Documento sull'urbanistica sostenibile a Padova |
a cura di Sergio Lironi I fattori di crisi della città contemporanea. Un
diffuso senso di malessere pervade i cittadini della nostra città.
Un senso di smarrimento e di perdita d'identità, una crescente
insofferenza verso un ambiente urbano che presenta segni evidenti di
degrado e che spesso, anziché favorire la vita di relazione e
gli scambi sociali, viene percepito come elemento ostile da cui isolarsi
e difendersi. Elementi per un progetto di città sostenibile. Se
di qualcosa la città di Padova non è carente sono gli
studi ed i progetti. Negli ultimi quindici anni spesso, su vari fronti,
la nostra comunità è stata all'avanguardia a livello nazionale
nell'elaborazione di analisi, proposte e progetti di settore decisamente
interessanti. Dalle indagini sul territorio periurbano del 1985 (che
sono state alla base di tutti i successivi progetti di formazione di
un organico sistema del verde) al progetto di un'estesa rete di percorsi
ciclabili del 1989, dalle indagini sulle diverse forme d'inquinamento
urbano (programma "Macbeth") al progetto di un innovativo
sistema di metrotram ed alla predisposizione di un Piano Urbano del
Traffico (da non confondere con l'attuale PUM) che incentivava la formazione
di isole ambientali a traffico limitato, dalla predisposizione del Piano
Energetico Comunale (uno dei primi approvati a livello nazionale) alla
definizione di alcuni indicatori biologici per la revisione del Piano
Regolatore Generale,
1. - Occorre in primo luogo essere coscienti del fatto che molte delle problematiche della città di Padova devono necessariamente essere affrontate e risolte a scala comprensoriale, coinvolgendo in un unico quadro di programmazione e gestione territoriale almeno una quindicina di comuni limitrofi già oggi di fatto strettamente interconnessi con il capoluogo. Corretta risultava dunque da questo punto di vista l'indicazione fornita dal PTP - Piano Territoriale Provinciale (purtroppo solo adottato dalla passata Amministrazione e mai divenuto operativo) secondo cui tutte le principali attività economiche, commerciali e di servizio ed i programmi di trasformazione (densificazione e riqualificazione) edilizia, per evitare un ulteriore distruzione delle risorse territoriali, dovrebbero concentrarsi in un ristretto numero di nuove polarità esterne (7 secondo il PTP), servite da un'efficiente rete di trasporti pubblici ed in grado di offrire una qualità abitativa effettivamente competitiva rispetto a quella del nucleo centrale. 2. - Un secondo aspetto riguarda la salvaguardia e la riqualificazione di tutte le aree periurbane non edificate, con la realizzazione di un articolato sistema di aree destinate a verde pubblico, verde privato e parchi agricoli, in grado di dar vita (grazie anche all'organizzazione policentrica degli insediamenti sopra delineata) ad una vera e propria "green belt", una cintura verde che circondi e perimetri l'edificato, ristabilendo differenze di paesaggio e chiarezza di margini e confini. Un insieme di biotopi e spazi verdi strettamente interconnesso, soprattutto attraverso le più importanti aste fluviali, ai grandi sistemi naturalistici della pianura padana ed in grado di incunearsi nello stesso tessuto urbano: un sistema che non può comunque essere concepito unicamente quale spazio residuale rispetto alle infrastrutture urbane, ma che deve essere progettato in forma unitaria e sostenuto incentivando interventi di forestazione ed il diffondersi di nuove forme di agricoltura biologica. 3. - Anche all'interno della città di Padova il sistema del verde deve svolgere un ruolo essenziale non solo per ristabilire gli equilibri ecologici fondamentali (ossigenazione, disinquinamento, effetti microclimatici più favorevoli allo svolgimento delle attività umane, ), ma anche per la ricostruzione di una forma e di una nuova identità urbana. Per la formazione di un organico sistema del verde urbano - come da molti anni rivendicato dalle associazioni ambientaliste - sono necessari sia la realizzazione di alcuni grandi parchi, che devono funzionare da veri e propri polmoni del sistema (Basso Isonzo/Bacchiglione/Aeroporto; Terranegra/Roncajette; Morandi/Brenta; ), sia la creazione di una fitta rete di percorsi e corridoi ecologici in grado di connettere tutti gli elementi del sistema e la miriade di spazi ed aree già attualmente esistenti. 4. - Riorganizzare con finalità ecologiche la città esistente significa anche romperne l'attuale monocentrismo, conferendo identità ai diversi quartieri urbani ed ai singoli rioni, valorizzandone le differenze, potenziandone l'autonomia economica e decisionale, decentrando i servizi, fornendo spazi d'aggregazione, di produzione culturale e vita sociale (Centri civici) capaci di dar vita a nuove centralità urbane. 