Legambientedocumenti

Documento sull'urbanistica sostenibile a Padova

a cura di Sergio Lironi

I fattori di crisi della città contemporanea.

Un diffuso senso di malessere pervade i cittadini della nostra città. Un senso di smarrimento e di perdita d'identità, una crescente insofferenza verso un ambiente urbano che presenta segni evidenti di degrado e che spesso, anziché favorire la vita di relazione e gli scambi sociali, viene percepito come elemento ostile da cui isolarsi e difendersi.
Quali le cause? Alcune riguardano indubbiamente i più generali meccanismi di pianificazione e di crescita della città contemporanea e sono comuni a larga parte delle realtà urbane europee; altre sono più specificamente attribuibili alla storia ed al governo della nostra città.
Tra i principali e più determinanti fattori di crisi possiamo - molto sinteticamente - in particolare ricordare:
- La formazione di una città diffusa, estesa nel territorio, senza più chiari confini tra l'ambiente costruito e l'ambiente naturale, priva di forma, d'identità e di colore, che si caratterizza ormai solo per una diversa intensità di tonalità grigie, per i diversi gradi di densificazione edilizia.
- La rigida specializzazione funzionale delle diverse parti dell'aggregato urbano (zoning), con conseguente perdita di complessità dei diversi quartieri, alcuni dei quali vivono compiutamente solo per alcune ore del giorno o solo alcuni giorni della settimana, diventando negli altri periodi luoghi d'abbandono e degrado.
- Il diffondersi di sempre più preoccupanti forme d'inquinamento (aria, acqua, terra, rumore, elettrosmog, …) che minacciano la salute dei cittadini e degradano l'habitat. Tra le molteplici cause quella più evidente e devastante è connessa al traffico veicolare, che, oltre a rendere irrespirabile l'aria della città, contribuisce in misura straordinaria alla distruzione di risorse energetiche non rinnovabili, all'effetto serra (e quindi ai cambiamenti climatici in atto a scala planetaria) ed a rendere insicure strade e piazze, un tempo luoghi importanti di incontro e di relazioni sociali.
- La carenza di servizi e di spazi d'aggregazione e vita comunitaria, che favorisce il processo in atto d'atrofizzazione dei rapporti sociali e di atomizzazione della vita dei singoli e delle famiglie, trasformando i quartieri residenziali in alveari umani, abitati da estranei "connessi in rete" solo via etere o doppino telefonico.
- - L'assenza di un chiaro e condiviso progetto di trasformazione urbana ed il crescente distacco tra le istituzioni ed i cittadini, che accrescono il senso di estraneità dei singoli rispetto al governo della città e rendono improbabile la formazione di una identità comunitaria.

Elementi per un progetto di città sostenibile.

Se di qualcosa la città di Padova non è carente sono gli studi ed i progetti. Negli ultimi quindici anni spesso, su vari fronti, la nostra comunità è stata all'avanguardia a livello nazionale nell'elaborazione di analisi, proposte e progetti di settore decisamente interessanti. Dalle indagini sul territorio periurbano del 1985 (che sono state alla base di tutti i successivi progetti di formazione di un organico sistema del verde) al progetto di un'estesa rete di percorsi ciclabili del 1989, dalle indagini sulle diverse forme d'inquinamento urbano (programma "Macbeth") al progetto di un innovativo sistema di metrotram ed alla predisposizione di un Piano Urbano del Traffico (da non confondere con l'attuale PUM) che incentivava la formazione di isole ambientali a traffico limitato, dalla predisposizione del Piano Energetico Comunale (uno dei primi approvati a livello nazionale) alla definizione di alcuni indicatori biologici per la revisione del Piano Regolatore Generale, …
Quello che però è mancato è stato un quadro di riferimento, una strategia complessiva che desse significato e forza operativa ai diversi progetti di settore, che definisse le compatibilità e le priorità d'intervento su cui investire le risorse economiche, professionali ed umane disponibili. L'assenza di questa visione unitaria ha fatto sì che gran parte di questi progetti e programmi, dopo essere stati utilizzati per l'organizzazione di mostre e convegni, siano stati dimenticati negli archivi dei diversi assessorati o - nei casi migliori - che di tali progetti si realizzassero solo singoli aspetti e previsioni, troppo limitati e parziali per poter effettivamente incidere sull'organizzazione e l'immagine della città.
Volendo enucleare alcuni essenziali elementi di un possibile processo di riconversione ecologica della nostra città non occorre dunque partire da zero. Facendo tesoro dei dati e delle analisi già disponibili e cercando di riconnettere in un disegno unitario alcune delle proposte emerse negli ultimi anni, si possono in particolare definire i seguenti indirizzi strategici:

