Set. - 00

0.3

0.3

0.4

Ott. - 00

1.5

1.3

0.7

Nov. - 00

0.9

1.1

1.5

Dic. - 00

6.9

5.9

5.6

Media

1.7

1.8

1.6


media annua cittadina


1.7

Limite di riferimento (D.M.A. 25/11/94) 1 ng/m3 (nanogrammo per metro cubo d’aria)

Tabella. Benzo(a) pirene - misure presso i 3 siti fissi - Anno 1999 - Fonte ARPAV


Arcella (T. Aspetti)

Ospedale civile

Via Ospedale Parco Treves

Unità di misura

ng/m3

Tipologia centralina: ex DM 20/5/91

C

B/C

A

Gen-99

6.9

5.1

5.1

Feb-99

2.8

1.7

3.8

Mar-99

1.3

/

1.6

Apr-99

0.1

/

0.2

Mag-99

0.1

/

0.1

Giu-99

0.1

0.1

0.1

Lug-99

0.1

0.1

0.1

Ago-99

0.1

0.1

0.1

Set-99

0.4

0.4

0.2

Ott-99

1.0

1.5

1.1

Nov-99

2.7

2.4

2.2

Dic-99

6.2

5.7

5.8

Media

1.8

1.9

1.7


media annua cittadina


1.8

Limite di riferimento (D.M.A. 25/11/94) 1 ng/m3 (nanogrammo per metro cubo d’aria)

BENZO (A) PIRENE DA DOVE VIENE, COME SI COMPORTA, QUALI SONO GLI EFFETTI SULLA SALUTE COME ARRIVA IN ATMOSFERA
Principalmente viene emesso in atmosfera dagli autoveicoli in due modi:
1. Come residuo della combustione: a causa della non perfetta combustione del combustibile, il BP viene emesso nei fumi di scarico.
2. Un’altra via di emissione del BP è, come per ogni altro Idrocarburo Policiclico Aromatico è quella delle perdite per evaporazione.

COMPORTAMENTI DEL BENZO (A) PIRENE
Da notare, lo si osserva anche nelle tabelle, come le concentrazioni nei mesi freddi siano drasticamente più elevate rispetto a quelle del semestre caldo. Questa variabilità stagionale dipende dalla sua natura foto e termo sensibile. E’ evidente quindi che vanno presi e mantenuti provvedimenti di limitazione del traffico da ottobre-novembre a febbraio marzo. A Padova nel ’99 e nel 2000 dicembre e gennaio si sono rivelati i mesi peggiori.

DANNI ALLA SALUTE
Il benzopirene è agente cancerogeno, mutageno e teratogeno.
La pericolosità è maggiore di quello che si potrebbe pensare.
Infatti il benzopirene, come gli altri idrocarburi, viene adsorbito molto facilmente dalle polveri fini (pm10) che si formano in fase di combustione.
Esse, date le ridotte dimensioni, non vengono fermate dai filtri presenti nel corpo umano, e arrivano direttamente nelle basse vie respiratorie dove, oltre a "intasarle" liberano le sostanze tossiche adsorbite. Da qui vengono trasferiti, tramite la circolazione del sangue negli organi vitali, fegato in particolare.
Esistono inoltre numerosi dati sperimentali che attestano che tra i vari inquinanti si sviluppano pericolose e in gran parte sconosciute sinergie: sia l'anidride solforosa che il biossido di azoto, per esempio, agiscono con il benzopirene, aumentando il potere mutageno di questo pericoloso idrocarburo.

PROPOSTE DI SOLUZIONE
Oltre a quelle immediate e più efficaci di limitazione del traffico, a livello europeo si stanno studiando standard di qualità più elevati per i carburanti.

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