5. - Complementare all'azione di potenziamento e riqualificazione delle periferie deve essere la definizione di normative urbanistiche, di programmi di recupero e di politiche sociali ed economiche finalizzate a mantenere nel Centro Storico quote significative di residenza pubblica e privata (con particolare attenzione per le classi economicamente più deboli), salvaguardando nel contempo il ricco tessuto di attività connesse all'artigianato ed al commercio tradizionali. 6. - Dal Centro Storico vanno invece progressivamente allontanate le attività economiche e di servizio incompatibili con la salvaguardia dell'immagine e della morfologia urbana e con un accettabile livello di qualità della vita. Tra queste attività vanno oggi in particolare segnalate quelle connesse all'Azienda Ospedaliera, di cui - anziché assecondare i progetti di ampliamento nella sede attuale - va programmato l'esodo verso aree esterne, facilmente accessibili con i mezzi di trasporto pubblico e privato ed inserite in un ambiente meno cementificato e disumano di quello attuale. 7. - Altro aspetto centrale per la riqualificazione del Centro Storico di Padova è costituito da un radicale ripensamento del rapporto che deve intercorrere tra gli spazi e le infrastrutture gestiti dall'Università e la città nel suo complesso. Mentre in molte città europee la presenza universitaria contribuisce alla vivacizzazione ed alla positiva qualificazione degli spazi e della vita urbana, spesso nella nostra città avviene il contrario. Importanti aree cittadine dove più diffusa è la presenza di insediamenti universitari, soprattutto quando il quartiere è prevalentemente abitato da anziani (basti ricordare il Portello), la sera diventano luoghi di desolazione e degrado accentuando il senso di isolamento ed abbandono percepito dai residenti. Occorrono in queste situazioni interventi mirati di recupero urbanistico, ma occorre anche richiedere all'Università una gestione più aperta dei propri spazi, che potrebbero essere messi a disposizione (anche in orario serale) di studenti, cittadini e associazioni per iniziative culturali e ricreative, rompendo la storica separatezza tra le istituzioni accademiche e la comunità cittadina. 8. - Riqualificare l'ambiente urbano significa curarne la forma e l'immagine, ma significa anche ridurne drasticamente i livelli d'inquinamento e le fonti di pericolo che ne rendono problematica la fruizione. La riqualificazione urbana si connette quindi strettamente ai problemi della mobilità e del traffico, principale causa delle più diverse forme d'inquinamento. Centrale deve dunque essere la battaglia per la realizzazione di un efficiente sistema di trasporto pubblico, di cui - siamo tuttora convinti - le moderne tramvie restano lo strumento più efficace per una realtà urbana quale quella di Padova. La rete di trasporto pubblico (anche per ragioni di efficienza economica e trasportistica) si deve necessariamente integrare con una coerente politica di limitazione e moderazione del traffico privato, di formazione di isole ambientali con strade a carattere prevalentemente residenziale e di estese zone pedonalizzate anche nelle aree centrali dei quartieri periferici. 9. - L'insieme degli strumenti della pianificazione urbanistica, dei piani di settore e dei programmi d'intervento dell'Amministrazione Comunale dovrebbe trovare uno strumento di coordinamento e di sintesi nelle formulazione di un "Ecopiano", pensato come piano-processo che definisca gli indirizzi strategici di trasformazione urbana e territoriale, le possibili sinergie e le priorità operative e che consenta di verificare per ogni singolo progetto e per ogni nuova iniziativa la congruenza con i vincoli ambientali e con le strategie complessive. 10.
- Un ultimo, fondamentale, aspetto del processo di riconversione ecosostenile
della città qui delineato, deve riguardare la partecipazione
dei cittadini. La partecipazione alle scelte ed alla gestione dei processi
di trasformazione urbana non solo è uno strumento essenziale
per garantire il successo dei programmi attivati e per modificare realmente
i comportamenti, le abitudini di consumo e gli stili di vita della comunità
urbana, ma anche per costruire un nuovo senso d'identità e d'appartenenza
fondato su di una visione condivisa dei destini della città,
di ciò che la può positivamente (virtuosamente) caratterizzare
e distinguere rispetto alle altre realtà urbane.
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