1. - Occorre in primo luogo essere coscienti del fatto che molte delle problematiche della città di Padova devono necessariamente essere affrontate e risolte a scala comprensoriale, coinvolgendo in un unico quadro di programmazione e gestione territoriale almeno una quindicina di comuni limitrofi già oggi di fatto strettamente interconnessi con il capoluogo. Corretta risultava dunque da questo punto di vista l'indicazione fornita dal PTP - Piano Territoriale Provinciale (purtroppo solo adottato dalla passata Amministrazione e mai divenuto operativo) secondo cui tutte le principali attività economiche, commerciali e di servizio ed i programmi di trasformazione (densificazione e riqualificazione) edilizia, per evitare un ulteriore distruzione delle risorse territoriali, dovrebbero concentrarsi in un ristretto numero di nuove polarità esterne (7 secondo il PTP), servite da un'efficiente rete di trasporti pubblici ed in grado di offrire una qualità abitativa effettivamente competitiva rispetto a quella del nucleo centrale.

2. - Un secondo aspetto riguarda la salvaguardia e la riqualificazione di tutte le aree periurbane non edificate, con la realizzazione di un articolato sistema di aree destinate a verde pubblico, verde privato e parchi agricoli, in grado di dar vita (grazie anche all'organizzazione policentrica degli insediamenti sopra delineata) ad una vera e propria "green belt", una cintura verde che circondi e perimetri l'edificato, ristabilendo differenze di paesaggio e chiarezza di margini e confini. Un insieme di biotopi e spazi verdi strettamente interconnesso, soprattutto attraverso le più importanti aste fluviali, ai grandi sistemi naturalistici della pianura padana ed in grado di incunearsi nello stesso tessuto urbano: un sistema che non può comunque essere concepito unicamente quale spazio residuale rispetto alle infrastrutture urbane, ma che deve essere progettato in forma unitaria e sostenuto incentivando interventi di forestazione ed il diffondersi di nuove forme di agricoltura biologica.

3. - Anche all'interno della città di Padova il sistema del verde deve svolgere un ruolo essenziale non solo per ristabilire gli equilibri ecologici fondamentali (ossigenazione, disinquinamento, effetti microclimatici più favorevoli allo svolgimento delle attività umane, …), ma anche per la ricostruzione di una forma e di una nuova identità urbana. Per la formazione di un organico sistema del verde urbano - come da molti anni rivendicato dalle associazioni ambientaliste - sono necessari sia la realizzazione di alcuni grandi parchi, che devono funzionare da veri e propri polmoni del sistema (Basso Isonzo/Bacchiglione/Aeroporto; Terranegra/Roncajette; Morandi/Brenta; …), sia la creazione di una fitta rete di percorsi e corridoi ecologici in grado di connettere tutti gli elementi del sistema e la miriade di spazi ed aree già attualmente esistenti.

4. - Riorganizzare con finalità ecologiche la città esistente significa anche romperne l'attuale monocentrismo, conferendo identità ai diversi quartieri urbani ed ai singoli rioni, valorizzandone le differenze, potenziandone l'autonomia economica e decisionale, decentrando i servizi, fornendo spazi d'aggregazione, di produzione culturale e vita sociale (Centri civici) capaci di dar vita a nuove centralità urbane.

5. - Complementare all'azione di potenziamento e riqualificazione delle periferie deve essere la definizione di normative urbanistiche, di programmi di recupero e di politiche sociali ed economiche finalizzate a mantenere nel Centro Storico quote significative di residenza pubblica e privata (con particolare attenzione per le classi economicamente più deboli), salvaguardando nel contempo il ricco tessuto di attività connesse all'artigianato ed al commercio tradizionali.

6. - Dal Centro Storico vanno invece progressivamente allontanate le attività economiche e di servizio incompatibili con la salvaguardia dell'immagine e della morfologia urbana e con un accettabile livello di qualità della vita. Tra queste attività vanno oggi in particolare segnalate quelle connesse all'Azienda Ospedaliera, di cui - anziché assecondare i progetti di ampliamento nella sede attuale - va programmato l'esodo verso aree esterne, facilmente accessibili con i mezzi di trasporto pubblico e privato ed inserite in un ambiente meno cementificato e disumano di quello attuale.

7. - Altro aspetto centrale per la riqualificazione del Centro Storico di Padova è costituito da un radicale ripensamento del rapporto che deve intercorrere tra gli spazi e le infrastrutture gestiti dall'Università e la città nel suo complesso. Mentre in molte città europee la presenza universitaria contribuisce alla vivacizzazione ed alla positiva qualificazione degli spazi e della vita urbana, spesso nella nostra città avviene il contrario. Importanti aree cittadine dove più diffusa è la presenza di insediamenti universitari, soprattutto quando il quartiere è prevalentemente abitato da anziani (basti ricordare il Portello), la sera diventano luoghi di desolazione e degrado accentuando il senso di isolamento ed abbandono percepito dai residenti. Occorrono in queste situazioni interventi mirati di recupero urbanistico, ma occorre anche richiedere all'Università una gestione più aperta dei propri spazi, che potrebbero essere messi a disposizione (anche in orario serale) di studenti, cittadini e associazioni per iniziative culturali e ricreative, rompendo la storica separatezza tra le istituzioni accademiche e la comunità cittadina.

8. - Riqualificare l'ambiente urbano significa curarne la forma e l'immagine, ma significa anche ridurne drasticamente i livelli d'inquinamento e le fonti di pericolo che ne rendono problematica la fruizione. La riqualificazione urbana si connette quindi strettamente ai problemi della mobilità e del traffico, principale causa delle più diverse forme d'inquinamento. Centrale deve dunque essere la battaglia per la realizzazione di un efficiente sistema di trasporto pubblico, di cui - siamo tuttora convinti - le moderne tramvie restano lo strumento più efficace per una realtà urbana quale quella di Padova. La rete di trasporto pubblico (anche per ragioni di efficienza economica e trasportistica) si deve necessariamente integrare con una coerente politica di limitazione e moderazione del traffico privato, di formazione di isole ambientali con strade a carattere prevalentemente residenziale e di estese zone pedonalizzate anche nelle aree centrali dei quartieri periferici.

9. - L'insieme degli strumenti della pianificazione urbanistica, dei piani di settore e dei programmi d'intervento dell'Amministrazione Comunale dovrebbe trovare uno strumento di coordinamento e di sintesi nelle formulazione di un "Ecopiano", pensato come piano-processo che definisca gli indirizzi strategici di trasformazione urbana e territoriale, le possibili sinergie e le priorità operative e che consenta di verificare per ogni singolo progetto e per ogni nuova iniziativa la congruenza con i vincoli ambientali e con le strategie complessive.

10. - Un ultimo, fondamentale, aspetto del processo di riconversione ecosostenile della città qui delineato, deve riguardare la partecipazione dei cittadini. La partecipazione alle scelte ed alla gestione dei processi di trasformazione urbana non solo è uno strumento essenziale per garantire il successo dei programmi attivati e per modificare realmente i comportamenti, le abitudini di consumo e gli stili di vita della comunità urbana, ma anche per costruire un nuovo senso d'identità e d'appartenenza fondato su di una visione condivisa dei destini della città, di ciò che la può positivamente (virtuosamente) caratterizzare e distinguere rispetto alle altre realtà urbane.

 

1